La Spagna, storico baluardo del cattolicesimo, ha risposto in modo piuttosto piccato alle critiche del Papa riguardanti i diritti dei gay e delle coppie di fatto. Il portavoce di Zapatero ha replicato alle parole del pontefice sostenendo che il proprio Stato è aconfessionale, e il proprio Governo amministra il Paese senza chiedere ai cittadini quale religione professano, o quale sia la loro sessualità: i diritti sono diritti, e non dipendono dalla religione di ciascuno.
E in Italia? In Italia siamo molto più avanti. Durante le dichiarazioni di voto per la fiducia del Senato al governo Prodi, il capogruppo di Forza Italia, il simpaticissimo Schifani, inferocito, ha sputato veleno sul nostro premier accusandolo di non aver difeso Ratzinger dalle affermazioni di Bertinotti di qualche giorno fa (cfr. il mio precedente post). Come se il Papa avesse bisogno di essere difeso da Prodi. E soprattutto come se questo papa meritasse di essere difeso da qualcuno. Eppure, siamo in Italia.
Io, intanto, non vedo l’ora di raggiungere Valencia. Dieci mesi di libertà. RedGlow, vieni con me?

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