Leggere i quotidiani locali, come si sa, ha tre utilità, e non altre:
1) informarsi sullo sport (è infatti risaputo che i cronisti sportivi dei quotidiani locali sono sempre i migliori, sempre imparziali e serissimi nelle loro valutazioni, e sempre pronti a dare il giusto peso ad ogni avvenimento);
2) Leggere i necrologi (non so gli altri giornali, ma la Gazzetta di Parma è tradizione che venga letta come i manga, dall’ultima pagina alla prima);
3) Ultima, ma più importante di tutte, la lettura delle lettere al direttore. L’umanità che popola ogni piccola città di provincia è qualcosa di sorprendente, e il numero di coloro che si prodigano in tali missive forma un campionario veramente variegato ed indicativo. Ogni quotidiano locale ha, poi, i propri più fedeli sostenitori o detrattori, ed in particolare si trovano sempre persone che scrivono lettere al direttore un giorno sì e uno anche.
Qui a Parma son rimasti famosi un paio di nomi: Sergio Caroli e William They. Persone che forse nessuno ha mai visto davvero, ma che non possono fare a meno di esprimere le proprie idee attraverso un mezzo tanto democratico – e, sia detto per inciso, l’ultima volta che ho inviato io una lettera, ciò che è stato pubblicato c’entrava con quanto avevo scritto come i famosi cavoli a merenda; l’unica cosa che avevano lasciato intatta, in quella sorta di mostro di Frankenstein editoriale, che peraltro sosteneva l’esatto contrario di quanto in realtà io sostenessi, era la mia firma! – persone, dicevo, che evidentemente si sentono in dovere di informare il prossimo su qualunque cosa capiti loro a tiro (e qui mi chiedo: ma scusate, signori, ma un bel blog non sarebbe meglio?). Ma più di questi due individui sopra citati, è ormai rimasto famoso anche un altro individuo, che addirittura in un unico giorno scrive più e più lettere sullo stesso quotidiano, a volte parlando di sé al femminile, altre volte al maschile; a volte al singolare, altre al plurale; a volte esprimendo idee fasciste, altre volte scadendo nel leninismo più spinto: sto parlando, e forse l’avrete capito, del signor (o della signora?) Lettera Firmata. Che nome del cazzo, direte voi. Certo, dico io. È ovvio che uno con un nome del genere si vuol mettere in mostra.
E oggi sapete un po’ cosa ha prodotto la penna del signor (o della signora) Lettera Firmata? Qualcosa di talmente bello e veritiero che val la pena di ricopiarlo qua sotto:

Titolo: Il dramma di Lapo
Autore: Lettera Firmata
Gazzetta di Parma, mercoledì 12 ottobre 2005, pag. 42
Signor Direttore,
la cosa che più mi ha colpito nel dramma di Lapo Elkann, colto da malore dopo aver assunto un cocktail di sostanze stupefacenti, è la reazione dell’attrice Marina Stella, fidanzata del rampollo della famiglia Agnelli. «Mi spiace per Lapo – ha detto – ma ci eravamo già lasciati da tempo».
La signorina Stella ha scelto proprio la giornata di ieri per rivelare alla stampa la fine del suo amore e per prendere le distanze da Lapo. Non prova un pizzico di vergogna?
Comunque Lapo si riprenderà, almeno glielo auguro, mediterà su quel che ha combinato e tornerà ad essere il ragazzo esuberante che era. La sua ex fidanzata tornerà a essere quella che è sempre stata: un’attricetta di serie C con due belle tette e poco cervello.

Eh? Che ne dite? Lapo s’è strafatto di tutto quello che poteva trovare sotto mano, in compagnia di tre transessuali che frequentava, tra l’altro, da diverso tempo (leggere questo articolo di Repubblica), e quella brutta stronza di Marina Stella deve chiedere scusa per essere stata intervistata proprio quel giorno (non è normale, infatti, intervistare i parenti e amici, in un caso come questo, figuriamoci!), e per aver detto proprio quel giorno che lei con Lapo non vuole più averci nulla a che fare. Eh, insomma, poteva dirlo prima, no? Queste cose devono essere rese immediatamente di pubblico dominio! Prendete esempio da Al Bano che, facendosi mollare in diretta TV dalla Lecciso, non solo ha reso noto a tutto il mondo in tempo reale il proprio dramma personale, ma ha anche innalzato di qualche decina di punti percentuali lo share televisivo dell’Isola dei Famosi! Così si fa!

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