Archive for ottobre, 2007


Hasta siempre Comandante!

…da qualche parte un giorno
dove non si saprà
dove non l’aspettate
il Che ritornerà!

Hasta siempre comandante!

Questo blog cambia nome

Quando guido verso casa, la sera, non posso fare a meno di accendere la radio e concedermi mezz’ora di relax totale. Non mi pesa, quella mezz’ora di guida, perché posso passarla ascoltando musica bella, ammirando la campagna al tramonto, e riflettendo su tante cose.

Già da qualche sera, la canzone che più gettonavo era Amico Fragile, nella fantastica versione che De André cantava assieme alla PFM. E così, pensando alle varie cose della mia vita, m’è venuto da assimilare questo blog all’amico fragile, al quale dedico sì e no un’ora al mese. Da lì, la decisione di cambiare il titolo e sottotitolo. Forse è anche un modo per lavare la mia sporca coscienza e "giustificare" (anche se in modo molto amaro) il mio recente assenteismo.

Ora, per non tediarvi troppo con cazzate personali, vado ancora più sul personale, e vi dedico una canzone che, in questo periodo, rappresenta l’esatta chiave di lettura della mia anima: Calle melancolía, del cantautore spagnolo Joaquín Sabina. La traduzione è mia. Potete ascoltare la canzone nel box qui a fianco (Radio.Blog). La dedico a te, che sai di chi sto parlando, e che mi leggi da così lontano.

Calle melancolía

Como quien viaja a lomos
de una yegua sombría
por la ciudad camino
no pregunteis a dónde?

Busco acaso un encuentro
que me ilumine el día
y no hallo mas que puertas
que niegan lo que esconden

Las chimeneas vierten
su vómito de humo
a un cielo cada vez
más lejano y más alto

Por las paredes ocres
se desparrama el zumo
de una fruta de sangre
crecida en el asfalto

Ya, el campo estará verde
debe ser primavera
cruza por mi mirada
un tren interminable

El barrio donde habito
no es ninguna pradera
desolado paisaje
de antenas y de cables

(estribillo)
Vivo en el número siete 
Calle melancolía
Quiero mudarme hace años
Al barrio de la alegría 

Pero siempre que lo intento
Ha salido ya el tranvía
En la escalera me siento
A slibar mi melodía

Como quien viaja a bordo
de un barco enloquecido
que viene de la noche
y va a ninguna parte

así mis pies descienden
la cuesta del olvido
fatigados de tanto
andar sin encontrarte

Luego de vuelta a casa
enciendo un cigarrillo
ordeno mis papeles
resuelvo un crucigrama

Me enfado con las sombras
que pueblan los pasillos
y me abrazo a la ausencia
que dejas en mi cama

Trepo por tu recuerdo
como una enredadera
que no encuentra ventanas
donde agarrarse

Soy esa absurda epidemia
que sufren las aceras
si quieres encontrarme
ya sabes donde estoy

Vivo en el número siete 
Calle melancolía
Quiero mudarme hace años
Al barrio de la alegría 

Pero siempre que lo intento
Ha salido ya el tranvía
En la escalera me siento
A slibar mi melodía

Via della malinconia

Come chi viaggia sul dorso
Di una giumenta malinconica
Andando per la città
Non chiedete dove?

Cerco a caso un incontro
Che mi illumini il giorno
E non trovo altro che porte
Che negano quello che nascondono 

Le ciminiere versano
Il loro vomito di fumo
A un cielo sempre
Più lontano e più alto

Per le pareti color ocra
Si sparge il succo
Di una frutta di sangue
Cresciuta nell’asfalto

La campagna sarà già verde,
Deve essere primavera
Attraversa il mio sguardo
Un treno interminabile

Il quartiere dove abito
Non è nessuna prateria
Desolato paesaggio
Di antenne e di cavi

(ritornello)
Vivo al numero sette
Via della malinconia
Voglio trasferirmi da anni
Al quartiere dell’allegria

Ma ogni volta che ci provo
È già passato il tram
Sui gradini mi siedo
A fischiettare la mia melodia

Come chi viaggia a bordo
Di una barca impazzita
Che viene dalla notte
E non va da nessuna parte

Così i miei piedi discendono
La costa dell’oblio
Stancati da tanto
Camminare senza trovarti

Poi di ritorno a casa
Accendo una sigaretta
Ordino le mie carte
Risolvo un cruciverba

Mi arrabbio con le ombre
Che affollano i corridoi
E mi abbraccio all’assenza
Che lasci nel mio letto

Mi arrampico sul tuo ricordo
Come un’edera
Che non trova finestre
A cui afferrarsi

Sono questa assurda epidemia
Di cui soffrono i marciapiedi
Se vuoi trovarmi
Sai già dove sono

Vivo al numero sette
Via della malinconia
Voglio trasferirmi da anni
Al quartiere dell’allegria

Ma ogni volta che ci provo
È già passato il tram
Sui gradini mi siedo
A fischiettare la mia melodia