La telenovela cui abbiamo assistito e stiamo assistendo tutt’ora in televisione e sui giornali ha raggiunto vette di insopportabilità senza precedenti. E non è escluso che continui a peggiorare. Da un lato abbiamo dei delinquenti che non ammettono la propria sconfitta – pur di misura – e cavalcano le fratture che spezzettano la nostra unità nazionale, inventandosi irregolarità che solo loro vedono (ma, mi chiedo, i loro rappresentanti di lista dov’erano, al momento dello scrutinio?). Dall’altra abbiamo dei coglioni che, invece di stigmatizzare l’accaduto e di rimboccarsi le maniche per iniziare a lavorare seriamente – ammesso che sia possibile, in queste condizioni di vittoria tanto precaria – si riducono a rispondere alle polemiche con lo stesso tono usato dai loro detrattori, ponendosi così esattamente sullo stesso piano.
Sicuramente non è questo ciò che serve al nostro paese, e alla nostra economia.
Proprio ieri il Financial Times ha attaccato verbalmente il nostro paese con un’analisi che potrebbe non essere così lontana dalla realtà, asserendo che una vittoria così risicata della Sinistra italiana potrebbe condurre il nostro paese fuori dall’Euro entro i prossimi quindici anni, il che significherebbe fare la fine dell’Argentina.

E allora perché non andare in Argentina?
Mollare tutto e andare in Argentina…
Per vedere com’è fatta l’Argentina!

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