Archive for marzo, 2004


Come promesso, ecco il primo di una serie (quanto lunga, lo vedremo in seguito) di post che prendono spunto da canzoni di vari autori, e che trattano di temi che sento molto vicini a me e al mio modo di pensare.
La canzone con la quale vorrei iniziare questa sorta di rassegna è La bellezza (Gustav e Tadzlo) di Roberto Vecchioni, contenuta nell’album Il lanciatore di coltelli (EMI 2002).
La canzone è ispirata al libro Morte a Venezia, di Thomas Mann, libro che devo ancora leggere (è in cima alla lista!), ed il tema che mi interessa non è la bellezza in sé, quanto piuttosto l’amore tra due persone dello stesso sesso. Al di là del fatto che si tratti dell’amore di un vecchio per un fanciullo (e al di là del fatto che quest’amore, nel libro, assuma i toni della pederastia), mi piacerebbe sapere quali emozioni suscita questa canzone in chi ne legge il testo e, magari, ha anche occasione di ascoltarne la musica.


La bellezza (Gustav e Tadzlo)


Passa la bellezza
nei tuoi occhi neri,
scende sui tuoi fianchi
e sono sogni i tuoi pensieri…

Venezia “inverosimile
più di ogni altra città”
è un canto di sirene,
l’ultima opportunità
ho la morte e la vita tra le mani
coi miei trucchi da vecchio senza dignità:
se avessi vent’anni
ti verrei a cercare,
se ne avessi quaranta, ragazzo,
ti potrei comprare,
a cinquanta, come invece ne ho
ti sto solo a guardare …

Passa la bellezza
nei tuoi occhi neri
e stravolge il canto
della vita mia di ieri;
tutta la bellezza,
l’allegria del pianto
che mi fa tremare
quando tu mi passi accanto…

Venezia in questa luce
del lido prima del tramonto
ha la forma del tuo corpo
che mi ruba lo sfondo,
la tua leggerezza danzante
come al centro del tempo
e dell’eternità:
ho paura della fine
non ho più voglia di un inizio;
ho paura che gli altri
pensino a questo amore
come a un vizio;
ho paura di non vederti più,
di averla persa…
tutta la bellezza
che mi fugge via
e mi lascia in cambio
i segni di una malattia.
Tutta la bellezza
che non ho mai colto,
tutta la bellezza immaginata
che c’era sul tuo volto,
tutta la bellezza
se ne va in un canto,
questa tua bellezza
che è la mia
muore dentro un canto.

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Per tornare agli argomenti un po’ meno delicati, oggi ho fatto la pazzia di comprare il cofanetto (videocassetta più libro) di Roberto Vecchioni, e me lo sono appena sorbito. E’ stupendo, e ho conosciuto molte canzoni che prima non avevo mai sentito, e che trattano temi che mi stanno molto a cuore. Presto un post in cui ne parlerò.


Altra cosa, mi sono letteralmente commosso per quello che considero uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto in vita mia: il DVD dell’ultimo concerto di Fabrizio De André. E’ qualcosa di indimenticabile, grazie a TheZar e Eka! Particolarmente toccante il momento in cui Faber canta, seduto per terra sul palco, Sidun, canzone dolcissima e tristissima, voce di un padre che piange sul corpicino del figlio, ucciso dai soldati in un campo profughi palestinese. Grazie a Faber per essere esistito e per averci regalato tutto questo!

