Dal sito di Repubblica:

Iran, impiccati perché gay
Uno dei due era minorenne
L’esecuzione è avvenuta il 19 luglio a Mashad nel nord-est del Paese
Da mesi non si applicava la legge che prevede la pena di morte per omosessuali
Grillini (ds): "Fini esprima disappunto e solleciti
una moratoria internazionale contro la condanna capitale"
di ANNA MARIA SELINI

Impiccati pubblicamente perché omosessuali. Condannati a morte con l’accusa di sodomia, rapine e disturbo della quiete pubblica dopo 14 mesi di prigione e 228 frustate. E’ accaduto in Iran, lo scorso 19 luglio, a due giovani di 18 e "meno di 18" anni, nella piazza Edalat (della Giustizia) di Mashad, città santa sciita nel nord-est dell’Iran. La notizia è stata diffusa dal quotidiano ‘Sharq’, che non ha però fornito nè i nomi nè l’età delle vittime. Su Repubblica.it una agghiacciante sequenza fotografica.
A indicare le iniziali dei due (M.A e A.M) e l’età – secondo quanto riportato dai siti internet Outrage.org.co.uk e Gaynews.it – è stata l’agenzia giornalistica studentesca iraniana (Isna). Una conferma è venuta anche dall’avvocato di una delle vittime, Ruollah Razaz Zadeh, che afferma che il suo cliente aveva "meno di 18 anni", e che il verdetto, emesso dalla corte 19, è stato confermato dalla Corte Suprema iraniana – come tutte le sentenze capitali – in risposta all’appello presentato dalla difesa dopo il processo di primo grado.
I due ragazzi erano stati arrestati nel maggio del 2004.
"Non sapevamo – ha detto uno di loro ad un giornalista di ‘Sharq’ prima di essere impiccato – che per quello che facevamo fosse prevista la pena di morte. Siamo cresciuti in un ambiente corrotto, dove la violenza è normale. Se potessimo tornare indietro, non lo rifaremmo più".
In Iran la pena capitale è prevista per diversi reati, tra cui l’omicidio, la violenza carnale – specie se è ripetuta su diverse vittime o se commessa su bambini – la rapina a mano armata e il traffico di stupefacenti. Anche per l’adulterio è prevista la condanna capitale, tramite lapidazione. Si tratta della prima impiccagione di minorenni di cui si ha notizia dopo mesi in cui la magistratura sembrava intenzionata a sospendere l’esecuzione della pena capitale per persone al di sotto dei 18 anni di età.
Secondo l’agenzia Isna, altri tre ragazzi gay iraniani sarebbero ricercati. Per l’abolizione della condanna a morte di minorenni hanno preso posizione diverse organizzazioni umanitarie iraniane e straniere. Un appello in questo senso è stato lanciato anche dall’avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace nel 2003.
Il parlamentare ds, Franco Grillini, oggi, in un’interrogazione ha chiesto al ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, di "manifestare il suo disappunto" al governo di Teheran per l’esecuzione e di impegnarsi per "una moratoria internazionale contro la pena di morte". Pena, ha ricordato Grillini, che si applica ancora "in una decina di nazioni contro gli omosessuali".
(22 luglio 2005)

Ormai non dovremmo più stupirci di nulla. Queste cose dovrebbero passare sulla nostra pelle come acqua, o come polvere, senza farci male, senza lasciare traccia alcuna. Eppure così non è. Perché non è ammissibile che uno Stato metta a morte qualcuno. Perché non è ammissibile che esista ancora la pena di morte, ed è ancora meno ammissibile che questa venga applicata a persone omosessuali, per il solo fatto di essere omosessuali. Tanto più che stiamo parlando di minorenni, cazzo! Di ragazzini!
Ho voglia di urlare la mia rabbia, ma non so come si possa fare ad urlare su un blog.
Merda!

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