Il titolo di questo post non è un giudizio di merito, ma la traduzione letterale del titolo di una canzone che vorrei presentarvi. Può darsi, infatti, che i pochi sfortunati che avranno avuto il coraggio di arrivare in fondo al mio post precedente, si stiano ancora chiedendo: ma chi cavolo è questo Joaquín Sabina?

Per questo, ho voluto giocare ancora una volta a fare il traduttore e ho scelto una canzone tratta dall’album Dímelo en la calle (Dimmelo in strada), la cui copertina potete ammirare qui di fianco.

La canzone, a dispetto del titolo, non è la più bella del mondo e non è nemmeno la più bella di Sabina; tuttavia, oltre ad essere una delle mie preferite, fornisce anche un ottimo esempio di quello stile barocco che, nel mio post precedente, ho attribuito al cantautore spagnolo. La canción más hermosa del mundo è infatti composta utilizzando una macro-figura retorica: un’accumulazione formata da una miriade di immagini altamente evocative. Per continuare il paragone con De André, si tratta di un procedimento simile a quello che Faber ha utilizzato nella composizione di Quello che non ho, anche se in quel caso l’effetto ottenuto è l’esatto opposto di questo. Sabina utilizza infatti l’accumulazione per evocare immagini piacevoli e provocare nell’ascoltatore un sentimento di empatia e simpatia; De André, invece, esprime un’ironica ma amara denuncia.

Al di là dei paragoni con Faber, comunque, vi lascio ora al testo della canzone, che potete ascoltare nel video che trovate in fondo al post. Ho aggiunto qualche nota qua e là per facilitare la comprensione del testo, dato che, in molti punti, la traduzione fa perdere il senso della canzone.

