Archive for gennaio, 2005


CarabinieriNapoli: i genitori si rifiutano di mandare i bambini a scuola. La ragione: "troppi carabinieri in giro: le loro armi spaventano i nostri figli".
A Napoli, come sapete, in questi ultimi tempi è in atto una delle più sanguinose guerre di camorra della storia della città. Il clan Di Lauro è scoppiato, e tra scissionisti e conservatori non si finisce più di ammazzarsi.
Non passa quasi giorno senza che ci lasci le penne qualcuno, colpevole o innocente. Proiettili vaganti che uccidono bambini innocenti, sicari con caschi da motociclisti che freddano padri di famiglia davanti ai propri figli, atrocità su atrocità. E la gente non fa che chiedersi: "Ma lo Stato dov’è?".
Poi, quando arriva la polizia, e si vede che si comincia a fare sul serio, ad arrestare davvero un bel po’ di gente, allora ecco che cominciano le sollevazioni popolari. La gente chiede ai carabinieri di andarsene, di lasciarli vivere in pace, e si mette a protestare dicendo che i figli non sono più sicuri nemmeno ad andare a scuola, con tutta quella gente armata in giro.
Cazzo, ma allora è meglio lasciare che i propri figli vengano ammazzati come cani da qualche proiettile vagante sparato dal solito sicario incapace? Sono letteralmente senza parole.

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Questa è bellissima.
Come forse qualcuno di voi saprà, la Chiesa spagnola, evidentemente influenzata dal governo locale, che sta dimostrando un’apertura mentale non indifferente verso le problematiche relative alla famiglia ed alla sessualità, ha varato un documento in cui incoraggia ufficialmente l’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali. In netto contrasto, quindi, con quanto afferma la Chiesa di Roma.
La Chiesa spagnola ha affermato, in quel documento, che l’uso del preservativo è un valido e doveroso metodo per frenare il dilagare di epidemie come quella dell’AIDS e di altre malattie sessualmente trasmesse. Il metodo migliore, dice la Chiesa spagnola, sarebbe l’astinenza, ma dato che ciò è in pratica solo un’utopia, allora usiamo il preservativo, e salviamoci la pelle. Ovviamente questa "concessione" non deve servire ad incoraggiare i rapporti sessuali "proibiti" (cioè quelli fuori dal matrimonio), ma piuttosto a salvare vite umane, in modo molto più pragmatico e diretto.
La risposta della Chiesa di Roma non si è fatta attendere: l’unico vero modo per combattere le malattie sessualmente trasmesse è l’astinenza totale, e il preservativo è uno strumento del peccato. Addirittura il cardinal Ruini, dimostrando tutta la sua splendida intelligenza, ha affermato che usare il preservativo è come giocare alla roulette russa, perché spesso si rompe e non serve a nulla. Ah cardinà, ma ‘ndò vivi??? Se usare il preservativo è giocare alla roulette russa, non usarlo che cazzo è? Il suicidio? E allora cos’è meglio? Sono letteralmente allibito.
Questo è un ottimo esempio del fatto che ben difficilmente un prete, che per definizione deve fare voto di castità, sarà la persona più indicata a fornire risposte su un problema legato al sesso e alla sessualità.
Cardinà,  continua pure a fumarti il tuo incenso, ma se permetti noialtri vorremmo continuare a portare a casa la pellaccia.

