La tesi è ultimata. Ieri ho finito di scrivere la prefazione e le conclusioni e di sistemare indici e bibliografia (sembrano stronzate, ma ci ho perso un pomeriggio), ed ora l’elaborato è al vaglio di Ekatherine che ne testa la correttezza grammaticale e stilistica. Poveretta, non la invidio, dal momento che l’argomento è piuttosto ostico, soprattutto per chi di Java non ha mai sentito parlare…
Ora il problema sarà stamparla e rilegarla: all’officina grafica cui mi son rivolto ieri mi hanno detto che ci vogliono quindici giorni per preparare il tutto, perché la tecnica che usano per stampare la copertina (a piombo caldo con caratteri d’oro) è piuttosto complessa, e il risultato deve essere lasciato riposare per un certo periodo. Mi hanno consigliato di rivolgermi a qualcuno che usi tecniche meno complicate, anche se l’effetto sarà senz’altro di minore impatto. Peccato che anche alla legatoria a cui mi sono rivolto in seguito mi abbiano detto che il tutto sarà pronto lunedì mattina. E lunedì mattina è proprio la data ultima per la consegna in segreteria. Spero solo di farcela.

Nel frattempo, anche se ho ridotto molto il tempo dedicato ad altre attività, non ho rinunciato a leggere di tanto in tanto qualche giornale. E stupendo mi è sembrato un articolo della Gazzetta di Parma che acclamava Ruini per le sue parole contro i PACS e i matrimoni gay. Ruini è liberissimo di esprimere le proprie opinioni, ma vorrei ricordare qual è il principio fondante su cui si basa la nostra Costituzione, come quella di qualunque altro Stato democratico: la libertà di un individuo finisce dove comincia quella degli altri. E nel momento in cui quello che io dico va a limitare la libertà di non uno, ma migliaia di altri individui come me, allora non è giusto ed ammissibile che io parli. Questo è il caso di Ruini. Se lui fosse un qualunque coglione al bar (perché un qualunque coglione lo è, ma non sta al bar), nessuno gli vieterebbe di dire nulla. Ma dal momento che viene considerato uno dei portavoce ufficiali della Chiesa, quello che lui dice viene preso come vangelo da migliaia di persone. E nel momento in cui un uomo come lui invita all’intolleranza e alla chiusura, automaticamente quelle migliaia di persone, oserei dire qualche milione, diventano intolleranti e chiusi. C’è poco da fare, è così. I casi sono due: o Ruini non si rende conto della responsabilità che ha, oppure se ne rende conto fin troppo bene, ma ci marcia su per suoi oscuri fini. Che poi gli oscuri fini sono in realtà molto chiari: lui, come tutti coloro che stanno a Roma e giù di lì (no, non te, Ganymede!) hanno una paura fottuta che l’introduzione del PACS o di altre forme alternative al matrimonio possano destituire il matrimonio stesso, e quindi togliere a loro il potere che finora tale istituzione ha loro conferito.
Per quanto mi riguarda, la penso così: se il mantenimento di un simile potere deve gravare sulle spalle di milioni di innocenti, ai quali non vengono riconosciuti i propri sacrosanti diritti, allora è non solo giusto, ma anche doveroso che tale potere finisca nella polvere.

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