La prossima meravigliosa canzone del genio di Úbeda che vorrei presentare oggi si intitola Peces de ciudad, Pesci di città. Si tratta di una canzone malinconica ed autobiografica, perfetta espressione di un genere che Joaquín Sabina padroneggia con notevole maestria.

Anche in questo testo, come in quelli già proposti su questo stesso blog, l'autore fa ricorso ad un espediente molto efficace: immagini vividissime evocate con poche parole ciascuna, pochi tratti tracciati da un abile pennello che attinge ad una infinita tavolozza di colori.

La canzone è stata interpretata da diversi altri artisti, tra cui la cantante spagnola Ana Belén, che ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia.

Peces de ciudad
Pesci di città
Se peinaba a lo garçon
la viajera que quiso enseñarme a besar
en la Gare d'Austerlitz.
Si pettinava da garçon
la viaggiatrice che volle insegnarmi a baciare
nella Gare d'Austerlitz.
Primavera de un amor
Amarillo y frugal como el sol
del veranillo de San Martín.
Primavera di un amore
giallo e frugale come il sole
dell'estate di San Martino.
Hay quien dice que fui yo
el primero en olvidar
cuando en un si bemol de Jacques Brel
conocí a mademoiselle Amsterdam.
C'è chi dice che fui io
il primo a dimenticare
quando in un si bemolle di Jacques Brel (1)
conobbi mademoiselle Amsterdam.
En la fatua Nueva York
da más sombra que los limoneros
la estatua de la libertad,
Nella fatua Nuova York
fa più ombra degli alberi di limone
la statua della libertà,
pero en desolation row
las sirenas de los petroleros
no dejan sonreír ni volar
però in desolation row (2)
le sirene delle petroliere
non lasciano sorridere né volare
y, en el coro de Babel,
desafina un español.
No hay más ley que la ley del tesoro
en las minas del rey Salomón.
e, nel coro di Babele,
stona uno spagnolo.
Non c'è altra legge della legge del tesoro
nelle miniere di re Salomone.
Y desafiando el oleaje
sin timón ni timonel,
por mis sueños va, ligero de equipaje,
sobre un cascarón de nuez,
mi corazón de viaje,
luciendo los tatuajes
de un pasado bucanero,
de un velero al abordaje
de un no te quiero querer.
E sfidando le onde
senza timone né timoniere,
per i miei sogni va, con un bagaglio leggero,
su un guscio di noce,
il mio cuore in viaggio,
lucenti i tatuaggi
di un passato bucaniere,
di un veliero all'arrembaggio
di un non ti voglio amare.
Y cómo huir
cuando no quedan
islas para naufragar
al país
donde los sabios se retiran
del agravio de buscar
labios que sacan de quicio,
mentiras que ganano juicios
tan sumarios que envilecen
el cristal de los acuarios
de los peces de ciudad
E come fuggire
quando non restano
isole per naufragare
al paese
dove i saggi si ritirano
dall'onere di cercare
labbra che fanno uscire di senno,
menzogne che vincono giudizi
tanto sommari che avviliscono
il cristallo degli acquari
dei pesci di città
que mordieron el anzuelo,
que bucean a ras del suelo,
que no merecen nadar.
che morsero l'amo,
che boccheggiano a raso terra,
che non meritano di nuotare.
El Dorado era un champú,
la virtud unos brazos en cruz,
el pecado una página web.
Eldorado era uno sciampo,
la virtù delle braccia incrociate,
il peccato una pagina web.
En Comala comprendí
que al lugar donde has sido feliz
no debieras tratar de volver.
A Comala (3) capii
che al luogo dove sei stato felice
non dovresti cercare di tornare.
Cuando en vuelo regular
pisé el cielo de Madrid
me esperaba una recién casada
que no se acordaba de mí.
Quando in volo regolare
calcai il cielo di Madrid
mi aspettava una appena sposata
che non si ricordava di me.
Y desafiando el oleaje
sin timón ni timonel,
por mis venas va, ligero de equipaje,
sobre un cascarón de nuez,
mi corazón de viaje,
luciendo los tatuajes
de un pasado bucanero,
de un velero al abordaje
de un liguero de mujer.
E sfidando le onde
senza timone né timoniere,
per le mie vene va, con un bagaglio leggero,
su un guscio di noce,
il mio cuore in viaggio,
lucenti i tatuaggi
di un passato bucaniere,
di un veliero all'arrembaggio
di un reggicalze da donna.
Y cómo huir
cuando no quedan
islas para naufragar
al país
donde los sabios se retiran
del agravio de buscar
labios que sacan de quicio,
mentiras que ganan juicios
tan sumarios que envilecen
el cristal de los acuarios
de los peces de cuidad
E come fuggire
quando non restano
isole per naufragare
al paese
dove i saggi si ritirano
dall'onere di cercare
labbra che fanno uscire di senno,
menzogne che vincono giudizi
tanto sommari che avviliscono
il cristallo degli acquari
dei pesci di città
que perdieron las agallas
en un banco de morralla,
en una playa sin mar.
che perdettero le branchie
in un banco di spazzatura,
in una spiaggia senza mare.

(1) Jacques Brel (1929 -1978), cantautore e compositore belga di lingua francese.
(2) Desolation Row è una famosa canzone di Bob Dylan, tradotta in italiano da De André in Via della Povertà.
(3) Comala, località dello stato messicano di Colima.

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