CraxiIo non so più cosa pensare. Ora sembra addirittura che si tratti di un martire.
Al telegiornale, elogi di ogni tipo, e servizi interminabili sui vari convegni organizzati in suo onore dal nuovo PSI, che ovviamente si sta preoccupando di idolatrare a oltranza la sua immagine.
Si è arrivati persino a dire che l’esilio volontario ad Hamamed è stato la giusta reazione di un uomo onesto in fuga da calunnie e diffamazioni senza fondamento.
Ma lo sappiamo cosa stiamo dicendo? Ne sappiamo qualcosa della nostra storia? Ci ricordiamo o no che lui ad Hamamed ha vissuto da nababbo con i NOSTRI soldi, rubati in DECENNI di potere incontrastato?
Ci ricordiamo o no che negli anni in cui Craxi era al governo la mafia ha proliferato, la politica si è fatta gioco di potere e di denaro (come dimenticare la P2, e tutti i suoi iscritti, tra i quali Berlusconi, che sicuramente non può non aver giovato dei favori del suo grande amico Craxi), e il debito pubblico italiano s’è impennato come non mai, con l’inflazione alle stelle e gli stipendi alle stalle?
Ci ricordiamo che Craxi è stato per l’Italia una catastrofe seconda solo al Fascismo e, forse, con buone probabilità, al governo Berlusconi?
Craxi era un LADRO, un ladro che ha avuto tanta dignità da non voler nemmeno affrontare il giusto processo che lo aspettava.
Prendiamo un esempio, a paragone: il buon vecchio Andreotti. Andreotti probabilmente è stato addirittura mafioso, è stato accusato di praticamente ogni crimine ad eccezione dello stupro, ha subito più processi di Giovanni Brusca. Eppure non si è mai tirato indietro, ha sempre respinto con estrema dignità le accuse, e si è sempre preoccupato di affrontare i processi con la massima serietà e la massima fiducia nella giustizia, tanto da convincermi che, forse forse, potrebbe essere innocente davvero. Ma sicuramente ha dato a tutto il mondo una lezione di dignità. Il confronto con Craxi, che per evitare il processo fugge ad Hamamed e lì si gode impunemente i nostri soldi, sorge spontaneo, e sicuramente quest’ultimo non ha molto da guadagnare da un tale confronto.
Che schifo.

Bene. State MOOOOOOOOOOOLTO attenti perché oggi l’Azienda Ospedaliera di Parma – Scuola di formazione "BIOS" BLS-D, membro dell’IRC (Italian Resuscitation Council), in seguito a specifico corso specialistico con relativo esame teorico e pratico, mi ha conferito la facoltà di DEFIBRILLARE la gente. Quindi occhio.
Per chi non lo sapesse, la defibrillazione è quel rito di magia nera durante il quale la vittima, in evidente stato di incoscienza, viene collegata con due elettrodi ad una macchina parlante. L’officiante si inginocchia di fianco alla vittima e fa allontanare gli astanti con la frase magica, ripetuta ad libitum: "attenzione, allontanarsi, è pericoloso, mi raccomando non toccate il paziente, allontanatevi, state indietro, allontanate i cani, i gatti e i bambini", accompagnandosi con un eloquente gesto del braccio sinistro proteso a mo’ di vigile urbano che intima l’alt. Quindi, al grido di "eeeeesci da questo corpooooo!" l’officiante preme il pulsante rosso di scarica. Il corpo della vittima si inarca, colpito da duecento kilojoule di elettricità. La manovra dovrebbe servire ad allontanare per sempre il maligno, ma non sempre riesce… Però se per caso la vittima è cosciente, la cosa fa abbastanza male…

