Il nostro stimato Premier ha trovato un ottimo modo per aggirare la trappola della par condicio e riempire ogni pagina di telegiornali e carta stampata: una fantastica visita a Bush, negli States. Ora tutti i giornalisti TV santificano il politico italiano che, dopo Giolitti e pochi altri eletti, è riuscito ad ottenere di parlare al Congresso degli Stati Uniti.
Berlusconi è stato poi insignito di un’onorificenza che riconosce il suo essere filo-americano e il suo essersi comportato da fedele alleato nella guerra dell’America contro il terrorismo.
Forse però non tutti sanno che:

  1. Intanto che Berlusconi fa visita a Bush a Washington, Bush ha pensato bene di andarsene in visita in India. Della serie:
    – Berlusconi? Qui? State scherzando! Meglio scappare più alla svelta possibile! Trovatemi una visita ufficiale minimamente credibile… Cosa? In Iraq? Ma quelli tirano ancora le bombe, meglio di no! Siete pazzi? Ecco sì, l’India va benissimo, che è anche bella lontana!
    Ma vi rendete conto? Quale premier può pensare di andare a fare una visita ufficiale in un paese straniero proprio mentre il premier di questo paese è a sua volta in visita ufficiale da un’altra parte? Non vi viene il sospetto che l’intera cosa sia stata organizzata per far parlare di sé, e inculare alla grande tutti coloro che la par condicio devono rispettarla?
  2. Il discorso di Berlusconi al Congresso è stato disertato alla grande dai parlamentari americani, e le sedie vuote sono state riempite da paggi e personale di servizio, per non far sfigurare il nostro Premier [grazie a TheZar per aver riportato la notizia!]. Della serie:
    Ciao, ci sei oggi al Congresso? Sembra che Bush ci abbia mandato un clown, per distrarci un po’. Carino da parte sua, non trovi?
    Hey, guarda che non è mica un clown! Quello è Berlusconi, il presidente del consiglio italiano! Meglio se gli stai lontano, attacca delle pezze allucinanti, e poi parla sempre di sesso e racconta barzellette oscene…
  3. Le mani di Bush e di Berlusconi, che si sono strette durante il primo giorno di visita di Berlusconi (perché, come si è detto, già nel secondo giorno Bush se n’era andato) sono mani sporche di sangue. Sporche del sangue di migliaia di persone. Per le Twin Towers, visto che l’amministrazione Bush era stata informata da tempo dall’intelligence americana della presenza di terroristi di Al Quaeda sul suolo degli USA. Per la successiva guerra in Afghanistan, che ha visto morire migliaia di civili inermi, centinaia di soldati di tutte le nazioni intervenute, e decine di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo. Per la guerra in Iraq, che ha visto morire altre migliaia di civili inermi, altre centinaia di soldati di tutte le nazioni intervenute, e altre decine di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, e decine di operatori umanitari. Per tutte le vittime che ci sono state dalla fine del conflitto, e che ancora ci saranno, a causa dei campi minati, della carestia, della povertà, delle malattie. Per tutte le guerre che si combattono nel mondo all’insegna del petrolio, dei diamanti, e di tutte quelle altre cose che sono diventate ormai indispensabili a questa nostra civiltà del cazzo, che non riuscirà mai più a sopravvivere senza sfruttare, uccidere, dilaniare, consumare, inquinare, spendere. E Berlusconi tutto questo lo sapeva benissimo. I nostri soldati li ha mandati lui a morire a Nassiria. Lui ha sempre appoggiato le politiche di Bush, e non per ignoranza, ma per convenienza. Perché un’amicizia con l’America è molto redditizia, e chi se ne frega se il costo è alto, tanto a morire sono i poveracci.

Ormai non lo reggo più. Ogni volta dico che abbiamo superato abbondantemente il limite della decenza. Cazzo, ormai ho l’impressione che quel limite non esista più, ogni volta riesce ad andare oltre! E il bello è che gli italiani sono un popolo talmente DI MERDA che LO VOTERANNO ANCORA. Anzi, tutta questa immensa PAGLIACCIATA gli farà guadagnare una marea di punti agli occhi di quegli IDIOTI che ancora non hanno capito che SE LO STANNO PRENDENDO NEL CULO ALLA GRANDE. Che poi magari son gli stessi che vorrebbero vedere gli omosessuali bruciare al rogo. Ma guardatevi voi, guardatevi quello che vi fate mettere nel didietro voialtri, cazzo!
Sono pieno di amarezza. Io andrò a votare, farò tutto quanto in mio potere per far vincere la sinistra. Non me ne fotte un emerito cazzo se il programma era di ottocento pagine invece che di dieci punti chiari ed essenziali. A me interessa solo che si faccia qualcosa per uscire da questo circolo vizioso di ignoranza e di soprusi.
Sono stufo di accendere la televisione e vedere solo giochi a premi uno più stupido dell’altro. Dove sono finiti tutti i film che facevano una volta? Mi sono rotto i coglioni di sapere che l’unica trasmissione che guardo con gusto (Che tempo che fa) è stata multata non già perché abbia violato la par condicio (tutt’altro: ha sempre invitato esponenti di entrambe le parti politiche), ma perché una trasmissione di intrattenimento non dovrebbe ospitare politici. Ma scherziamo? Ma quello è un talk show! Dove cazzo sta scritto che a un talk show non possono partecipare i politici!
Sono stufo di aprire ogni giorno il giornale e di vedere che le uniche leggi che vengono varate sono sempre e comunque leggi ad personam, per favorire Berlusconi o uno dei suoi scagnozzi. E regolarmente tutta la destra, compatta attorno al capo, urla sdegnata che in realtà è la sinistra che strumentalizza tutto. E la gente ci crede, PORCO D…
Non ne posso veramente più di ascoltare le parole di quell’idiota di Ruini e di tutta quell’altra fila di cardinali che sparano a zero contro i diritti civili delle persone come me, come voi che leggete, e come tutti gli altri. Ma chiudi quel forno, testa di cazzo, e fai tacere anche tutti i tuoi tirapiedi! Iniziate a urlare contro la pena di morte, contro le torture, iniziate a ordinare alla gente di usare il preservativo, invece di impedirglielo! Iniziate ad occuparvi dei problemi veri, invece di fare ostruzionismo sui DIRITTI DELLA GENTE!

Ieri ho consegnato le carte per andarmene in Erasmus a Valencia. Dieci mesi. E chissà che non decida di restarci.

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