Oggi pranzo di classe.
Facce note, famigliari, ma che non ho praticamente più visto (a parte un paio) per tre anni buoni, se si eccettuano altre sporadiche iniziative di questo genere, comunque sempre poco frequentate (siam partiti in 17, il primo anno delle superiori, e siamo arrivati in 12; oggi al pranzo eravamo in 7).
Cavolo, a vederci quando siamo assieme, un qualunque osservatore esterno penserebbe che siamo una compagnia molto affiatata; invece ci ignoriamo per 12 mesi l’anno, 364 giorni su 365; e poi, una volta all’anno, o poco più, per qualche ora, ritorniamo assieme come se nulla fosse.
In realtà sembra quasi che ci evitiamo. Non si riesce mai a trovare un giorno che vada bene per tutti, perché al sabato sera tutti escono con la propria compagnia (ma se per un sabato esci con la tua ex classe, non è lo stesso? Ma “no, perché io devo andare in discoteca con le mie amiche a tirarmela un po’”…. “no, c’ho qualche cazzo da prendere” [sì, ho anche delle ex-compagne parecchio troie, purtroppo]… “no, devo uscire con la tipa”… “no, il Romagnosi è stato un periodo di merda che voglio dimenticare…”
Mi dispiace essere scurrile, perché di solito (almeno quando scrivo) cerco di evitarlo. Ma certe cose mi indispongono nel midollo. Cavolo, ma stiamo bene assieme, quando ci troviamo! Possibile che si debba sempre fare questa fatica per vederci? E che alla fine venga meno della metà della gente invitata?

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