Poi qualcuno mi spiegherà perché su Sky Cinema non c’è mai NULLA di bello, tranne che quando devo ASSOLUTAMENTE studiare per degli esami importantissimi che avrò il giorno dopo.
Lunedì pomeriggio c’era quel film meraviglioso che è Alien – Lo scontro finale (che poi in realtà è solo il secondo di quattro episodi!). Penso che non ci sia bisogno di alcun commento: è il film, a mio avviso, meglio riuscito della serie, e merita un’autentica adorazione. Il miglior film thriller-fantascientifico della storia del cinema, a mio avviso. Certo, 2001 Odissea nello spazio rimane insuperabile e insuperato, ma non è nemmeno paragonabile… Tornando alla saga degli Alien, il primo episodio è molto bello, ma deve troppo – a mio parere – ad alcuni film di Mario Bava: molti punti sembrano addirittura scopiazzature, più che citazioni. Il secondo rimane il migliore, il più azzeccato, sia come ambientazioni, sia come trama. Il terzo è carino, ma sembra un tantino forzato, ed è chiara la volontà di continuare a far soldi contando sul successo degli altri due. Il quarto è addirittura inguardabile ed ingestibile. Per fortuna ora Sigourney Weaver è troppo vecchia per essere ancora credibile come cacciatrice di alieni (a meno di straordinarie quanto improbabili idee e di straordinaria bravura di regista, sceneggiatore, costumisti, ecc. ecc.), quindi presumibilmente la serie non andrà mai avanti, e lo spero bene.
Ieri mattina, poi, Sky ha trasmesso Marciando nel buio, film italiano del 1995, del regista Massimo Spano. Tra gli interpreti, Jean Marc Barr, Massimo Dapporto, Thomas Kretschmann, Roberto Citran, Mariella Valentini, Flavio Albanese.
Cercando su Internet qualche informazione sul film, mi ha colpito il fatto che la critica sembri piuttosto divisa. A qualcuno è piaciuto molto, a qualcuno non è piaciuto per nulla. C’è da dire che in effetti il film perde presto buona parte della sua carica drammatica per sfociare in un melodramma che ha addirittura qualche tratto grottesco, ma l’intenzione del regista è senz’altro buona, e la recitazione degli attori, tutti indistintamente, è, a parer mio, di ottimo livello.
La trama è piuttosto semplice: Saro è un ragazzo di vent’anni, solare e ingenuo. Sta facendo il servizio militare in un battaglione di fanteria, e diventa molto amico del suo sergente istruttore Gianni Tricarico. E’ l’inizio di una discesa agli inferi, di cui sono responsabili anche altri commilitoni. Saro sperimenterà sulla sua pelle la violenza sessuale da parte di un superiore e le difficoltà tremende per ottenere giustizia. Aiutato dall’amico Tricarico, segretamente innamorato di lui, Saro porterà in tribunale il suo violentatore, in un processo che porterà alla luce giochi di potere, abusi, atrocità.
La parte sentimentale del film è un po’ troppo esagerata, ma la parte di denuncia sociale, riguardante i meccanismi di poteri, ricatti, omertà, violenza presenti nell’Esercito è piuttosto fedele e realistica, e fa pensare ai tanti episodi di cronaca registrati negli ultimi anni dai nostri giornali.
Ne consiglio a tutti la visione, è un documento senz’altro interessante. Certo non è del tutto entusiasmante, soprattutto nel filnale, ma non mancano gli spunti interessanti. Il voto è un otto di incoraggiamento (!!!).
Oltre ai film di Sky, mi sono sorbito (sì, invece di studiare!) anche un paio di DVD che mi ha prestato l’ottimo Phemt. Il primo è stato Le invasioni barbariche, film franco-canadese del 2003. Il regista è Denys Arcand, e tra gli interpreti troviamo Remy Girard, Stéphane Rousseau, Dorothee Berryman, Louise Portal, Dominique Michel. Dalla copertina: "Rèmy dalla vita ha avuto tutto: belle donne, arte, cultura, buon cibo e vino raffinato…"
Poi arriva la malattia, incurabile ed inesorabile, e con essa arrivano una serie di riflessioni sulla vita che coninvolgono l’ex moglie, i figli e una serie di amici e colleghi. L’intera comitiva si ritrova al capezzale del malato per assisterlo nei suoi ultimi giorni e nelle sue ultime volontà. Eutanasia, cura del dolore, divorzio, sessualità, religione sono alcuni dei temi affrontati, ma non mancano anche spunti filosofici e storici piuttosto interessanti. Film commovente e divertente, anche se a volte da l’impressione di essere un po’ troppo "costruito", e anche qui a volte si scade nel grottesco. Inoltre alcuni dei temi trattati sono lasciati, a mio avviso, un po’ troppo in sospeso: vi si accenna, ma senza sviluppare il tema, e  – come spesso mi accade – l’impressione che ne ricavo è di una serie di ottime occasioni perdute per dire qualcosa di veramente importante. Ne ho parlato via SMS con Phemt, ma lui non è dell’idea: dovremo avere un confronto a quattr’occhi per chiarire le reciproche posizioni . Comunque anche a questo film do un bell’otto, anche se all’inizio il voto a cui pensavo era più alto. Poi ci ho pensato su. Ne consiglio comunque – ovviamente – la visione.
L’ultimo film di cui parlerò stasera è Swimming Pool, ottimo thriller francese di François Ozon, con una divina Charlotte Rampling e una stupenda (e spesso nuda) Ludivine Sagnier. Non si tratta certo di uno di quei thriller ad alta tensione alla Hannibal, ma un film ben più delicato, di gusto Hitchckiano, come recita giustamente la copertina del DVD. "In una solitaria villa della campagna francese, la crisi creativa di una scrittrice di gialli alle prese con le spregiudicate provocazioni di una lolita tutta broncio e bikini". Nella pellicola "si mescolano omicidi, sesso e insospettate perversioni. Da non perdere. Una conturbante e spregiudicata Ludivine Sagnier, nuova giovanissima icona sexy del cinema francese".
Il film è godibilissimo, la suspence non manca mai, fino alla fine, anche se il ritmo è abbastanza lento e privo di particolari momenti di panico: forse sta proprio in questo la chiave del successo del film. L’aspetto psicologico domina sull’azione, fino all’immancabile rivelazione finale, che non vi svelo certo.
Questo si merita un bel nove, e ovviamente le mie vive raccomandazioni.

