Archive for luglio, 2005


Notizie del giorno di ieri (le avrei scritte ieri, se avessi avuto tempo):
– Acerra (NA): statua della Madonna si muove. La chiesa era gremita di gente a causa di un matrimonio. Sembra che la Vergine si sia diretta a grandi passi verso la sposa e le abbia tirato un bel ceffone gridando: "puttana, togliti quell’abito bianco!". Vista la quantità di fedeli che, qualche ora dopo, fotografavano la statua con il telefonino, c’è anche chi ha ipotizzato che la Madonna fosse solo gelosa di Adriana della TIM.
– Vietato scrivere "Ciao, mamma" sulla lapide della propria genitrice. In un paese che non ho fatto in tempo a notare, qualcuno ha scatenato vibranti polemiche sulla scelta di due sorelle che, sulla tomba della madre avevano fatto incidere una scritta commemorativa (peraltro molto dolce: se l’avessi ritrovata l’avrei riportata volentieri) che iniziava, appunto, con quel saluto: "Ciao, mamma". E qualcuno ha pensato che si trattasse di una cosa di cattivo gusto. Giusto. D’ora in avanti potremo scrivere solo "Brutta troia, quella sera non potevi andare al cinema?". Mi sembra molto più appropriato.
Quando si dice che il mondo è strano, non è solo un modo di dire.

Dal sito di Repubblica:

Iran, impiccati perché gay
Uno dei due era minorenne
L’esecuzione è avvenuta il 19 luglio a Mashad nel nord-est del Paese
Da mesi non si applicava la legge che prevede la pena di morte per omosessuali
Grillini (ds): "Fini esprima disappunto e solleciti
una moratoria internazionale contro la condanna capitale"
di ANNA MARIA SELINI

Impiccati pubblicamente perché omosessuali. Condannati a morte con l’accusa di sodomia, rapine e disturbo della quiete pubblica dopo 14 mesi di prigione e 228 frustate. E’ accaduto in Iran, lo scorso 19 luglio, a due giovani di 18 e "meno di 18" anni, nella piazza Edalat (della Giustizia) di Mashad, città santa sciita nel nord-est dell’Iran. La notizia è stata diffusa dal quotidiano ‘Sharq’, che non ha però fornito nè i nomi nè l’età delle vittime. Su Repubblica.it una agghiacciante sequenza fotografica.
A indicare le iniziali dei due (M.A e A.M) e l’età – secondo quanto riportato dai siti internet Outrage.org.co.uk e Gaynews.it – è stata l’agenzia giornalistica studentesca iraniana (Isna). Una conferma è venuta anche dall’avvocato di una delle vittime, Ruollah Razaz Zadeh, che afferma che il suo cliente aveva "meno di 18 anni", e che il verdetto, emesso dalla corte 19, è stato confermato dalla Corte Suprema iraniana – come tutte le sentenze capitali – in risposta all’appello presentato dalla difesa dopo il processo di primo grado.
I due ragazzi erano stati arrestati nel maggio del 2004.
"Non sapevamo – ha detto uno di loro ad un giornalista di ‘Sharq’ prima di essere impiccato – che per quello che facevamo fosse prevista la pena di morte. Siamo cresciuti in un ambiente corrotto, dove la violenza è normale. Se potessimo tornare indietro, non lo rifaremmo più".
In Iran la pena capitale è prevista per diversi reati, tra cui l’omicidio, la violenza carnale – specie se è ripetuta su diverse vittime o se commessa su bambini – la rapina a mano armata e il traffico di stupefacenti. Anche per l’adulterio è prevista la condanna capitale, tramite lapidazione. Si tratta della prima impiccagione di minorenni di cui si ha notizia dopo mesi in cui la magistratura sembrava intenzionata a sospendere l’esecuzione della pena capitale per persone al di sotto dei 18 anni di età.
Secondo l’agenzia Isna, altri tre ragazzi gay iraniani sarebbero ricercati. Per l’abolizione della condanna a morte di minorenni hanno preso posizione diverse organizzazioni umanitarie iraniane e straniere. Un appello in questo senso è stato lanciato anche dall’avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace nel 2003.
Il parlamentare ds, Franco Grillini, oggi, in un’interrogazione ha chiesto al ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, di "manifestare il suo disappunto" al governo di Teheran per l’esecuzione e di impegnarsi per "una moratoria internazionale contro la pena di morte". Pena, ha ricordato Grillini, che si applica ancora "in una decina di nazioni contro gli omosessuali".
(22 luglio 2005)

