Archive for dicembre, 2007


Ah Saccà!

Ascoltare l’audio dell’intercettazione (clicca qui) di una delle mille telefonate tra Agostino Saccà, dirigente RAI, e Silvio Berlusconi, ladro e truffatore, è qualcosa di addirittura esilarante.

Saccà è un leccaculo. Un leccaculo di quelli pesanti. Persino Silvio sembra schifato, e cerca di tagliar corto, ma – si sa – far affari significa anche inghiottire bocconi amari, vero?

Per il resto, Silvio è indignato. Ma non vedo perché. Tanto, suppongo che nessuno si sia stupito del contenuto della telefonata, no? Voglio dire, a parte il fatto che Saccà gli lecchi il culo in modo tanto sfrontato, non c’è niente di sbalorditivo.

Silvio compra voti in parlamento pagandoli in puttane? E beh, che c’è di strano? È forse una novità? Piuttosto, mi chiedo perché non pensi anche a noi gay e non offra anche qualche puttano.

Silvio smanetta con il CdA RAI? Il prossimo che casca dalle nuvole su questo argomento sarà privato della cittadinanza italiana.

Concludendo: in Inghilterra, Francia, Germania, USA e forse pure in Spagna, una cosa del genere sarebbe costata la carriera a Silvio. In Italia, gli farà solo guadagnare popolarità. Perché? Beh, perché il pensiero medio dell’italiano è "viva la figa", ed è proprio la figa ciò che Berlusconi stava cercando di scambiare con i voti. Quindi, in definitiva: rubava, comprava con il sesso, e la faceva in barba a tutti. Conoscete modello migliore di lui?

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God Bless America

Ogni volta che vedo qualcosa di simile, mi vengono i brividi.

Sapete tutti la scarsa stima che ho per la capacità di giudizio politico degli americani (e i vari amici che ho lì sono, purtroppo, la riprova di ciò), ma c’è una cosa che invidio loro tremendamente, ed è la capacità che hanno di commuoversi pensando al proprio Paese.


Lo so, questo loro patriottismo è esattamente ciò che li porta a compiere tutte le loro poor choices. O peggio ancora, a non scegliere proprio, e a lasciarsi scegliere (Faber, dove sei?). Eppure il loro sentimento di fronte a una canzone come quella è qualcosa che non posso fare a meno di invidiare.

One Vision

Mi è capitato spesso di trovarmi a studiare materie odiose, all’università come alle superiori.
Ma questa volta credo di aver toccato il fondo.

Sono a pagina 21 delle slide di Economia ed Organizzazione Aziendale B, e già ho voglia di vomitare.

Non ho mai visto una materia più subdola, né trattata in modo più ipocrita. I termini utilizzati fanno accapponare la pelle: il fine economico dell’azienda (ovvero, il produrre più profitto possibile) è chiamato "Mission", la progettazione di tale profitto è chiamata "Vision".

Forse sono io che sono stupido, ma per me "Mission" e "Vision" sono i termini che utilizzavano i signori rappresentati qui a lato: Mandela, Gandhi, Martin Luther King, Che Guevara… sentire tali termini, per me carichi di significato morale – e uso "morale" in senso sociale ed etico – applicati ad un campo in cui di morale non v’è nulla, è qualcosa di addirittura violento per me.

Vi immaginate il consiglio direttivo della Enron, o della Parmalat, o di una qualunque delle Sette Sorelle, parlare di Vision e di Mission?

So bene che il comunismo è un’utopia irrealizzabile, e che tutti i tentativi per farlo sono sfociati in varie forme di fascismo; ma cazzo, mi pare che anche il capitalismo abbia la sua buona dose di merda, no?