Archive for giugno, 2006


Pensiero indegno

Ieri l’Italia ha vinto due volte.

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Guantanamo mon amour

La notizia, riportata da pochissime fonti di informazione, è di oggi. Tre detenuti del carcere americano di Guantanamo si sono impiccati nelle proprie celle. Il presidente Bush, volato a Camp David per il fine settimana, è stato informato di quello che è stato definito "un incidente". Il contrammiraglio Harry Harris, in un briefing del Southern Command di Miami, ha detto che non è stato un atto di disperazione ma un atto di guerra da parte dei detenuti. Penso che un’affermazione del genere si critichi da sola.
Frattanto altri 18 detenuti portano avanti uno sciopero della fame che ha lo scopo di protestare contro le condizioni di detenzione, inumane e degradanti. Buona parte dei detenuti non ha mai subito un processo, né è mai comparsa davanti ai giudici: la loro carcerazione è da considerarsi quindi del tutto arbitraria.
Sono migliaia gli appelli giunti da tutto il mondo, da tutte le associazioni umanitarie (Amnesty International, Nessuno tocchi Caino, ecc. ecc.) e da molti governanti di paesi europei (il cancelliere tedesco Angela Merkel, il premier danese, Anders Fogh Rasmussen e il ministro della Giustizia britannico, Lord Goldsmith), affinché gli Stati Uniti chiudano quello che, più che un carcere, appare chiaramente come un vero e proprio campo di concentramento. Perfino le Nazioni Unite si sono espresse in tale senso, lo scorso maggio.
La risposta di Bush? Anche questa si commenta da sola:
Vorremmo chiudere Guantanamo, vorremmo che fosse vuoto. Ma ci sono alcuni detenuti che se rimessi in strada costituirebbero un grave pericolo per gli americani e per i cittadini di altri paesi del mondo. Quindi credo che debbano essere processati in tribunali negli Stati uniti.
E allora come mai queste persone sono detenute per anni e anni, in attesa di un processo che continua a non arrivare?
Vedete, il mio punto di vista è quello di un cittadino italiano che ama la propria Costituzione. Vogliamo ricordare cosa recita, la nostra Costituzione?

Articolo 13:
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Articolo 24:
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Articolo 27:
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.

Questi sono i momenti in cui ringrazio di essere nato in Italia.

Santa Mater

"E’ l’eclissi di Dio" alla radice della "profonda crisi della verità" che ispira leggi che tendono a riconoscere "coppie insolite" formate "da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie". In un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana" il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi su Pacs, aborto, contraccezione, e ricerca su cellule embrionali.
"Mai come ora l’istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti. E’ in atto un cambiamento nel modello di famiglia e di coniugalità", sottolinea il dicastero, e "guardando ai mezzi a cui si ricorre per evitare di avere figli, mezzi che includono non solo la contraccezione, ma anche l’aborto, appare chiara l’eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile".
Questo l’incipit di un articolo di Repubblica.it (qui trovate il testo completo).
Come già sapevamo, il Vaticano non è affatto diverso dal mostro che tutti noi conosciamo, e queste affermazioni – che, lo ricordo, sono esternazioni di opinioni ufficiali della Chiesa Cattolica di Roma – dimostrano che quella che molti hanno visto come "apertura" del Papa alla sessualità, qualche giorno fa (ricordate? "La chiesa non è nemica del sesso!") era semplicemente una puttanata strumentale al fatto che, ad ascoltare il Papa, in quel giorno, c’erano migliaia di giovani, i quali ben difficilmente si fanno toccare su certi argomenti.
Ma questo nuovo attacco frontale delle macchine da guerra vaticane riesce piuttosto interessante, in quanto si scaglia contro numerosi punti che, oggi come oggi, sono riconosciuti alla base della nostra civiltà libera e moderna. Con l’aiuto dell’articolo precedentemente citato, analizziamo punto per punto il pensiero della vostra beneamata sorella madre Chiesa.

"Coppie insolite". Il cardinale Truillo lancia così l’allarme per il "manifestarsi dell’apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie, reclamano persino il diritto di adozione. Donne che vivono una unione lesbica rivendicano gli stessi diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all’impianto embrionale". "Inoltre – annota il porporato – si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare".
In Italia non si è ancora arrivati a parlare di adozione per le coppie gay. Già è difficile parlare di adozione per una coppia eterosessuale regolarmente sposata in chiesa, figuriamoci per due pervertiti. Di diritto all’inseminazione artificiale per coppie di lesbiche, poi, s’è parlato ancora meno. Anche qui, è quasi impossibile ricorrere a tale pratica per una coppia eterosessuale regolarmente sposata in chiesa, figuriamoci per due camioniste.
Ma questo, lo sappiamo, è il solito atto terroristico: stai perdendo potere, il popolo non ti ascolta più, i gay stanno per conquistare i propri diritti di coppia e di esseri umani, stanno per finire le discriminazioni e sta per allargarsi il concetto di integrazione? Ovviamente devi correre ai ripari: e quale metodo più sicuro del far leva sui bassi istinti della gente? Già è difficile per l’italiano medio accettare la vista di una coppia omosessuale che non si vergogna di essere tale (qualche giorno fa, con RedGlow, passeggiavo per uno dei tanti parchi di Parma; ad un certo punto abbiamo deciso di sederci su una panchina, e siamo rimasti così, abbracciati e appoggiati l’uno all’altro, come avrebbe fatto qualunque altra coppia: non ci stavamo baciando, e non eravamo certo in atteggiamenti osceni; ciò non di meno, tutte – e dico tutte – le persone che passavano ci guardavano in cagnesco, mormorando improperi); già è difficile, dicevo, sopportare la vista di due gay che camminano tenendosi per mano, figuriamoci se l’idea di adozioni da parte di coppie omosessuali (idea, per ora, assai lontana dalla realtà) non mette i brividi sulla schiena alla maggioranza degli elettori. Si chiama terrorismo mediatico: sta succedendo qualcosa? Bene, porta all’estremo la tua fantasia nel prevedere conseguenze catastrofiche, e vedrai che le masse ti daranno ascolto.

