Siamo tutti meno sicuri.
Purtroppo è successo qualcosa di molto grave, anche se attualmente gli organi di informazione stanno facendo passare il tutto sotto un silenzio che definirei tombale.
I medici che lavorano sulle automediche di Parma e provincia sono quasi tutti degli specializzandi anestesisti-rianimatori. Specializzandi significa che hanno già una laurea in medicina, e possono quindi già praticare la professione medica, e stanno continuando gli studi per ottenere la qualifica di medico anestesista rianimatore. La specializzazione dura quattro anni.
Fino a ieri, sulle automediche, uscivano medici dal secondo anno di specializzazione in su. La maggior parte di quelli che venivano nell’associazione in cui faccio volontariato erano del terzo anno.
Il Primario di Rianimazione dell’ospedale di Parma, però, ha scoperto che alcuni specializzandi firmavano la propria presenza in sala operatoria con largo anticipo, anche una settimana per l’altra (mentre, in teoria, bisognerebbe firmare a fine turno) e poi se ne andavano a lavorare in automedica invece di restare in ospedale.
Incazzato come una jena, questo simpatico signore ha deciso pertanto di proibire ai suoi studenti (esclusi quelli del quarto anno) ogni tipo di attività sulle automediche, pena la denuncia penale e la radiazione dal corso universitario.
Ovviamente anche lui sarebbe denunciabile per interruzione di pubblico servizio, ma, se lo si denuncia, lui si tira nella tomba mezzo ospedale, ragion per cui tutti ci vanno coi piedi di piombo.
Fondamenalmente il primario incazzato avrebbe tutte le ragioni di questo mondo. Non si può firmare in anticipo in sala operatoria e poi scappar via a metà turno. Uno specializzando, addirittura, aveva già firmato tutta la settimana prossima fino alle sei di sera, e poi s’era prenotato in turno in un paio di assistenze della zona. Ma non è possibile, per colpa di qualche idiota, arrivare a togliere le automediche all’intera provincia di Parma!
Per quanto riguarda la nostra associazione, abbiamo solo quattro medici disponibili a fare turni presso di noi: due centodiciottisti (cioè non anestesisti rianimatori, ma medici di base che hanno conseguito un’abilitazione specifica) e due specializzande del quarto anno, le quali, però, riescono a venire solo nei weekend. Calcolando che questi quattro medici dovrebbero coprire in tutto, ogni settimana, quattordici turni di sette ore, e calcolando che quello di medici EMS non è il loro mestiere, ma qualcosa che fanno per arrotondare lo stipendio, ho molta paura sul futuro del servizio automedica.
Di notte, poi, normalmente, per tutta la provincia esiste una sola automedica, che è quella della Croce Rossa di Parma. A coprire tale automedica sono rimasti solo in tre, per coprire sette turni di dodici ore.
L’unica automedica che – sembra – non è stata toccata dal problema risulta essere quella della Pubblica Assistenza di Parma, che copre la città di giorno: i medici EMS che usa la Pubblica vengono tutti da altre città!
Mentre scrivo, sono in turno (come milite, ovviamente!) sull’automedica di Collecchio. Oggi siamo fortunati: una delle due specializzande "autorizzate" è venuta a fare il turno da noi. Purtroppo, però, per tutta la "alta" parmense, siamo l’unica automedica. Ciò significa che, oltre al nostro comprensorio, dovremo coprire quello di altri cinque comuni, tutt’attorno a noi.
Ieri pomeriggio invece, per la prima volta in dieci anni, siamo rimasti completamente scoperti. Credetemi, è stata un’esperienza terribilmente triste dover smontare l’automedica a mezzogiorno, e sapere che, per il resto della giornata, avremmo potuto offrire meno di metà del servizio che normalmente offriamo. Non avere il medico, in situazioni di emergenza, può essere la condizione che fa pendere i piatti della bilancia verso la morte del paziente.
Per tutti noi che per questa associazione stiamo dando veramente l’anima è stata una giornata di lutto. Se non cambiano le cose, purtroppo, di giornate così ne avremo molte altre.

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