Sono state giornate furibonde, ma almeno gli atti d’amore ci sono stati. E non c’è stato un filo di vento. Da domani sarò a Londra per qualche giorno di relax in una delle città che amo di più. Per sei giorni non vedrò giornali italiani, tv italiane, non andrò su Internet, mi staccherò completamente dal mio Paese. Un po’ ho paura della folla di notizie che mi assalirà al ritorno; ma questi pochi giorni di pace, dopo mesi di assalti quotidiani alla mia povera semisanità mentale, valgono il rischio.
In questi giorni è successo un po’ di tutto. Amici coi quali parli tremila volte dicendo tremila volte la stessa cosa, e poi ti rendi conto che non serve a un cazzo perché tanto continuano imperterriti a fare ciò che facevano. Persone di mezz’età – autisti dell’ambulanza – che, in una magnifica orazione sul tema di "o tempora, o mores", paragonano gli omosessuali ai pedofili e agli assassini. I leader della sinistra italiana che, invece di cercare di infondere fiducia negli elettori facendo capire che l’Unione può esistere anche di fatto, oltre che di nome, si ammazzano a vicenda per una poltrona. I leader della destra che cantano canzoncine e poi passano col piattino a raccogliere le offerte. Il Fondo Monetario Internazionale che ci urla che i nostri conti fanno schifo e che se continuiamo così sono cazzi amari – eh no, caro Silvio, le cose non vanno per niente così bene come ti piace raccontare!
Per fortuna, in mezzo a tanta merda, c’è anche l’infinita sorpresa di un sentimento che ormai pensavo dimenticato, la dolcezza e l’intelligenza di un ragazzo che, più il tempo passa, più continua a meravigliarmi, perché ha il potere di mutare in meravigliose giornate partite col piede sbagliato. Qualunque frase possa dire non potrà fare a meno di scadere nel banale. Quindi mi limiterò a un sentito grazie!

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