Ormai non dovremmo più stupirci di nulla. Queste cose dovrebbero passare sulla nostra pelle come acqua, o come polvere, senza farci male, senza lasciare traccia alcuna. Eppure così non è. Perché non è ammissibile che uno Stato metta a morte qualcuno. Perché non è ammissibile che esista ancora la pena di morte, ed è ancora meno ammissibile che questa venga applicata a persone omosessuali, per il solo fatto di essere omosessuali. Tanto più che stiamo parlando di minorenni, cazzo! Di ragazzini!
Ho voglia di urlare la mia rabbia, ma non so come si possa fare ad urlare su un blog.
Merda!

Mi accingo a scendere le scale per la decima volta in tutto il pomeriggio, per chiedere a quel cretino del mio "capo" dove ha messo il CD che mi serviva per riparare il PC dell’Ufficio Comando, quando, proprio dietro l’angolo, mi si para davanti un bambinetto che mi si rivolge dandomi del lei: "scusi, mi sono fatto male!". Sapete uno di quei bulletti un po’ cicciottelli che ti parlano sempre come se ti stessero comandando a bacchetta? Quelli antipatici sul modello "ragazzino californiano rotondetto e strafottente" che vorresti veder sparire dalla faccia della terra? Bene, allora avete capito.
Io lo guardo da capo a piedi, e penso: "questo sta meglio di me…". Gli chiedo cos’è successo, e lui mi risponde che è caduto in bici.
Lo faccio accomodare in ambulatorio intanto che vado alla ricerca del medico, che trovo stravaccato sul divano a gambe all’aria, intento a telefonare.
Mi guarda male e sbuffa quando dico che c’è una visita per lui, ma è il suo mestiere… butta giù il telefono e mi segue a passo lento.
Entrato in ambulatorio, butta un occhio al bambino e non gli si avvicina nemmeno. Si dirige alla scrivania e tira fuori la carpetta con le schede da compilare. Io mi dedico al "ferito", e mi faccio dire dove si è fatto male: ha due o tre escoriazioni sulla spalla, sul gomito e sulla caviglia, roba che non sanguina nemmeno. Prendo in mano la boccetta dell’acqua ossigenata e mi accingo a disinfettarlo. Il medico, senza guardarmi, continuando a scrivere, mi fa: "no no, usa l’altra". Io allora poso l’acqua ossigenata e prendo in mano la clorexidina, e lui ancora: "no, no, l’altra boccetta". Guardo il terzo contenitore: l’etichetta recita "disinfettante alcoolico". Penso "ok, d’accordo" ed inizio a spruzzare deciso sulle escoriazioni. Povero bimbo, urlava come un dannato…

Una volta si limitava ad affermare "Io non l’ho mai detto!". Ora c’ha preso tanta confidenza che ultimamente va in giro dicendo: "LUI non l’ha mai detto!".
Il nostro caro Silvio una ne fa, cento ne pensa.
Ma se proprio dovevano arrivare, quelle voci di smentita, non era meglio che arrivassero direttamente da Ciampi in persona?
E comunque sarebbe poi così sbagliato andare a quelle cazzo di elezioni anticipate?

