Consiglio a tutti coloro che vivono a Parma e dintorni di tapparsi in casa e di non uscire fino a nuovo ordine: un nuovo pericolo incombe infatti sulla città. Oggi ho fatto il primo turno alla guida di un’ambulanza.

A parte questo, nel mondo ultimamente son successe diverse cose degne di nota. Alcune belle, alcune brutte. Le riporterò qui in ordine sparso.

California: il governatore Arnold Schwarzenegger prosegue con la linea dura nei confronti dei condannati a morte rinchiusi nei penitenziari del suo stato. Questa volta nega la grazia a un uomo di settantasei anni, cieco e in sedia a rotelle. Se questa è l’america della democrazia e dei diritti umani, siamo a posto. Cliccare qui per l’articolo di Repubblica che ne parla.

New York: il nuovo presidente del Consiglio Comunale della città di New York, eletto all’unanimità, è Christine Quinn. Trentanove anni, di origini irlandesi, figlia di un elettricista, prima di lanciarsi nella politica ha lavorato nel commercio e nei servizi sociali. Vive a New York, nel quartiere di Chelsea, con la propria compagna. Già, perché Christine Quinn è ora diventata il politico gay più influente d’america. Quest’america mi sembra decisamente migliore della precedente.

Italia: la RAI ha deciso di censurare abbondantemente il colossal Rome, da lei stessa prodotto (assieme a una TV inglese e ad una americana). Nella versione originale figurano infatti troppe scene di violenza e di sesso. Omosessuale, ovviamente. E questo ovviamente a molti (Chiesa in primis) non fa per niente comodo. E così una delle serie TV che più hanno coinvolto il pubblico americano, e per la quale il pubblico inglese ha addirittura gridato allo scandalo quando l’emittente ha cercato di operare tagli minimali (nulla in confronto alle mutilazioni previste qui in Italia), noi saremo costretti a sorbirci un’edizione degna del miglior Frankenstein. Addirittura gli storici fanno i complimenti a regista e sceneggiatori per l’estrema veridicità della storia narrata, eppure tanto lavoro viene vanificato dalle cesoie di qualche idiota frustrato. Cliccare qui per leggere l’articolo di gay.tv che ne parla.

Indiana: la tv WTWO, affiliata all’NBC, sarà la prima a dover rimuovere dal proprio palinsesto la serie tv Book of Daniel, a seguito delle pressioni subite da parte di un’associazione ultracattolica americana (AFA, Associazione delle Famiglie Americane). La serie in questione narra le vicende di un pastore protestante e della sua famiglia, e del suo rapporto con Dio. L’AFA, senza aver mai visto effettivamente di cosa tratti, ne chiede la cancellazione dai palinsesti a causa del fatto che il figlio del pastore è gay, la figlia vende marijuana, tra i personaggi figura una lesbica e – soprattutto – l’attore protagonista è gay nella vita reale. L’associazione ultracattolica chiede anche ai propri adepti di boicottare gli sponsor del programma: da McDonald’s a Colgate, passando per DaimlerChrisler e Wal-Mart. Eh sì, direi che l’America è ancora un paese lacerato dalle contraddizioni. Cliccare qui per l’articolo di gay.tv che ne parla.

Jamaica: in un paese in cui l’omosessualità è ancora un reato per il quale si rischiano fino a dieci anni di lavori forzati, la folla inferocita ha praticamente linciato un ragazzo gay, scagliandolo giù da un molo e guardandolo morire annegato. La polizia non indaga, e le autorità hanno già archiviato il caso come un comune incidente. Cliccate qui per leggere l’articolo relativo.