Rispondo a MidnightAngel.
La legge sul silenzio – assenso è una grossa stronzata, sono d’accordo, e i primi a dirlo sono stati proprio gli esponenti dell’AIDO che erano venuti, ai tempi, nella mia classe per parlare del problema. Loro erano i primi ad essere contrari, perché la donazione degli organi, proprio perché DONO, deve essere assolutamente volontaria e gratuita, e non può essere imposta per legge, o essere frutto di una dimenticanza.
Per quanto riguarda il tuo discorso sull’aspettare la morte di qualcun altro, credo – detto con il dovuto rispetto – che tu stia facendo discorsi abbastanza deviati. Oggi come oggi non è possibile ricreare organi in laboratorio, e non sarà possibile farlo in tempi brevi. E tutti i malati che stanno male ADESSO, cosa faranno? E tutti quelli che moriranno di incidente stradale, di edema cerebrale, o di quel che vuoi, saranno tutti morti invano. I loro organi se ne andranno con loro nella tomba, o in un forno crematorio, nutrimento per i vermi prima del tempo.
E’ vero, chi aspetta un trapianto aspetta la morte di qualcun altro. Ma dubito che tu sia vegetariana, quindi comuqnue tu sopravvivi grazie alla morte di qualcun altro. E lo faresti anche se fossi vegetariana, perché comunque sopravviveresti grazie alla morte delle piante che mangeresti. Non sto paragonando un essere umano ad un cavallo o a una gallina, o a una foglia d’insalata; ti sto solo dicendo che l’uomo spesso uccide per vivere, mentre nel caso del trapianto si tratta di non far morire del tutto un patrimonio che altrimenti andrebbe perso. E non sono nemmeno d’accordo col dire che chi riceve un trapianto pecca di egoismo, perché non è stato lui a causare la morte di chi gha donato l’organo; bensì è stato il donatore a compiere un atto d’amore gratuito e libero.
Lo sapevi che chi riceve un trapianto viene seguito da una equipe di psicologi, che ne studiano le reazioni e lo aiutano nei momenti di crisi psicologica che seguono il trapianto stesso? Nessuno di noi può immaginare cosa voglia dire vivere con il cuore di un’altra persona. Dev’essere bellissimo e terribile allo stesso tempo. Ma è vita! Tutte le persone di cui ho sentito, che hanno ricevuto un trapianto, sono cambiate radicalmente: è un’esperienza che ti sconvolge, ti obbliga ad un percorso di maturazione e di riflessione fortissimo. Alla fine sei una persona nuova, con nuove speranze, nuova voglia di vivere, voglia di aiutare gli altri, di fare volontariato… E non è vero nemmeno quello che dici tu, sul rigetto e sui farmaci: le nuove tecniche di trapianto hanno sconfitto quasi completamente le crisi di rigetto, e le dosi di farmaci sono state ridotte in maniera veramente sensibile: non più di una o due pastiglie al giorno. Prova a chiedere a tua nonna quante ne prende, per il cuore, per la pressione, per dormire, per andare di corpo…
E ti faccio notare anche un’altra cosa: le cellule staminali, oggi come oggi, vengono prelevate dagli embrioni. Le cellule staminali adulte non sono abbastanza “flessibili” per poter essere utilizzate ai fini della ricerca sulla clonazione. E allora, invece di prelevare organi da un organismo clinicamente morto, andiamo a uccidere organismi indifesi, che non hanno avuto nemmeno il tempo di affacciarsi sulla strada della Vita. E allora, secondo me, delle due è molto peggio la seconda. Solo quando saranno riusciti a far riprodurre le cellule staminali adulte, e ad ottenere da esse gli organi necessari, si potrà parlare di una valida alternativa al trapianto da cadavere.
Non so, non credo di averti fatto cambiare idea; spero solo che tu mi abbia letto e ascoltato con la necessaria serenità. La donazione di organi non è una predazione, è un dono, un’operazione alla quale il donatore si sottopone di sua spontanea volontà.
Quanto a me, ci sono persone al mondo alle quali donerei un rene, se ne avessero bisogno, senza aspettare d’essere morto, e loro lo sanno benissimo… Ma non perché sono bravo io, ma solo perché credo fermamente nella vita e nella sua bellezza, e credo che sia giusto e doveroso non sprecarla mai, in nessun modo.


Diverso è il discorso, invece, legato al traffico illegale di organi: lì, spesso, persone innocenti (spesso bambini) vengono uccise appositamente per depredare i loro corpi dal loro contenuto. In quel caso i trapianti non solo sono sbagliati, ma sono dei reati talmente schifosi e disumani da non meritare nemmeno un aggettivo che li descriva. E secondo me è contro di queste pratiche che bisogna scagliarsi, sono questi i problemi che dobbiamo fermare!

Ekatherine mi ha segnalato anche un altro sito, altrettanto allucinante del primo, ma forse più preoccupante ancora. Si tratta di questo.
Io posso capire che qualcuno abbia dei dubbi (filosofici? religiosi? morali?) sull’espianto e il trapianto di organi: cos’è la morte? A che punto possiamo dire che quell’uomo, o quella donna, non si riprenderà più? E’ già morto, o lo uccideremo noi portandogli via gli organi?
Tutti dubbi legittimi; tuttavia io penso che la scienza, a tutto questo, abbia già dato la sua risposta, della quale confesso di fidarmi ciecamente: la morte cerebrale è uno stato di coma irreversibile nel quale le cellule neuronali sono morte, e quindi senza possibilità di risveglio da parte del paziente. Egli “vive” solo grazie ad una macchina che continua a far battere il suo cuore, e a pompare aria nei suoi polmoni, ma non potrà mai più avere alcuna forma di vita cerebrale, tanto meno potrà avere una forma di vita autonoma. Staccando la spina, moriranno tutti i suoi tessuti.
Ma se, invece di staccare la spina, i famigliari autorizzano l’espianto, allora ecco che tante altre persone possono ritrovare una vita vera e propria, autonoma e normale, grazie a un patrimonio di valore inestimabile, che altrimenti andrebbe perso irrimediabilmente. Cuore, polmoni, fegato, pancreas, reni, intestino, cornee, e tanti altri organi che continueranno a sopravvivere nel corpo di tante altre persone, anziché essere chiusi per sempre in una bara e inumati: forse il loro tempo non è ancora finito, io penso che sia giusto che continuino a vivere, e con essi anche le persone che hanno ricevuto l’atto d’amore che è il dono.
Io vi invito ad iscrivervi all’AIDO, e a compilare l’apposito cartellino da tenere sempre con sè, nel portafoglio, espirmendo il vostro consenso all’espianto.
Ma ora veniamo al sito che ho linkato in precedenza: vi invito ad una lettura attenta dei suoi contenuti, ad un’altrettanto attenta analisi del linguaggio che usa, e dei messaggi che trasmette. Il mio giudizio è implicito in quanto ho già scritto, ma mi piacerebbe avere il vostro parere a riguardo.