 Gatto - cobraVedete questo simpatico micio qui di fianco? Bene, in realtà non è un micio, è un COBRA.
Ieri mio padre ha avuto la brillante idea di portarla (sì, è una lei) dal veterinario, dal momento che ormai, con l’età (ha più di quindici anni!), è molto dimagrita, e comincia ad avere comportamenti un po’ strani.
Il veterinario ha deciso di farle un piccolo prelievo di sangue, per alcune analisi. Ha quindi chiesto a mio padre di tenere ferma l’Agata durante l’operazione: con un rasoietto ha depilato qualche centimetro di pelle della zampa anteriore sinistra, per poi provare a "prendere la vena", ovvero ad inserire un minuscolo catetere venoso, come quelli che mette il medico quando fa una flebo.
 Non l’avesse mai fatto! La mia gattaccia ha iniziato a miagolare disperata, a dimenarsi, a graffiare… finché, vedendosi perduta, ha avuto la brillante idea di azzannare con violenza il pollice sinistro di mio padre, conficcando completamente i suoi poveri vecchi denti nelle carni del mio genitore.
Mio padre, uomo timorato di Dio, ha evitato di tirare bestemmie o di imprecare, ha tenuto duro per un po’, poi, visto che tanto il veterinario non riusciva a cavare che poche gocce di sangue dalla zampa dell’Agata, ha deciso di lasciar perdere.
Il risultato è che, con le poche gocce di sangue prelevate, il veterinario riuscirà a fare meno della metà degli esami previsti. E in più, oggi, mio padre ha la febbre a 39° e il dito gonfio e violaceo…

CITTÀ DEL VATICANO – Equiparare le coppie di fatto, gay o eterosessuali, al matrimonio causa "danni alle nazioni". Il Papa torna a "chiedere a leader religiosi e civili di preservare la sacra istituzione del matrimonio" in un discorso rivolto al nuovo ambasciatore di Norvegia Lars Petter Forberg. Riflettendo sull’eclisse "del senso del sacro" che si registra nelle società del Nord Europa, Wojtyla mette in guardia dai pericoli che queste corrono: "le distorsioni del secolarismo e del pragmatismo -afferma- producono una distorsione sulla realtà del matrimonio, vale a dire una alleanza che dura tutta la vita e che si basa sulla reciproca e generosa donazione, sull’amore incondizionato. Queste distorsioni possono solo causare danni alle fondamenta stesse e alle legittime aspirazioni delle nazioni".
(fonte: www.gay.it)

