Ieri ho avuto una conversazione che mi ha fatto riflettere parecchio, e mi ha anche parecchio demoralizzato. L’interlocutore era S., uno dei miei migliori amici, persona che stimo tantissimo e che ritengo piuttosto intelligente, e che sa di me e della mia sessualità ormai da anni. Ma ciò che è emerso dalla nostra conversazione mi ha deluso tantissimo. Premetto che a deludermi non è stato il mio amico, che continuo a stimare e ad apprezzare, ma la società in cui viviamo, che lo ha portato a ricevere una certa educazione e ad acquisire una serie di reazioni inconscie.
Si parlava di una festa. Io ho riferito a S. di aver invitato anche un mio amico gay, e lui mi ha risposto: che ci viene a fare? Non conosce nessuno, ed è pure gay e tutti lo sanno. Anch’io sono gay e tutti lo sanno. Non è mica una cosa di cui vergognarsi. Sì ma a te ti conosciamo. Dico per lui: viene, non conosce nessuno, tutti lo beccano male perchè e gay. Brutto capodanno per lui. Poi ok sarà una bella persona, pero’ in una notte vince il pregiudizio.
Mi ha fatto male, quella frase. Molto male. Mi ha fatto capire che c’è ancora molto da fare prima di riuscire a raggiungere qualche risultato. Se anche le persone che mi conoscono da più tempo e che, nei miei confronti, non hanno più alcuna forma di pregiudizio o di resistenza (tutt’altro), allora cosa posso sperare da quelle persone che, invece, di resistenze ne hanno ancora tante?
Abbiamo poi discusso a lungo su questo pregiudizio. Non è un pregiudizio… che ci posso fare se quando lo vedo mi viene in mente che è gay???? poi non c’ho mica nulla contro i gay. Ma perché ti darebbe fastidio? Perché penseresti che ci possa provare con te? Ti sentiresti in pericolo? Non mi sentirei in pericolo. Si troverebbe male perchè lo tireremmo giù male noi, e noi lo tireremmo giù male perchè è una cosa nuova… mi verrebbe, credo, da osservarlo di più rispetto a uno che qualsiasi che non conosco. Sì ma un conto è la curiosità, un conto è guardarlo come un DIVERSO, capisci? E farlo sentire a disagio perché lo consideri DIVERSO. Tu A ME mi consideri DIVERSO? Non si sente la tua diversità. pero’ inevitabilemte qualcosa di diverso c’è. Non nella relazione con gli altri. In complesso, pero’ cmq hai una parte importante che è diversa. Ma diversa DA CHI?
Diversa DA CHI, porco due! Da chi sono diverso, io? Un maschio su tre, nella propria vita, ha fantasie e/o esperienze omosessuali. Un maschio su sei è effettivamente omosessuale – anche se magari si reprime, o vive da bisex, o fa il prete. Sono statistiche prese da un libro di medicina. E lo stesso libro, come tutti i manuali di medicina stampati dagli anni ’60 in poi, afferma charo e tondo che l’omosessualità non è una malattia. Gli eterosessuali sono – e per fortuna, perché altrimenti non ci saremmo neanche noi gay – la maggioranza, ma non esiste nulla che provi che noi sbagliamo e loro sono nel giusto. Perché quando si parla di amare non c’è nessuno che sbaglia. Eppure noi siamo diversi. Ma allora, mi viene da pensare, la religione più seguita, a questo mondo, è l’Islam. Ciò significa che i cattolici, essendo in minoranza, sbagliano? O sono diversi?
La maggior parte dei miei amici non ha problemi ad accettarmi come omosessuale. Però dicono tutti che, se mi vedessero baciare un uomo, a loro la cosa darebbe fastidio. In pratica posso essere omosessuale come, quanto e quando mi pare, purché non davanti a loro.
Come posso poi sperare che la Chiesa acconsenta al matrimonio gay? O che lo Stato italiano si decida a riconoscere i miei diritti?

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