Archive for ottobre, 2010


Pesci di città

La prossima meravigliosa canzone del genio di Úbeda che vorrei presentare oggi si intitola Peces de ciudad, Pesci di città. Si tratta di una canzone malinconica ed autobiografica, perfetta espressione di un genere che Joaquín Sabina padroneggia con notevole maestria.

Anche in questo testo, come in quelli già proposti su questo stesso blog, l'autore fa ricorso ad un espediente molto efficace: immagini vividissime evocate con poche parole ciascuna, pochi tratti tracciati da un abile pennello che attinge ad una infinita tavolozza di colori.

La canzone è stata interpretata da diversi altri artisti, tra cui la cantante spagnola Ana Belén, che ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia.

Peces de ciudad
Pesci di città
Se peinaba a lo garçon
la viajera que quiso enseñarme a besar
en la Gare d'Austerlitz.
Si pettinava da garçon
la viaggiatrice che volle insegnarmi a baciare
nella Gare d'Austerlitz.
Primavera de un amor
Amarillo y frugal como el sol
del veranillo de San Martín.
Primavera di un amore
giallo e frugale come il sole
dell'estate di San Martino.
Hay quien dice que fui yo
el primero en olvidar
cuando en un si bemol de Jacques Brel
conocí a mademoiselle Amsterdam.
C'è chi dice che fui io
il primo a dimenticare
quando in un si bemolle di Jacques Brel (1)
conobbi mademoiselle Amsterdam.
En la fatua Nueva York
da más sombra que los limoneros
la estatua de la libertad,
Nella fatua Nuova York
fa più ombra degli alberi di limone
la statua della libertà,
pero en desolation row
las sirenas de los petroleros
no dejan sonreír ni volar
però in desolation row (2)
le sirene delle petroliere
non lasciano sorridere né volare
y, en el coro de Babel,
desafina un español.
No hay más ley que la ley del tesoro
en las minas del rey Salomón.
e, nel coro di Babele,
stona uno spagnolo.
Non c'è altra legge della legge del tesoro
nelle miniere di re Salomone.
Y desafiando el oleaje
sin timón ni timonel,
por mis sueños va, ligero de equipaje,
sobre un cascarón de nuez,
mi corazón de viaje,
luciendo los tatuajes
de un pasado bucanero,
de un velero al abordaje
de un no te quiero querer.
E sfidando le onde
senza timone né timoniere,
per i miei sogni va, con un bagaglio leggero,
su un guscio di noce,
il mio cuore in viaggio,
lucenti i tatuaggi
di un passato bucaniere,
di un veliero all'arrembaggio
di un non ti voglio amare.
Y cómo huir
cuando no quedan
islas para naufragar
al país
donde los sabios se retiran
del agravio de buscar
labios que sacan de quicio,
mentiras que ganano juicios
tan sumarios que envilecen
el cristal de los acuarios
de los peces de ciudad
E come fuggire
quando non restano
isole per naufragare
al paese
dove i saggi si ritirano
dall'onere di cercare
labbra che fanno uscire di senno,
menzogne che vincono giudizi
tanto sommari che avviliscono
il cristallo degli acquari
dei pesci di città
que mordieron el anzuelo,
que bucean a ras del suelo,
que no merecen nadar.
che morsero l'amo,
che boccheggiano a raso terra,
che non meritano di nuotare.
El Dorado era un champú,
la virtud unos brazos en cruz,
el pecado una página web.
Eldorado era uno sciampo,
la virtù delle braccia incrociate,
il peccato una pagina web.
En Comala comprendí
que al lugar donde has sido feliz
no debieras tratar de volver.
A Comala (3) capii
che al luogo dove sei stato felice
non dovresti cercare di tornare.
Cuando en vuelo regular
pisé el cielo de Madrid
me esperaba una recién casada
que no se acordaba de mí.
Quando in volo regolare
calcai il cielo di Madrid
mi aspettava una appena sposata
che non si ricordava di me.
Y desafiando el oleaje
sin timón ni timonel,
por mis venas va, ligero de equipaje,
sobre un cascarón de nuez,
mi corazón de viaje,
luciendo los tatuajes
de un pasado bucanero,
de un velero al abordaje
de un liguero de mujer.
E sfidando le onde
senza timone né timoniere,
per le mie vene va, con un bagaglio leggero,
su un guscio di noce,
il mio cuore in viaggio,
lucenti i tatuaggi
di un passato bucaniere,
di un veliero all'arrembaggio
di un reggicalze da donna.
Y cómo huir
cuando no quedan
islas para naufragar
al país
donde los sabios se retiran
del agravio de buscar
labios que sacan de quicio,
mentiras que ganan juicios
tan sumarios que envilecen
el cristal de los acuarios
de los peces de cuidad
E come fuggire
quando non restano
isole per naufragare
al paese
dove i saggi si ritirano
dall'onere di cercare
labbra che fanno uscire di senno,
menzogne che vincono giudizi
tanto sommari che avviliscono
il cristallo degli acquari
dei pesci di città
que perdieron las agallas
en un banco de morralla,
en una playa sin mar.
che perdettero le branchie
in un banco di spazzatura,
in una spiaggia senza mare.