Oggi Ekatherine mi ha segnalato un sito davvero allucinante. Alla lettura, sia io che lei siamo rimasti letteralmente allibiti, e ci siamo augurati di tutto cuore che si trattasse di un fake ben fatto: non può esistere davvero gente del genere.
Leggete qua, soprattutto la sezione riguardante le “tecniche di genocidio”, e sappiatemi dire cosa ne pensate. E’ un po’ lungo, ma vale la pena di leggerlo.
Io sono letteralmente choccato!

Eugenio Finardi non lo conoscevo quasi (se si eccettuano le canzoni incluse in qualche raccolta di vecchie canzoni, come Extraterrestre o Musica ribelle), ma devo dire che ieri sera l’ho rivalutato parecchio, e ho preso la decisione di approfondirne lo studio.
Per quanto riguarda Elio & c., sì, sono bravissimi; ma purtroppo non conoscevo tutte le canzoni (anzi, ne conoscevo pochine…) e ho fatto molta fatica a seguire i testi (per non dire che non c’ho capito una parola) e quindi non me li sono goduti come avrei voluto… Pazienza, approfondirò anche questo studio, così la prossima volta conoscerò tutti i testi a memoria

Stasera Elio e le Storie Tese al Palazzetto dello Sport.
Spettacolo assicurato. Anche perché, con il mitico gruppo della Terra dei Cachi si esibirà anche Eugenio Finardi. Che tutti si stanno chiedendo perché sia ancora qui. Forse gli extraterrestri si sono stufati di lui e l’hanno rispedito sulla Terra a calci…
Vi saprò dire domani, se sarò ancora vivo

200! E non è ancora finita!Mitico Roby Baggio! Duecento perle di saggezza.
Io sono interista, e credo che l’errore più grande – tra i tanti – dell’era Moratti sia stato quello di lasciarti andar via.
Continua a farci sognare come sai fare tu!

Oggi pranzo di classe.
Facce note, famigliari, ma che non ho praticamente più visto (a parte un paio) per tre anni buoni, se si eccettuano altre sporadiche iniziative di questo genere, comunque sempre poco frequentate (siam partiti in 17, il primo anno delle superiori, e siamo arrivati in 12; oggi al pranzo eravamo in 7).
Cavolo, a vederci quando siamo assieme, un qualunque osservatore esterno penserebbe che siamo una compagnia molto affiatata; invece ci ignoriamo per 12 mesi l’anno, 364 giorni su 365; e poi, una volta all’anno, o poco più, per qualche ora, ritorniamo assieme come se nulla fosse.
In realtà sembra quasi che ci evitiamo. Non si riesce mai a trovare un giorno che vada bene per tutti, perché al sabato sera tutti escono con la propria compagnia (ma se per un sabato esci con la tua ex classe, non è lo stesso? Ma “no, perché io devo andare in discoteca con le mie amiche a tirarmela un po’”…. “no, c’ho qualche cazzo da prendere” [sì, ho anche delle ex-compagne parecchio troie, purtroppo]… “no, devo uscire con la tipa”… “no, il Romagnosi è stato un periodo di merda che voglio dimenticare…”
Mi dispiace essere scurrile, perché di solito (almeno quando scrivo) cerco di evitarlo. Ma certe cose mi indispongono nel midollo. Cavolo, ma stiamo bene assieme, quando ci troviamo! Possibile che si debba sempre fare questa fatica per vederci? E che alla fine venga meno della metà della gente invitata?

ABILITATO! Incredibile ma vero, è appena terminata la riunione dell’Ufficio Comando dell’Assistenza Volontaria di Collecchio, Sala e Felino, e sono stato abilitato a Milite Urgenze!