Purtroppo non ho tempo di scrivere come vorrei, in questi giorni sono un po’ di corsa. Ho tanto lavoro da fare, e poca voglia di farlo. Da dopodomani, poi, sarò in Italia per qualche giorno e, anche se avrò modo di rivedere tutti i miei amici, l’idea di rientrare in patria mi attira sempre meno, soprattutto dopo quello che è successo con il Family Day.
Purtroppo, però, c’è chi sta ancora peggio di noi. Questa mattina a Mosca un gruppo di parlamentari italiani ed europei sono stati picchiati da un gruppo di neonazisti ed estremisti cattolici, ed arrestati dalla polizia russa. Colpevoli di cosa? Di aver pacificamente manifestato contro la proibizione del sindaco di Mosca, che aveva vietato l’organizzazione del Gay Pride Internazionale nella sua città. I manifestanti volevano consegnare al sindaco una lettera firmata da cinquanta parlamentari italiani ed europei, e stavano distribuendo volantini con il contenuto della lettera, quando sono stati aggrediti da un gruppo di neonazisti, scortati da un paio di preti ortodossi che li benedivano. L’aggressione è consistita in calci, pugni, lancio di uova e di oggetti. Marco Cappato, radicale e ministro europeo, ed altri manifestanti, italiani e russi, invece di essere difesi dalla polizia, sono stati arrestati e maltrattati anche dagli agenti.
Tutto questo in un paese del G8.
È evidente che questo mondo non va come dovrebbe.

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