Ed eccomi qui, dopo un esame andato maluccio (ma sicuramente meglio di quanto mi aspettassi, data la preparazione veramente scarsa) e dopo i primi due giorni di "lavoro" come Volontario del Servizio Civile Nazionale, ovviamente presso l’Assistenza Volontaria che già mi conta tra le sue fila da tre anni.
È stata una settimana intensa, non c’è che dire, e probabilmente in futuro sarà sempre così, tra il lavoro, la tesi da scrivere e gli esami da passare.
Fortunatamente ho ancora il tempo per respirare, e quindi per guardarmi attorno. Vorrei partire con una notizia di cronaca, che ho avuto modo di sentire ieri al TG1 a ora di pranzo, e che mi ha fatto andare di traverso il boccone che stavo ingoiando. La notizia mi è stata poi segnalata anche dal buon TheZar, che ha anche riportato la pagina di Repubblica che ne parla approfonditamente (clicca qui per leggere).
A Milano un uomo si è recato presso il Reparto Trasfusioni e Immunologia dei Trapianti per effettuare una donazione di sangue, ma è stato respinto in quanto omosessuale.
Per giudicare questo episodio è necessaria un minimo di informazione riguardo alle varie leggi che si sono susseguite in merito alle donazioni di sangue.
Nel 1991, in piena emergenza AIDS (ricordate quante polemiche per il sangue non controllato che aveva infettato centinaia di pazienti?), l’allora ministro della Sanità De Lorenzo aveva firmato un decreto che vietava alle categorie a rischio – includendo in queste anche gli omosessuali – la donazione di sangue. Tale veto è stato rimosso nel 2000, dopo anni di proteste da parte della comunità gay, tuttavia l’AVIS ha mantenuto per diverso tempo, all’interno del questionario da compilare prima delle donazioni, la domanda riguardante rapporti omosessuali. Io ho iniziato a donare nel 2001, e non mi sono mai azzardato a barrare quella casella per una serie infinita di motivi. In primo luogo, all’epoca avevo diciott’anni e un rapporto stabile con un ragazzo, ed eravamo entrambi alla prima esperienza in assoluto: quindi, a rischio zero. Inoltre, all’epoca, non mi andava di far conoscere in giro le mie preferenze sessuali, anche perché all’AVIS di Collecchio la privacy è nulla: i medici hanno talmente tanto tatto da parlare ad alta voce in corridoio di come hai compilato la scheda. Ultimo ma non ultimo, non avevo nessuna intenzione di rinunciare a donare il sangue a causa della stupidità di qualcuno che, invece di valutare caso per caso, faceva di tutte l’erbe un fascio. Ora, però, respingere un omosessuale che vuole fare una donazione è un atto discriminatorio, un reato inammissibile. Non è possibile che si facciano tante campagne di sensibilizzazione per convincere la gente a donare il sangue, non è possibile urlare tanto all’emergenza e poi stroncare i volontari quando si presentano. Non è possibile creare delle "categorie" a rischio, ma bisogna valutare caso per caso. Già Veronesi si era accorto di questo, eliminando gli omosessuali dalle categorie a rischio. È invece doveroso ridefinire il concetto di "rapporti a rischio". Un rapporto omosessuale, di per sé, non è più o meno a rischio di un rapporto eterosessuale: il nocciolo del problema sta nel partner. Rapporti non protetti con un partner occasionale etero o omosessuale, sono una vera e propria roulette russa, e chi si diverte con questi giochetti deve necessariamente essere escluso dalle donazioni, in quanto fonte reale di pericolo verso il prossimo. Ma chi ha rapporti solo con un partner fisso, e assume tutte le dovute cautele per evitare contagi (monogamia, preservativi, ecc. ecc.) non può in alcun modo essere discriminato. Una coppia omosessuale stabile e fedele non è diversa da una coppia eterosessuale sposata!
Oliviero Toscani - Ra-ReIl caro TheZar mi ha poi segnalato un’altra notizia, stavolta molto positiva, che riguarda il grande Oliviero Toscani, fotografo e pubblicitario d’eccezione, famoso per le sue campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Tutti conoscono le splendide foto che ha realizzato per le campagne pubblicitarie di Benetton, in cui si vedono foto di ragazzi e ragazze di ogni nazionalità, un bellissimo invito alla fratellanza. Qualcuno poi ricorderà anche la campagna da lui realizzata in favore dei detenuti nei bracci della morte dei carceri americani.
L’ultima idea di Oliviero Toscani è una campagna pubblicitaria, realizzata per il marchio di moda maschile Ra-Re, che ha come soggetto una coppia omosessuale in chiari atteggiamenti amorosi. Le foto, che da domani tappezzeranno le città italiane, e che nel frattempo potete ammirare in anteprima qui a lato, rappresentano due uomini, uno brizzolato e uno biondo, che scherzano con la propria sessualità o che si baciano teneramente. Sono foto indubbiamente molto belle, e la loro provocatorietà è comunque velata da un’aura di "normalità" che, a parer mio (ma il mio occhio è un po’ di parte) dovrebbe renderle accettabili a qualunque spettatore.Olivierio Toscani - Ra-Re
Diciamo che non vedo come queste immagini potrebbero offendere qualcuno, mentre mi auguro e spero che facciano riflettere sul nostro concetto di "normalità" e di "diversità".
Tornando al discorso di prima, sull’AVIS, chi si sentirebbe di negare a uno di questi ragazzi di compiere un gesto altruistico e utile come quello di donare il proprio sangue al prossimo? Chi si sentirebbe di condannarli per il loro amore? Tra l’altro, i due ragazzi della foto sono una coppia anche nella vita.

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