(1) Jacques Brel (1929 -1978), cantautore e compositore belga di lingua francese.
(2) Desolation Row è una famosa canzone di Bob Dylan, tradotta in italiano da De André in Via della Povertà.
(3) Comala, località dello stato messicano di Colima.

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Chavela VargasUn'altra bellissima canzone di Joaquín Sabina che vorrei provare a presentare oggi è Por el bulevar de los sueños rotos. La canzone è un commosso omaggio a un vero e proprio mito vivente della cultura sudamericana in generale e messicana in particolare: Chavela Vargas, che vedete ritratta nella foto qui a fianco.
Che dire di Chavela Vargas? Nata nel 1919, in Costa Rica, si trasferì a 14 anni in Messico, dove vive tutt'ora. Donna di straordinaria bellezza e di incredibile fascino, iniziò come cantante di strada, esperienza che la portò a girare tutto il paese. Il suo genere musicale è la canción ranchera, un tipo di canzone popolare messicana molto maschile e sensuale: Chavela cantava queste canzoni normalmente cantate da uomini, senza nascondere minimamente il proprio struggente desiderio per le donne. Del resto, i cronisti dell'epoca ci raccontano di questa bellissima donna dai capelli corvini e dalla carnagione scura, vestita da uomo, che fumava continuamente sigari, beveva moltissimo, portava la pistola alla cintura ed era riconosciuta dal suo inseparabile poncho rosso.
Attorno ai trent'anni, Chavela viene scoperta dal cantautore messicano José Alfredo Jiménez, che la lancerà sul mercato internazionale e da allora scriverà quasi tutti i suoi maggiori successi. Il successo, arrivato attorno agli anni cinquanta, permetterà a Chavela di conoscere e frequentare personaggi come il pittore Diego Rivera e sua moglie Frida Kahlo, di cui sarà anche amante.
Il suo primo album fu pubblicato nel 1961 e da allora Chavela ne ha pubblicati più di ottanta. La sua voce, arrochita dal fumo e dall'alcool, possiede un'espressività straordinaria ed è in grado di suscitare emozioni fortissime in chi la ascolta. Non a caso il suo amico Pedro Almodóvar ha scelto numerose canzoni di Chavela come colonne sonore per i propri film; anche in Frida di Julie Taymor la Vargas compare sul grande schermo interpretando il ruolo della Morte, cantando alcuni successi come La llorona e Paloma negra. L'attrice Salma Hayek, che oltre a interpretare il ruolo di Frida ha anche prodotto il film, di lei ha detto: "Chavela non è una cantante messicana, Chavela è il Messico".
È quindi comprensibile che anche Joaquín Sabina sia rimasto folgorato da Chavela Vargas e abbia deciso di dedicarle una delle sue canzoni più belle e meglio riuscite.