Finirà anche Luglio, e con la sua fine arriverà l’agognato riposo. Che poi vorrà solo dire che, invece di andare all’università tutti i giorni, continuerò a fare le stesse cose (leggi: studiare dalla mattina alla sera) a casa, tanto più che avrò pure da preparare la tesi. Ma per lo meno avrò una gradita pausa tra gli esami.
Come si può vedere anche dagli scarsi aggiornamenti sul blog, mi sto lentamente spegnendo, e ho davvero bisogno di ricaricare le pile in qualche modo.
Purtroppo però, almeno fino a lunedì (quando avrò ben DUE esami lo stesso giorno) o a giovedì (se decido di provare pure il terzo) non potrò tirare il fiato. Nulla però mi impedirà di tirare le cuoia, anche se non ne ho la minima intenzione.
Prima o poi arriverà anche un post decente, non temete, ma ora sono talmente distrutto che mi riduco a fare ciò che, di solito, disprezzo negli altri, scrivendo post inutili come questo.

Sarà il limoncino che è entrato in circolo, o sarà forse la malinconia trasmessa dalla canzone che passava l’autoradio mentre tornavo a casa (Bridge over troubled water, Simon and Garfunkel), ma stasera mi sono messo a pensare a com’ero qualche anno fa, quando il mio ideale di felicità era una baita di montagna, sperduta nella neve, con un caminetto acceso, una tazza di cioccolata calda sul comodino…

… e qualcuno nel letto
per scaldare via l’inverno
e un angelo bianco seduto
vicino alla finestra…

Negli ultimi giorni ho staccato completamente la spina con il mondo circostante, e mi sono dedicato esclusivamente allo studio (oggi ho aggiunto ben due voti alla collezione: un 27 e un 30, e il countdown è scattato a meno sei) e al lavoro in Ufficio Comando in Pubblica (quando tocca…).
E i prossimi giorni non saranno da meglio: il 15 e il 18 ho altri due esami.
Ciò non mi ha però impedito di buttare un occhio anche a qualche pagina dei giornali. La notizia più sconvolgente di questi giorni è senz’altro il "tradimento" di Vieri che passa alla sponda milanista (sì, proprio l’altra sponda, direi!).
Le altre notizie invece non mi hanno stupito per nulla.
Marcello Pera, presidente del Senato Italiano, commenta la conquista civile spagnola dei matrimoni omosessuali. Egli sostiene che in realtà non si tratta di diritti, ma di capricci. E’ facile sputare sentenze, quando le cose non ci riguardano, vero? E’ facile parlare di capricci, di stronzate, quando noi abbiamo il culo parato, e nessuno ci tocca i nostri, di diritti, che sono sacri ed inviolabili da secoli. Pera: sei inqualificabile, sei uno schifo. E il bello è che dovresti rappresentarmi.
La Lega Nord contesta – con una manifestazione organizzata – il Capo dello Stato che,  al Parlamento Europeo, elogia l’Euro e l’indiscutibile serie di vantaggi economici che esso ha portato. Già di per sé questo sarebbe un fatto gravissimo: come possono dei ministri Italiani attaccare il Capo dello Stato, che rappresenta l’Italia intera? Ma a rendere ancora più grave l’attacco è la sede scelta: il Parlamento Europeo. Che figura ci abbiamo fatto? Che immagine abbiamo dato di noi? Per fortuna maggioranza ed opposizione hanno fatto un fronte compatto a sostegno di Ciampi, ma il polverone sollevato sembra destinato a non posarsi tanto presto.
La notizia positiva è che probabilmente riuscirò anch’io a farmi una (UNA!) settimana di ferie, ad Agosto: andrò – assieme a un paio di colleghi – a fare il soccorritore a Porto Rotondo, in Sardegna. Sembra che i sardi proprio non ci tengano a prestare servizio d’urgenza, e così gran parte del servizio di soccorso sanitario dell’isola si basa su volontari provenienti da altre regioni d’Italia. Di bello c’è che ci forniscono vitto e alloggio gratis, in cambio di un turno al giorno. Di brutto, anzi, MOLTO brutto, c’è che saremo a pochi metri dalla villa di Berlusconi. Potrebbe succedere qualcosa di MOLTO brutto.