Stamattina ho fatto parecchia fatica a svegliarmi (alle undici, ovviamente). Non ho fatto colazione ma mi sono vestito, ho guastato il letto e ho acceso il PC. Apro internet. La pagina iniziale di Splinder mi ricorda che sarà ora di scrivere qualcosina, visto che l’ultimo post risale all’otto settembre. Ma quanto tempo è passato? Che giorno è oggi, mi chiedo? Il mio orologio da polso mi saluta con un: "buongiorno cretino, svegliati! Oggi è l’undici!". L’undici settembre.
Centinaia di migliaia persone su centinaia di blog/siti/pagine staranno in questo momento scrivendo pezzi sulla commemorazione della strage del Pentagono e delle Twin Towers, oppure polemiche sulla guerra che ne è seguita e sulle conseguenze che essa ha portato.
Purtroppo ho la sensazione che unendomi a questo coro non farei altro che vomitare un altro po’ di banalità su questo mondo telematico. Inoltre, se è vero che esiste una giornata – oggi – per commemorare le vittime civili americane di un attacco terroristico, è altresì vero che non esiste – e non esisterà mai – un giorno per commemorare le vittime civili irachene o afghane di un atto terroristico non meno grave: l’occupazione militare. Ma, vedete?, anche questa mia frase è già di per sé una banalità. Quindi è meglio se la pianto.

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