Spagna: Cope Radio, la radio di proprietà della Conferenza dei Vescovi Spagnoli (l’equivalente spagnola di Radio Maria) ha compiuto un atto inqualificabile rischiando di creare una frattura diplomatica gravissima tra il proprio governo e quello del neo-presidente boliviano Morales. Un giornalista dell’emittente spagnola, fingendosi il premier Zapatero, ha telefonato a Morales e, dopo essersi congratulato per la recente vittoria di quest’ultimo alle elezioni, gli ha detto "Sono felice che tu ti aggiunga al nuovo ordine comunista che vogliamo stabilire in Spagna e America Latina, Evo". Tensioni tra Spagna e Bolivia, l’ambasciatore spagnolo a La Paz ha dovuto porgere le scuse ufficiali al neo-eletto presidente boliviano. Cito da gay.tv:
E così, dopo essere stato richiamato a Roma dal Papa questa estate per il suo comportamento [a causa della legge su matrimoni ed adozioni gay, NdInsj], e dopo che i vescovi spagnoli hanno incoraggiato i pubblici ufficiali a non obbedire alla legge, rifiutandosi di celebrare matrimoni gay, è ora la volta del Governo Spagnolo agire diplomaticamente e richiamare lo Stato della Città del Vaticano. Il Ministro degli Esteri Miguel Ángel Moratinos ha convocato per una reprimenda ufficiale il nunzio della santa sede in Spagna, quale rappresentante del Papa e della conferenza dei vescovi, chiedendo ufficialmente che cessino tali "ignobili comportamenti" da parte del clero cattolico e annunciando che Radio Cope sarà perseguita legalmente dal Governo Spagnolo. Silenzio imbarazzato dei vescovi e un Natale da dimenticare per il Vaticano in Spagna.
Per leggere il resto dell’articolo, cliccate qui.
Ricordo che la reprimenda ufficiale da parte di un governo al rappresentante di un altro governo è l’atto diplomatico più grave e pesante dopo la dichiarazione di guerra e il ritiro dell’ambasciatore. Personalmente, trovo che tale atto non sia solo dovuto, ma addirittura troppo leggero. Non è ammissibile che la Chiesa si comporti in questo modo, cercando di gettare in ogni modo discredito nei confronti di un governo che ha avuto il merito indiscusso di affermare con decisione una serie di diritti umani che, in tante altre parti del pianeta, vengono con tanta violenza calpestati. Quando sentite parlare Ratzinger o Ruini, ricordatevi sempre di collegare il cervello, e di meditare con la vostra testa.

Italia: una sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che dare della "sporca negra" a una donna intanto che la si pesta è null’altro che "generale antipatia". Il fatto non è, di per sé, razzismo. La motivazione addotta dal giudice recita: la nozione di discriminazione non può essere intesa come riferibile a qualsivoglia condotta che sia o possa apparire contrastante con un ideale di assoluta e perfetta integrazione, non solo dei diritti ma anche nella pratica dei rapporti quotidiani, fra soggetti di diversa razza, etnia, nazionalità o religione. In parole povere: non tutto ciò che va contro l’integrazione è da intendersi come razzismo. E a nulla vale il fatto che il tirestino accusato del reato di razzismo stesse anche pestando a sangue la vittima. Del resto, siamo in un paese in cui emeriti imbecilli  – o veri e propri criminali – come Di Canio viaggiano ancora a piede libero. E in cui ministri, parlamentari e senatori dello Stato (Bossi, Calderoli, Maroni e altri) cantano canzoni che incitano a bruciare il tricolore. Ancora una volta cito la fonte: cliccare qui per leggere l’articolo.

Italia: il settimanale americano Time di qualche settimana fa dedica il proprio articolo centrale alla figura dell’unico politico che comanda veramente in Italia: il cardinal Ruini. Il settimanale afferma senza mezzi termini che questo losco figuro ha ormai preso per le palle tutti i nani della politica Italiana, ed è in grado di fare il buono e il cattivo tempo nel Bel Paese. Non riporto per intero l’articolo che ne parla, ma vi invito a leggerlo tutto cliccando qui: è piuttosto corto, ma altrettanto allucinante.

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