Sono arrivato a Valencia il 14 settembre, e oggi è il 18 ottobre. Moltissime cose sono successe in questo mese e un po’, e moltissimo è cambiato nella mia vita.
Ho sperimentato per la prima volta come sia la vita da soli, lontano dalla famiglia, senza nessuno che ti fa da mangiare, ti lava e stira le mutande, ti fa il letto, ti pulisce la camera… Ma questo non è stato difficile. A parte la tragica scoperta che il detersivo che abbiamo usato nella lavatrice per i primi quindici giorni non era detersivo ma suavizante, ovvero ammorbidente (e si capisce perché i vestiti non venissero mai puliti…).
Ho sperimentato come si vive da studenti fuori sede, in un appartamento con altri tre studenti, ma anche questo non è stato difficile: con me abitano un ragazzo (che già conosco da cinque anni) e due ragazze, anch’esse italiane e anch’esse di parma, dolcissime e simpaticissime: fin da subito abbiamo stabilito di fare spesa comune e di dividere tutto. Cuciniamo un po’ per uno, laviamo i piatti un po’ per uno, e facciamo le pulizie un po’ per uno. Sentendo anche le esperienze di tanti altri amici, direi che non avrei mai potuto desiderare di meglio.
Ho poi sperimentato come sia la vita dello studente Erasmus, che gode di uno status diverso e forse migliore di quello dello studente fuori sede: tutto gli è concesso, ogni sera c’è una festa nuova, i professori sono abbastanza comprensivi se fai un po’ tardi alle lezioni (che qui peraltro iniziano sempre puntualissime), e tutti in generale sono disponibilissimi ad aiutarti e a farti sentire a tuo agio. Inoltre, qui in spagna soprattutto, nessuno ti nega mai un’altra dose di alcool!
Inoltre ho sperimentato l’avventura di tagliare e farsi tagliare i capelli con una macchinetta cinese la cui batteria dura in media dieci minuti, il che significa che se non finisci prima (ed è impossibile), ti tocca di finire il lavoro con le forbici, come se fosse facile. Il risultato però, come vedrete dalle foto, è decisamente meglio di quanto pensassi.
Sempre nello stesso momento, ho pure sperimentato come sia per due uomini tagliarsi la barba a vicenda, per riuscire a disegnare ben dritto il filo di contorno del volto. Esperienza abbastanza straniante, devo dire.
Infine, last but not least, ho sperimentato la cosa più bella del mondo: mi sono trovato il moroso. È un ragazzo spagnolo che vive qui a Valencia. Carinissimo, alto, moro, ha un carattere dolcissimo e romantico, gli piace leggere e in camera ha tutti i miei libri preferiti. Vi basti sapere che, mentre io leggevo "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, lui stava leggendo l’unico altro libro scritto da quell’autore: Middlesex. Che peraltro io ho già letto, e che mi ha letteralmente incantato, come direbbe uno spagnolo.
Che altro dire su di lui? Non saprei proprio, troppe sono le cose di lui che mi fanno impazzire, per pensare di poterle esaurire in un post. E ancora lo conosco così poco…
Insomma, in questo momento sto passando uno dei periodi più belli della mia vita, quindi scusatemi se persisto con il mio egocentrismo e parlo solo di me!

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