Che dire?
Evviva!
Io però non riesco proprio a vedere il nesso…

Gennaio. Tempo di bilanci e di propositi.
Forse i miei venticinque (magari!) lettori saranno già strapieni di discorsi del genere, e non ne potranno veramente più; ma da un po’ di tempo a questa parte scrivo più per me che per gli altri, e quindi questo pensiero non mi fermerà.
Il Duemilaquattro è stato un piuttosto controverso. Per certi aspetti è stato veramente un anno di merda (non per niente anno bisesto anno funesto); per certi altri è stato invece stupendo.
Basta scorrere un po’ le pagine di questo blog, e tornare a quel gennaio 2004, per rendersi conto dello stato pietoso in cui versavo allora.
Sulle mie spalle gravava ancora il peso di una situazione sentimentale disastrosa, di un amore non corrisposto durato talmente tanto da distruggermi fisicamente e psicologicamente, quando mi sono dovuto scontrare con la dura realtà dei fatti; e contemporaneamente mi era arrivata la mazzata della fine di una delle amicizie più profonde (ma, a pensarci bene, anche più ambigue) che io abbia mai vissuto. Anche se ora, dopo mesi di buio, abbiamo ricominciato a frequentarci, sono purtroppo ben consapevole che quel che c’è stato non tornerà mai più, e del resto non sembra nemmeno che a lui interessi più.
Gennaio, febbraio e marzo sono stati mesi bui, in cui ingoiavo tutto, rinfacciavo poco (e comunque mi rendo conto che era anche troppo) e cercavo inutilmente di comportarmi "normalmente". Il mio orgoglio era distrutto, la mia psiche vacillava abbondantemente. Cercavo di apparire normale, allegro, e poi, al mattino, al momento di uscire di casa, aprivo la porta, guardavo fuori, facevo un passo indietro, chiudevo la porta, mi sedevo sulle scale e scoppiavo a piangere.
La sera, al ritorno dall’università, salutavo gli amici, più o meno come se niente fosse, salivo in macchina, allacciavo la cintura, partivo e scoppiavo a piangere fino a casa.
Ad aiutarmi a stare a galla c’era l’amicizia con Zar ed Eka, amicizia al di là di ogni umana possibilità di descrizione, al di fuori di qualunque classificazione o limitazione (se sono ancora qui lo devo principalmente a loro), e alla comprensione di amici come il Pincio, del quale continuo a sottovalutare troppo l’importanza.
Inoltre non posso trascurare di dire che, a metà gennaio, sono stato chiamato a far parte dell’Ufficio Comando della Pubblica: esperienza indimenticabile e indelebile per la mia formazione personale, e che dura tutt’oggi.
Poi, alla fine di marzo, dopo il mio compleanno, qualcosa ha cominciato a rompersi nei delicati equilibri che mi legavano a quell’amico di cui parlavo sopra, e alla sua nuova ragazza. Ricordo ancora la sensazione di vuoto totale, e di tristezza infinita, che ho provato il pomeriggio in cui, al termine di una lunga discussione, abbiamo deciso di smettere di frequentarci.
E’ stata la fine di un’epoca, e l’inizio di un’altra. Una fine inevitabile e, per come si stavano mettendo le cose, anche decisamente salutare.
Sono stato male, e chiunque abbia provato cosa significhi una delusione del genere mi può capire alla perfezione; ma ciò mi ha permesso di risvegliarmi, di cambiare aria, di reagire.
Così ho iniziato a frequentare un gruppo di studenti universitari gay, per conoscere qualcuno "come me", e mi sono fatto una nuova compagnia. Contemporaneamente, grazie a quelle due persone meravigliose alle quali ho accennato poc’anzi, siamo riusciti a "rifondare" una compagnia che comprendesse i resti di quella vecchia, ormai smembrata, e alcuni "nuovi acquisti", che si sono poi rivelati essere Amici di quelli degni del nome con la A maiuscola: principalmente Phemt e Minerva, ma anche altri. Persone vere, la cui compagnia è sempre gradita, con le quali si riesce ad avere un dialogo vero, franco, leale. Nuove conoscenze che sono un acquisto del quale – spero – non mi pentirò mai.
L’estate è trascorsa abbastanza piacevolmente, quindi, anche se non sono mancati brevi periodi nerissimi di ricadute nella disperazione.
Ad agosto ho avuto modo di approfondire anche l’amicizia con alcuni colleghi dell’Ufficio Comando, dei quali ho anche parlato nei miei post, e a settembre, poi, ho ricominciato a frequentare anche quell’amico che non sentivo più da tanto tempo.
Degli ultimi mesi, che dire? Ve ne sarete accorti anche voi: i miei post sono quasi del tutto scomparsi, il tempo a disposizione è sempre meno, lo studio è sempre di più; per fortuna cresce costantemente anche il numero degli amici, e in particolare quello degli amici fidati, e questa la reputo una grandissima fortuna.
Certo, dal punto di vista sentimentale, ormai, la mia situazione è nulla da un anno, ma date le ultime esperienze, per il momento mi rassegno a portare pazienza, a non avere fretta. Meglio soli che male accompagnati.

Per quanto riguarda i propositi per il nuovo anno, ne ho fatto più d’uno, ma preferisco tenermeli per me, almeno per il momento.

Aggiornata di nuovo la Galleria, con le foto del Capodanno 2005! More to come soon!
E nel frattempo, BUON ANNO a tutti!