"Aborto, delitto abominevole". "Oggi si pretende di banalizzare in qualche modo l’aborto con il pretesto che l’autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole" si legge ancora nel documento del Pontificio consiglio. "Essere su questa linea significa ridurre o negare che il delitto, per il fatto stesso di esserlo, richiede una pena. Non è concepibile che un delitto resti impunito". "Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo – si legge nel testo che si richiama all’Evangelium Vitae di Papa Wojtyla – potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla chiesa".
Vedete, se in Afghanistan una donna viene violentata, essa viene subito lapidata come adultera. La Chiesa Cattolica di Roma ovviamente si scaglia contro tale indicibile delitto, contro tale negazione dei diritti umani di base. Eppure… analizziamo nel dettaglio ciò che la Chiesa ha affermato poche righe qui sopra: se una donna che, in Italia, dopo essere stata violentata e messa incinta, decide di abortire e di non tenere quel figlio, da lei non voluto e frutto di una violenza che lascia un marchio indelebile nella psiche di una persona, essa stessa si macchia di un delitto atroce, l’omicidio (o il feticidio?), e quindi deve essere punita ancora più gravemente di chi l’ha violentata! Una donna che sia stata violentata, per la chiesa, dovrebbe tenersi il bambino e stare zitta, perché il suo compito nella società è solo quello di partorire figli ogni volta che un uomo decide di farsela!
Non so a voi, ma a me tutto questo fa venire i brividi.

"La vita non è questione di tecnica". "Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l’uomo si arroga il potere di fabbricare l’uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo" dichiara il Pontificio consiglio. "La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita di ineccepibile qualità". Non solo: "la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto è frutto dell’evoluzione, che l’uomo non ha alcun dio; che il dio del passato era fatto dall’uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio è morto e che questa è l’ora di poter produrre l’uomo veramente nuovo".
A parte il fatto che, molto probabilmente, è assai vero che Dio è figlio dell’uomo, fabbricato da questo a propria immagine e somiglianza, e non piuttosto il viceversa (o, quantomeno, non esistono prove di nessuna delle due affermazioni); in ogni caso la legge che è stata discussa in Italia dai referendum di qualche mese fa non parlava di clonazione umana a fini eugenetici, o di riproduzione di individui identici ai genitori. Nessuno sano di mente potrebbe voler correre il rischio di ritrovarsi la televisione invasa da migliaia di minuscoli Silvii, e state pur sicuri che Silvio, quello originale, se potesse lo farebbe subito.
La legge che abbiamo votato, e che – grazie a voi – è stata rigettata, parlava di clonazione terapeutica, di coltivazione in vitro di cellule staminali anche embrionali (ci sono milioni di embrioni congelati in milioni di provette sparse per i laboratori di tutto il mondo: che facciamo, li scongeliamo e li friggiamo tutti in padella? O li vendiamo alla Findus? O li impiantiamo tutti?) al fine di curare malattie altrimenti incurabili. Non si tratta di giocare a fare Dio, si tratta di ridare la speranza a migliaia, forse milioni di persone, che oggi come oggi sono costrette ad una vita disumana e degradante a causa di malattie che le hanno colpite contro la propria volontà e contro ogni propria colpa! Questa è la realtà, non quella che vi vogliono far credere quelle puttane in gonnella rossa!

"No a ogni mezzo contraccettivo". Nel capitolo dedicato a "paternità e maternità responsabili" il documento ribadisce la dottrina dell’Humanae vitae sulla contraccezione, esclude cioè "ogni mezzo contraccettivo" e chiede che sia rispettata "l’unione tra l’elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale", ritenendo legittima la sola "continenza periodica" cioè "l’uso del matrimonio solo nei periodi non fertili".
Questa si commenta da sola. Siamo nel XXI secolo. Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede. Poi la voglia svanisce, e il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame. Io forse ho confuso il piacere e l’amore, ma non ho creato dolore.

"Femminismo ha contribuito a crisi". Il femminismo ha esacerbato le relazioni tra i sessi e accentuato il carattere polemico della relazione tra maschi e femmine, denuncia il Vaticano, attribuendo ai movimenti femministi la colpa di aver rafforzato la visione "puramente individualistica dell’uomo e della donna", incitando al "superamento della famiglia". "Unendosi nella donazione reciproca piena – afferma il documento del Vaticano – le persone divengono sempre più vicine l’una all’altra, pur conservando la propria identità. L’unione carnale, di carattere individualista, diventa essa stessa occasione di disputa o di guerra, nella misura in cui uno dei partner non si considera soddisfatto sul piano del piacere, o su quello dell’utilità". In tal senso è possibile vedere "che una concezione puramente individualista dell’uomo e della donna, opponendosi alla famiglia, è incompatibile con un’autentica solidarietà intergenerazionale".
Donne, tornate a fare figli e a pulire la casa. E già che ci siete cambiate anche il pannolone al nonno. E guai a voi se provate a gemere di piacere quando l’uomo decide di entrare in voi: solo lui può farlo! Voi dovete conservare casta e pura la vostra anima! Non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a dio! Quindi statevene lì, ferme ferme, supine, e lasciate che sia l’uomo a fare tutto. Il piacere dell’atto sessuale è occasione di disputa o di guerra, quindi tanto vale non provarlo affatto. Anzi, perché non vi fate infibulare tutte? Così non vi salta più il ticchio.