Raccolgo volentieri la palla lanciata dall’amico Dario Serventi, parlando della assai spinosa questione del Crimen Sollicitationis.
Per coloro – spero pochi – che non ne avessero mai sentito parlare, prima cito la fonte da cui traggo le informazioni, ovvero Wikipedia, giusto per dire che non mi sto inventando niente: leggere qui (inglese) e qui (italiano); quindi farò un breve riassunto del suo contenuto.
Il Crimen Sollicitationis, che in latino significa "crimine di sollecitazione", è un documento ufficiale segreto redatto dalla Chiesa Cattolica, per mezzo di un suo organo ufficiale, la Congregazione per la Dottrina della Fede. Il redattore è il cardinale Alfredo Ottaviani, e il documento è stato approvato niente popò di meno che dal papa Giovanni XXIII in persona. Sì, proprio lui, il "Papa buono".
Il documento contiene istruzioni per i vescovi e cardinali di competenza, affinché agiscano nei confronti di preti e, più in generale, subalterni che siano stati accusati di reati sessuali contro bambini o adulti o animali (non si menzionano le donne, ovviamente).
Bene, direte voi, che bello! Chissà quali saranno le pene da infliggere a questi porci!
E invece no, dico io, o meglio, dice il Crimen Sollicitationis. Perché tutto si dovrà svolgere nel più assoluto silenzio. Tutto deve rimanere segreto, compreso il documento stesso, pena la scomunica di chi ne faccia parola con anima viva. I religiosi accusati di tali abomini devono essere ripresi in privato, ed allontanati dalla parrocchia o diocesi dove è avvenuto il fatto. Ovvero: trasferiti. Una buona rammanzina, e che se ne vadano pure da un’altra parte. Di giustizia civile o penale, nemmeno a parlarne. Guai a denunciarli alla polizia.
E sapete come s’è venuti a conoscenza del fatto? Semplice, l’attuale papa, allora solo cardinale, e ovviamente presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, ne fa menzione in una sua lettera del 2001, indirizzata ai vescovi del mondo, contenente ulteriori istruzioni sul trattamento dei prelati accusati di pedofilia (come probabilmente ricordate, in quell’epoca scoppiò un caso violentissimo in America). Da lì, la magistratura competente (ovviamente americana… pensate che in Italia avrebbero fatto qualcosa?) ingiunse alla Chiesa di farne conoscere alla Corte il contenuto, che poi fu passato per vie traverse (e contro l’ordine della Corte stessa) alla stampa e reso pubblico.
Tutto questo accadde nel 2001. Sei anni fa. E quante volte ne avete sentito parlare, in Italia? A quanto pare, il sito internet www.libero.it s’è ricordato della sua esistenza proprio un paio di giorni fa. Bello, vero? Meglio tardi che mai.
Ma a questo punto, mi sorge spontanea una domanda: Sua Santità, con che faccia di bronzo (per non essere scurrili) Lei mi viene a parlare di difesa della Famiglia e ad imprecare verso l’omosessualità, se Lei stesso ha le mani macchiate d’omertà verso reati di pedofilia compiuti da Suoi subalterni?

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