La maleducazione degli italiani non conosce limiti. Quello che sto per raccontarvi non sarebbe potuto accadere in nessun’altra nazione al mondo.
Giovedì mattina l’ambulanza e l’automedica escono in rosso. Io non ero in turno, non so quale fosse la gravità dell’accaduto. Fatto sta che, per poter caricare il paziente, l’ambulanza si è dovuta fermare in mezzo alla strada. Strada stretta, con macchine parcheggiate su entrambi i lati. E ovviamente l’ambulanza impediva il passaggio degli altri veicoli.
Dopo pochi minuti, intanto che l’equipaggio era impegnato a trasportare il malato dalle scale, un clacson ha iniziato a suonare insistentemente. L’autista s’è precipitato fuori, ed è stato letteralmente aggredito da una signora in auto, che gli ha urlato dietro (parole testuali) di spostare quella cazzo di ambulanza che lei doveva portare il bambino a scuola. All’autista – comprensibilmente stizzito – che le ha chiesto se fosse più importante la sua fretta o il malato, ha risposto: "non me ne frega nulla, spostate quella cazzo di ambulanza che devo andare!"
Non contenta, un’ora dopo l’accaduto, ha telefonato in sede per lamentarsi della scortesia dell’autista.
Ma cazzo, ma… e pensare a RISPETTARE, per ricevere rispetto? Quell’autista, come tutto il resto dell’equipaggio, era un VOLONTARIO che ha deciso di dedicare il proprio tempo, anziché allo shopping, all’AIUTO DEL PROSSIMO. Se ci si deve sentire trattati così, poi, che gratificazione ci si può ricavare?
Complimenti vivissimi, signora, lei ha capito tutto.

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