No, non è ancora ora della fine dell’erasmus, e tra l’altro non è ancora arrivato il giorno del ritorno. Per fortuna, mancano ancora una decina di giorni, e il ritorno sarà solo temporaneo, per salutare genitori e amici e passare a casa le feste di Natale.
Anche se non posso nascondere che, in questi ultimi tempi, non sto facendo altro che pensare a quale sia la mia vera casa. E non parlo dei miei genitori, o dei miei amici, o dell’ambiente in cui vivo. Parlo piuttosto del me che esisteva a Parma e del me che esiste ora a Valencia. Non faccio che stupirmi ogni giorno dei cambiamenti che ci sono stati.
Attorno a me succedono un sacco di cose, un sacco di piccole cose quotidiane, piccole e insignificanti, ma che fino a non molto tempo fa mi avrebbero distrutto pezzettino per pezzettino, e che invece ora lasciano il tempo che trovano.
Ultimamente è successa una cosa che, in un altro momento, mi avrebbe fatto molto male: mio padre ha trovato questo blog e ha letto molto frettolosamente cose che avrebbe dovuto rileggere con più calma. Il risultato è stato una email scritta più col cuore che con la testa, che mi ha ferito abbastanza, ma per fortuna poi è venuto un chiarimento, e per me le cose ora sono risolte. In più, ora sa che ho un ragazzo e che ho tutte le intenzioni di portare avanti la mia storia con lui.
Dovrò anche decidere se e come parlarne con mia madre, ma so che con lei sarà molto più difficile. All’inizio avevo pensato di farlo per Natale, ma il rischio è comunque molto grande, quindi penso che la cosa migliore da fare sarà chiedere consiglio a chi meglio di tutti la conosce: proprio mio padre.

Annunci