La Venezia che non ti aspetti. Alla Mostra del Cinema, quest’anno, il Leone d’Oro è andato ad Ang Lee, che, con il suo film Brokeback Mountain, ha raccontato la storia d’amore omosessuale tra due cowboy, nell’America rurale tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Non ho, purtroppo e ovviamente, avuto ancora occasione di vedere quel film, tuttavia me ne sono fatto un’idea abbastanza chiara. Conoscendo inoltre altri lavori del regista (da Hulk a La tigre e il dragone), non dubito che si tratti di un film che vale senz’altro la pena di essere visto.
Diverse polemiche sono sorte dopo l’annunciazione dei premiati: in molti hanno infatti difeso strenuamente il lavoro del favorito, George Clooney, e criticato il film di Lee. Una breve rassegna stampa ci porta a leggere pareri anche molto contrastanti tra loro.
Partiamo da gay.it, dove il film viene accolto in modo piuttosto caloroso. Interessante anche l’intervista ad Ang Lee, che svela i retroscena della storia e della realizzazione del film.
Si prosegue con film.it, dove l’autore dell’articolo non nasconde un certo bruciore di culo per la "sconfitta" di Clooney, e sputa veleno su gran parte delle decisioni della giuria.
Su corriere.it troviamo un articolo che, oltre ad elogiare il film, definisce il Leone d’Oro ad esso assegnato anche un premio "diplomatico": premiando un regista taiwanese che lavora ad Hollywood si riconoscono i meriti – sia a livello di idee, sia a livello di mercato – di entrambi i mondi, asiatico ed americano, senza così scontentare nessuno, con buona pace per Clooney (tra l’altro del suo film dicono tutti un gran bene, e onestamente, non avendo visto né quello né l’opera di Lee, non mi sento di giudicare personalmente).
Chiudo questa brevissima rassegna stampa con l’articolo comparso su lastampa.it. Qui un elogio al film di Lee, e nessun accenno a Clooney.
In generale, l’accoglienza verso il film mi è sembrata buona, e vale per esso il discorso già fatto per i cartelloni pubblicitari di Oliviero Toscani: se possono servire per favorire l’accettazione da parte dell’opinione pubblica, allora ce ne fossero di più, di queste iniziative!

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