A seguito delle affermazioni del papa sui pacs e sull’omosessualità, Fausto Bertinotti – dimostrando di essere uno dei pochi politici italiani che ancora conservano le palle e l’intelligenza per liberarsi dalla sottomissione secolare che la politica italiana ha nei confronti della Chiesa Cattolica – è intervenuto a Porta a Porta con parole piuttosto condivisibili:
Il Papa non vede che la domanda di riconoscimento delle coppie di fatto è in difesa di quei valori che vede aggrediti dalla modernizzazione. Non vede che è un parlare di quei valori che lui difende. […] Il Papa è preoccupato della secolarizzazione che investe il mondo, è angosciato da un mondo in cui la modernizzazione gli fa paura perché mette in discussione certi valori. Questa modernizzazione a me non piace, ma la restaurazione del Papa è sbagliata.
Ovviamente le sue parole hanno suscitato una reazione piuttosto indignata da parte dei quotidiani cattolici, ma – guardacaso – nelle affermazioni di questi ultimi non si trovano argomentazioni valide, ma sempre e soltanto il solito dogmatismo: il papa ha ragione perché ha ragione, e perché quello che dice lui non può essere contraddetto, nessuno si deve permettere di fare lezione al papa, etc. etc.
Mi permetto di dissentire soprattutto su questo ultimo punto: se il papa si permette di fare lezione a noi su argomenti sui quali non ha alcuna esperienza, come amore, sesso, famiglia, figli, mi sembra non solo giusto, ma addirittura doveroso fargli capire che così non va. Come Costantino non può fare il professore di italiano, e Moana non può insegnare matematica, così il papa non può e non deve insegnare cose che in vita sua non ha mai vissuto nemmeno da lontano.
È veramente ora che la gente inizi a scrollarsi di dosso le ragnatele d’acciaio con cui la Chiesa tiene le loro menti in cattività, e inizino a usare la propria testa per giudicare il bene e il male.

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