La canción más hermosa del mundo La canzone più bella del mondo
Yo tenía un botón sin ojal, un gusano de seda,
medio par de zapatos de clown y un alma en almoneda,
una hispano-olivetti con caries, un tren con retraso,
un carné del Atleti, una cara de culo de vaso,
Io avevo un bottone senza asola, un baco da seta,
mezzo paio di scarpe da clown e un’anima all’asta,
una ispano-olivetti con carie, un treno in ritardo,
un abbonamento dell’Atletico (1), una faccia di culo di bicchiere,
un colegio de pago, un compás, una mesa camilla,
una nuez, o bocado de Adán, menos una costilla,
una bici diabética, un cúmulo, un cirro, una strato,
un camello del rey Baltasar, una gata sin gato,
una scuola a pagamento, una bussola, una tavola rotonda (2),
una noce, o pomo d’adamo, meno una costola,
una bici diabetica, un cumulo, una nuvola, una Strato (3),
un cammello del re Baldassarre, una gatta senza gatto,
mi Annie Hall, mi Gioconda, mi Wendy, las damas primero,
mi Cantinflas, mi Bola de Nieve, mis tres Mosqueteros,
mi Tintín, mi yo-yo, mi azulete, mi siete de copas,
el zaguán donde te desnudé sin quitarte la ropa.
la mia Annie Hall (4), la mia Gioconda, la mia Wendy, le signore per prime,
il mio Cantinflas (5), il mio Bola de Nieve (6), i miei tre moschettieri,
il mio Tintín, il mio yo-yo, il mio azzurrino (7), il mio sette di coppe,
il corridoio dove ti ho spogliata senza toglierti i vestiti.
Mi escondite, mi clave de sol, mi reloj de pulsera,
una lámpara de Alí Babá dentro de una chistera,
no sabía que la primavera duraba un segundo,
yo quería escribir la canción más hermosa del mundo.
Il mio nascondino, la mia chiave di violino, il mio orologio da polso,
una lampada di Alì Babà in un cappello a cilindro,
non sapevo che la primavera durasse un secondo,
io volevo scrivere la canzone più bella del mondo.
Les presento a mi abuelo bastardo, a mi esposa soltera,
al padrino que me apadrinó en la legión extranjera,
a mi hermano gemelo, patrón de la merca ambulante,
a Simbad el marino que tuvo un sobrino cantante,
Vi presento il mio nonno bastardo, la mia sposa nubile,
il padrino che mi ha fatto da padrino nella legione straniera,
mio fratello gemello padrone del mercato ambulante,
Simbad il marinaio che ha avuto un nipote cantante,
al putón de mi prima Carlota y su perro salchicha,
a mi chupa de cota de mallas contra la desdicha,
mariposas que cazan en sueños los niños con granos
cuando sueñan que abrazan a Venus de Milo sin manos.
quel puttanone di mia cugina Carlotta e il suo cane bassotto,
la mia giacca di cotta di maglia contro la sfortuna,
farfalle che cacciano nei sogni i bambini brufolosi,
quando sognano che abbracciano la Venere di Milo senza mani.
Me libré de los tontos por ciento, del cuento del bisnes,
dando clases en una academia de cantos de cisne,
con Simón de Cirene hice un tour por el monte Calvario,
¿qué harías tú si Adelita se fuera con un comisario?
Mi sono liberato degli scemi a centinaia, della favola del business (8),
dando lezioni in una accademia di canti del cigno,
con Simone di Cirene (9) ho fatto il giro del monte Calvario,
cosa faresti tu se Adelita scappasse con un commissario (10)?
Frente al cabo de poca esperanza arrié mi bandera,
si me pierdo de vista esperadme en la lista de espera,
heredé una botella de ron de un clochard moribundo,
olvidé la lección a la vuelta de un coma profundo.
Davanti al capo di poca speranza ho issato la mia bandiera,
se mi perdo di vista aspettatemi nella lista d’attesa,
ho ereditato una bottiglia di rum da un clochard moribondo,
ho dimenticato la lezione al ritorno da un coma profondo.
Nunca pude cantar de un tirón
la canción de las babas del mar, del relámpago en vena,
de las lágrimas para llorar cuando valga la pena,
de la página encinta en el vientre de un bloc trotamundos,
de la gota de tinta en el himno de los iracundos.
Non ho mai potuto cantare tutto d’un fiato
la canzone delle bave del mare, del fulmine in vena,
delle lacrime per piangere quando valga la pena,
della pagina incinta nel ventre di un blocco note giramondo,
della goccia d’inchiostro nell’inno degli iracondi.
Yo quería escribir la canción más hermosa del mundo. Io volevo scrivere la canzone più bella del mondo

(1) Si riferisce, ovviamente, all’Atletico Madrid, la squadra di calcio.
(2) La mesa camilla è un mobile tipico spagnolo che non ha un corrispettivo in italiano: si tratta infatti di una piccola tavola rotonda, coperta da una lunga tovaglia che arrivava al pavimento, sotto la quale veniva sistemato un braciere o un altro sistema di riscaldamento. Attorno a questa tavola, quindi, si riuniva la famiglia nelle giornate più fredde.
(3) Fender Stratocaster, famosa chitarra elettrica.
(4) Personaggio del film di Woody Allen Io e Annie.
(5) Famoso comico messicano (1911-1995).
(6) Cantante e compositore cubano (1911-1971). Letteralmente "Bola de nieve" significa "Palla di neve"; il nome era tuttavia ironico: il cantante era nero come il carbone, in quanto di origini africane.
(7) Azulete, in spagnolo, indica sia il colorante azzurro utilizzato per tingere gli abiti, venduto sotto forma di palline azzurre, sia una serie di fiori e piante da cui si ricava appunto questo colore.
(8) Vi prego di notare come si scrive business in spagnolo…
(9) Simone di Cirene, detto il Cireneo, fu colui che fu obbligato dai Romani a trasportare la croce di Cristo durante la salita al calvario; per estensione, indica chiunque, volente o nolente, si accolli il peso di eseguire un compito che spetterebbe a qualcun altro.
(10) La madre di Joaquín Sabina si chiamava Adela (di cui Adelita è il diminutivo) e suo padre era poliziotto.
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