Por el bulevar de los sueños rotos
Sul boulevard dei sogni interrotti
En el bulevar de los sueños rotos
vive una dama de poncho rojo,
pelo de plata y carne morena.
Mestiza ardiente de lengua libre,
gata valiente de piel de tigre
con voz de rayo de luna llena.
Sul boulevard dei sogni interrotti
vive una dama dal poncho rosso,
capelli d'argento e carne scura.
Meticcia ardente dalla lingua libera,
gatta coraggiosa con pelle di tigre
con voce di raggio di luna piena
Por el bulevar de los sueños rotos
pasan de largo los terremotos
y hay un tequila por cada duda.
Cuando Agustín se sienta al piano
Diego Rivera, lápiz en mano,
dibuja a Frida Kahlo desnuda.
Sul boulevard dei sogni interrotti
si tengono lontani i terremoti
e c'è una tequila per ogni dubbio.
Quando Agustín (1) si siede al piano
Diego Rivera (2), matita in mano,
disegna Frida Kahlo (3) nuda.
Se escapó de una cárcel de amor,
de un delirio de alcohol,
de mil noches en vela.
Se dejó el corazón en Madrid,
¡quién supiera reír
como llora Chavela!
Scappò da una carcere d'amore,
da un delirio d'alcool,
da mille notti di veglia.
Lasciò il cuore a Madrid,
ah, chi sapesse ridere
come piange Chavela!
Por el bulevar de los sueños rotos
desconsolados van los devotos
de San Antonio pidiendo besos.
"Ponme la mano aquí Macorina"
rezan tus fieles por las cantinas,
Paloma Negra de los excesos.
Sul boulevard dei sogni interrotti
sconsolati vanno i devoti
di Sant'Antonio chiedendo baci.
"Mettimi la mano qui Macorina" (4)
pregano i tuoi fedeli nelle cantine,
Colomba Nera (5) degli eccessi.
Por el bulevar de los sueños rotos
moja una lágrima antiguas fotos
y una canción se burla del miedo.
Las amarguras no son amargas
cuando las canta Chavela Vargas
y las escribe un tal José Alfredo.
Sul boulevard dei sogni interrotti
bagna una lacrima antiche foto
e una canzone si fa beffe della paura.
Le amarezze non sono amare
quando le canta Chavela Vargas
e le scrive un tal José Alfredo (6).
Se escapó de una cárcel de amor,
de un delirio de alcohol,
de mil noches en vela.
Se dejó el corazón en Madrid,
¡quién supiera reír
como llora Chavela!

Scappò da una carcere d'amore,
da un delirio d'alcool,
da mille notti di veglia.
Lasciò il cuore a Madrid,
ah, chi sapesse ridere
come piange Chavela!
Las amarguras no son amargas
cuando las canta Chavela Vargas
y las escribe un tal José Alfredo.
Le amarezze non sono amare
quando le canta Chavela Vargas
e le scrive un tal José Alfredo.

Por el boulevar de los sueños rotos…
Sul boulevard dei sogni interrotti…

(1) Agustin Lara, famoso pianista, compositore e cantante messicano.
(2) Diego Rivera (1886 – 1957), pittore e muralista messicano.
(3) Frida Kahlo (1907 – 1954)), pittrice messicana.
(4) verso di una delle più famose canzoni di Chavela: Macorina, che potete ascoltare qui nella versione originale.
(5) Paloma Negra è un'altra famosissima canzone di Chavela Vargas. Potete ascoltarla qui nella versione originale.
(6) José Alfredo Jiménez, compositore e cantautore messicano, ha scoperto e lanciato Chavela Vargas e scritto la maggior parte dei suoi successi.