Forse non tutti se ne saranno accorti, ma da qualche anno a questa parte – casualmente, da quando è salito nuovamente al governo il nostro caro Silvio – nei dibattiti politici, nelle prese di posizione sulla carta stampata, nei talk show, nei comizi, la parola che si sente più spesso è "vergogna". Non come sostantivo singolare femminile, ma come imperativo: "Vergogna!" nel senso di "Vergognati!" o "Vergognatevi!".
Amara ironia della sorte: a usare questa parola è quasi sempre non chi dovrebbe, a ben vedere, farne uso, ma semmai chi dovrebbe sentirselo dire dagli altri.

Così, per esempio, dopo che Silvio ha sparato una delle sue solite poco piacevoli battute ai danni della povera Rosy Bindi, capita di sentire Bondi, Cicchitto e Capezzone che affermano che la Bindi dovrebbe vergognarsi. Di cosa, non è dato sapere. Forse, di esser nata tanto brutta da offrire così facilmente il fianco alle spadate del Cavaliere.

Ma, lasciando da parte i siparietti tragicomici, proprio quest’oggi mi è saltato all’occhio un altro bell’esempio dell’uso distorto del termine "Vergogna!". Forse ormai tutti saprete che, circa un anno fa, la Toscana ha approvato una legge regionale che sancisce, tra le altre cose, l’uguaglianza di diritti tra i cittadini italiani e gli immigrati regolari, e stabilisce inoltre che anche gli immigrati irregolari abbiano diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Il Governo ha subito fatto ricorso contro questa legge regionale, sostenendone l’incostituzionalità. Già solo questo basterebbe a dimostrare che Silvio e compari non si sono mai nemmeno presi la briga di leggere il testo della nostra Costituzione, nemmeno i Principi Fondamentali che tutti dovremmo conoscere a memoria: basterebbe l’art. 2, che recita che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". Non si parla di "diritti inviolabili dei cittadini italiani", ma di "diritti inviolabili dell’uomo", di ogni uomo. Com’era quindi da aspettarsi, la Corte Costituzionale ha bocciato su tutta la linea la presa di posizione dell’esecutivo, dichiarando inammissibile e non fondato il ricorso.

La risposta della Lega Nord non si è fatta attendere. Indovinate cosa hanno detto? "Vergogna!". Proprio così: "Vergogna!". Secondo il Governo, la Regione Toscana si dovrebbe vergognare per aver promulgato una legge che garantisce i diritti umani inviolabili a tutti gli esseri umani presenti sul proprio territorio, siano essi cittadini italiani o stranieri, regolari o irregolari. Sono addirittura riusciti a dire che questa legge "è disciminante e razzista nei confronti dei cittadini italiani". Mi ricorda quando la Chiesa affermava che legalizzare le unioni omosessuali, o anche solo i PACS, era discriminante nei confronti delle coppie eterosessuali sposate.

Già, perché viviamo in un mondo in cui garantire uguaglianza di diritti a tutti gli uomini significa compiere un atto di discriminazione nei confronti di coloro che quei diritti li hanno sempre avuti e continueranno sempre ad averli. Un atto di cui vergognarsi, insomma.

"Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri".

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