Archive for aprile, 2007


Epiphany

No, non ho intenzione di parlare di Natale o di altre feste cristiane. Stavolta ho in mente un altro significato del termine, quello che gli attribuiva James Joyce: rivelazione, folgorazione improvvisa di qualcosa che torna alla memoria in ogni suo dettaglio.
Vi è mai capitato, sotto la doccia, di aprire un boccetto di shampoo dozzinale, annusarne distrattamente il contenuto, e sentire un profumo, un odore che avevate completamente dimenticato, ma che in altri tempi per voi era pieno di significato, perché associato a persone o eventi ormai perduti?
A me è successo non più di dieci minuti fa. Momenti di nostalgia pungente fino alle lacrime, per un mondo che il tempo s’è portato via, e che non vedremo mai più, ma che per un istante, chiudendo gli occhi, ci appare lì, vivido e tangibile come se vi vivessimo ancora dentro…
Non so perché vi parlo di questo. Sono momenti che, semplicemente, non posso tacere.

Calle Melancolía

Pit si prende qualche giorno di pausa. Più che altro un bisogno di dedicarmi un po’ a me stesso, dopo che sembra essere morto il più bello dei sogni che stavo coltivando con tutte le mie forze e le mie risorse.
Chissà, forse basterà un giorno, forse ce ne vorranno venti o trenta, o forse di più. Molto dipende da quello che succederà, se sarò capace di tornare a vedere tutto con occhi diversi, magari asciugandomi prima le lacrime, e leccandomi le ferite.
Grazie a tutti per starmi così vicini. Vedrete, prima o poi tornerò.

È di oggi la notizia peggiore che potesse arrivare. Martedì scorso un ragazzo di sedici anni si è suicidato buttandosi da una finestra. Il motivo? Il bullismo dei compagni di classe, che lo prendevano in giro accusandolo di essere gay.
L’omofobia è sempre esistita, certo. Gli idioti non sono mai mancati, certo. Ma ci rendiamo conto delle responsabilità che abbiamo? Ci rendiamo conto che a spingere un ragazzino di sedici anni al suicidio siamo stati noi? Ce ne rendiamo conto che educare i nostri figli all’odio verso il "diverso", il "malato", il "pervertito" significa creare dei mostri capaci di uccidere? Ce ne rendiamo conto che se i nostri figli sono degli schifosi razzisti senza un briciolo di cuore, la colpa è solo nostra, perché non abbiamo saputo educarli? Ce ne rendiamo conto o no? E se ne rendono conto, certe persone, della responsabilità che hanno, perché le parole che escono dalle loro bocche assumono per chi le ascolta un significato molto più forte del dovuto? Se ne rendono conto, i vari Ruini, Ratzinger, e tutti i politici e politicanti di destra e di sinistra che in questi giorni hanno insultato noi gay, e hanno paragonato l’omosessualità all’incesto e alla pedofilia, se ne rendono conto che le loro parole sono prese a modello da milioni di giovani, che ancora non hanno la coscienza critica e la capacità di discernimento per interpretarle e rigettarle come pura spazzatura? Lo vediamo, ora, qual è il risultato dell’odio che stiamo vomitandoci addosso l’un l’altro?
Intanto un ragazzino di sedici anni è morto. E sono sicuro che chi dovrebbe riflettere, e piangere amaramente sulla sua tomba e sulla propria coscienza, sicuramente non lo farà.