Una famiglia normalissima, un giorno, ricevette una lettera inaspettata: un Ospite molto importante sarebbe presto venuto a far loro visita. Iniziarono i preparativi.
La madre iniziò a lavare tutta la casa da cima a fondo, per non fare brutta figura, poi, per non trascurare la propria persona, andò dal parrucchiere a rifarsi la permanente. Quindi si comprò un vestito sobrio ma elegante, che desse l’idea di una persona ordinata e modesta. "La minigonna che porto di solito è un po’ troppo
vamp – si disse – , meglio sostituirla con qualcosa di meno vistoso. E anche sul trucco dovrò calcare un po’ meno". Poi fece il giro della casa e raccattò tutte le copie di "Vogue", di "Novella 2000" e di "TV – Sorrisi e canzoni" che normalmente spuntavano in qualunque angolo della casa: "non si addice – pensò – ad una madre seria e responsabile l’indugiare su certe letture, e così non è bene che l’Ospite le veda in giro. Potrebbe pensare male di me". Non contenta, decise di tirar fuori dalla credenza il bel servizio di piatti della nonna, e la tovaglia lunga di lino, quella bella con i ricami, giusto per non fare brutta figura.
Il padre, deciso a figurar bene a tutti i costi, si recò in un’importante cantina della zona e comprò qualche bottiglia dei vini più costosi. “Se sono così cari, questi vini, saranno sicuramente i migliori”. Si informò anche su quali fossero le pietanze più adatte per essere accompagnate con ciascuna bottiglia, e comprò anche un opuscoletto sulla storia dei vini locali, per potersi dare qualche aria da sommelier, proprio lui che non aveva mai bevuto altro che birra e coca cola. “Ma non si può ricevere un ospite così importante con la birra e la coca cola!”. Quindi decise anche di comprarsi un vestito grigio, molto elegante, da accompagnare con una camicia bianca molto classica, e una cravatta azzurra a tinta unita. Passò anche dalla farmacia e si comprò una pancera, nella speranza di poter nascondere – comprimendolo – lo spesso strato di adipe che gli copriva, ormai da anni, l’addome. Comprò anche un nuovo dopobarba e una boccetta di eau de toilette.
La figlia grande decise invece di vestirsi in modo molto vistoso, con una bella maglietta attillata che mettesse bene in risalto il suo seno di fresca sedicenne, e una minigonna che ne mostrasse, con dovizia di particolari, le belle e lunghe gambe.
Solo il figlio non si interessò dell’imminente arrivo, e non fece alcun preparativo.
Arrivò il gran giorno. Una vecchia automobile che doveva aver visto giorni migliori fece il suo ingresso, sferragliando, nel vialetto. L’uomo che ne scese era minuto, bruttino, con la barba ispida e incolta, ma due occhi che comunicavano una bontà d’animo e un’intelligenza senza paragoni. Era vestito con un paio di vecchi jeans e una maglietta un po’ sporca. Ai piedi un paio di scarpe da ginnastica che un tempo erano state bianche.
Il padre corse ad aprire la porta, tutto fasciato nel suo completo grigio, con la cravatta un po’ troppo stretta  e un senso di costrizione all’addome. Al vedere l’Ospite, restò di sasso. Facendo finta di nulla, fece accomodare l’uomo in salotto, e sparì, dicendo che andava a chiamare il resto della famiglia.
Potete immaginare l’imbarazzo generale, lo stridore di quegli abiti nuovi, di quelle acconciature, di quella casa tirata a lucido con quell’ometto piccolino e mal vestito, eppure tanto importante.
Solo il figlio, che aveva preso parte al valzer dei preparativi, scese, dopo gli altri, dalla sua camera. Aveva indosso i suoi abiti da tutti i giorni, non si era rasato, ed aveva l’aria un po’ trasandata, pur senza scadere nell’indecente. Senza troppe cerimonie, salutò educatamente l’ospite, ed andò a sedersi di fianco a lui, sul divano, come se fosse la cosa più normale del mondo.

