Intanto che noialtri idioti ci perdiamo in inutili chiacchiere, c’è già chi ci sta preparando una festa coi fiocchi.
Probabilmente tutti avrete sentito parlare della riforma elettorale varata dall’attuale maggioranza. A prescindere dal fatto che una riforma elettorale varata a pochi mesi dalle elezioni puzzerebbe – già di suo – molto di paraculismo, non so quanti di voi si sono chiesti cosa succederebbe se tale riforma diventasse effettivamente una legge dello Stato Italiano.
Io l’ho fatto, e vorrei non averlo mai fatto, perché quello che ho visto non mi ha solo indignato, ma mi ha anche profondamente spaventato.
La fonte che cito è un articolo apparso su Repubblica.it, che potete leggere cliccando qui. A sua volta, l’articolo si rifà ad uno studio compiuto dell’Ipr Marketing, che ha calcolato i risultati della simulazione delle prossime elezioni, sulla base di un sondaggio compiuto il 13 settembre, quindi tre giorni fa.
Piccola introduzione: parliamo della riforma. Senza entrare nel dettagio – perché, in effetti, i dettagli ammetto di non conoscerli nemmeno io… stavo documentandomi, quando il suddetto articolo mi ha convinto a postare IMMEDIATAMENTE – la nuova riforma (che in realtà non fa che riportarci al sistema precedente a questo) pone uno sbarramento al 4% per poter accedere ai seggi e alla spartizione del premio di maggioranza. Il che significa, in pratica, che quei partiti che non superassero tale quota non avrebbero diritto a seggi in parlamento.
Poco male, direte voi: il quattro per cento è una percentuale molto bassa, e un partito che non la superi non è un partito davvero rappresentativo.
Bene, se la pensate così, provate ad andare avanti a leggere.
Lo studio di Ipr Marketing ha simulato ciò che succederebbe se le elezioni venissero fatte oggi. Copio e incollo alcuni frammenti del brano:
L’Unione alla Camera ottiene il 50 per cento dei voti popolari e solo 290 seggi: la Cdl si ferma al 45 per cento e si "appropria" di 333 seggi più 7 del premio di maggioranza: totale 340 sui 630 complessivi.
il risultato non lascia dubbi: se si votasse oggi con il sistema escogitato dal tavolo tecnico attorno a cui si siedono Roberto Calderoli e gli altri saggi della Cdl ci troveremmo di fronte ad una incredibile truffa elettorale. Ancora più clamorosa se si pensa che con la legge attuale l’Unione otterrebbe ben 363 seggi, mentre il centrodestra si fermerebbe a 263.
I ricercatori dell’Ipr Marketing spiegano infatti che nell’Unione solo Ds, 21 per cento, Margherita, 12 per cento, e Rifondazione, 5,5 per cento, supererebbero la soglia di sbarramento fissato al 4 per cento. Gli altri partiti starebbero sotto e non supererebbero la soglia che permette di ottenere seggi e partecipare alla ripartizione del premio di maggioranza. Secondo i ricercatori i Verdi sarebbero fermi al 3,5 per cento, lo Sdi più Bobo Craxi al 3 per cento, il Pdci al 2 per cento, Di Pietro all’1,5 per cento, l’Udeur all’1 per cento e la Sbarbati allo 0,5 per cento.
Voti che sommati arrivano alla bellezza dell’11 per cento, percentuale praticamente da buttare nel cestino grazie al giochetto dello "scorporo" pensato dalla Cdl. Un marchingegno che porterebbe l’Unione a quota 39 per cento, mentre la Cdl raggiungerebbe il 43 per cento. Verrebbe infatti "punita" come coalizione con la perdita di un 2 per cento, ovvero i voti ottenuti dal Nuovo Psi e dai Repubblicani di la Malfa. Sarebbero vincenti invece il 18,5 per cento di Forza Italia, il 12,5 per cento di An, il 6,5 per cento dell’Udc e il 5,5 per cento della Lega.

Riuscite ora a vedere dove sta l’imbroglio? Tale sistema riuscirebbe a togliere dall’unione un undici per cento dei voti. Il che significa mettere il bavaglio all’undici per cento degli elettori totali. Guarda caso, invece, la Casa delle Libertà perderebbe solo un due per cento dei voti.
Allora? Siamo ancora disposti a restarcene qui con le mani in mano?

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