Così mi sembra che il Dio dei Cristiani assomigli molto ad un Ospite silenzioso e invisibile, del quale qualcuno avverte la presenza, ma nessuno sa come è fatto. Eppure, di fronte a questo Ospite misterioso, tutti vogliono figurare bene, e cercano di allontanare da sé ogni bruttura, ogni parvenza della loro vita quotidiana, per apparire qualcosa di diverso, qualcosa di altro-da-sé, qualcosa di innaturale. Così, se c’è qualcosa che sembra stonare, lo si allontana, si prendono le distanze, lo si bolla come peccato. Ma nessuno sa davvero com’è fatto l’Ospite, nessuno può conoscere quali siano i suoi veri pensieri, la sua vera Essenza, perché è Qualcosa che sfugge completamente la comprensione dell’intelletto umano. Dire che si conosce il pensiero di Dio, e che quel pensiero è perfetto e sicuro, è la più grande delle bestemmie.

Che cos’è il peccato, inoltre? Neroinchiostro, in un precedente commento, ha scritto:
E’ un’offesa al disegno di Dio. Spiego: dal punto di vista di Fede, dio ha creato il mondo e l’uomo. Il "creato" ha delle regole insite, quelle della natura, per cui un leone magna la gazzella, la forza di gravità ci tiene con i piedi a terra e così via. Il rispetto di queste regole insite nelle cose porta al rispetto di Dio. La Chiesa afferma che anche l’uomo deve rispettare le regole naturali della vita, quindi comportamenti che non rientrano nel disegno divino sono considerati disordinati.
Amico mio, non può essere come dici tu. La legge della Natura è la legge del più forte, e questo, lo sappiamo benissimo, è quanto di più lontano dalle idee del Vangelo. Se Cristo avesse voluto sottolineare la legge della natura, avrebbe senz’altro calcato la mano sulla selezione naturale, sul fatto che i deboli devono restare indietro per poter garantire la sopravvivenza della specie. Ma se avesse fatto discorsi di questo tipo, non sarebbe stato un Cristo, sarebbe stato un Hitler!
Le leggi della Natura, come le intendi tu, invece, sono leggi che non è possibile contrastare. L’uomo ha imparato a volare non quando ha ucciso la legge di gravità, ma quando ha scoperto la portanza, che è una legge fisica che sfrutta proprio la gravità per riuscire a librarsi in aria. Non è possibile che la mela cada all’insù, come non è possibile che sia la gazzella a mangiare il leone, perché la gazzella è un erbivoro, e il leone è un carnivoro. Non potrebbero nemmeno se lo volessero.
In questo senso la Natura non ammette alcun tipo di violazione alle proprie leggi. Esse sono assolute, universali.
Ma già quello che dicevi tu, sull’omosessualità, non la è più. Perché, se quella fosse una legge della Natura, non sarebbe affatto possibile contraddirla, e invece… Invece comportamenti omosessuali si trovano negli animali come nell’uomo. Sono una cosa del tutto naturale, proprio perché presente in natura, e anzi, insita nella natura stessa dell’uomo. Negare la propria omosessualità, sì, diventa un’offesa a quel Dio che, secondo i Cristiani, ci ha creati così come siamo. Negare la propria identità è un peccato; riconoscerla ed accettarla, e vivere una vita nel rispetto di se stessi e degli altri, quello è il miglior modo per glorificare Dio e per ringraziarlo per averci dato tutta questa meraviglia.
Tu dici:
Ora, è da chiarire che questo è il pensiero cui è giunta la Chiesa dopo 2000 anni di riflessione filosofica e teologica, che questa società sta spazzando via nel giro di poche decadi.
Anche Cristo ha spazzato via millenni di cultura politeista in poco più di trent’anni di vita, e all’epoca non v’erano mezzi di comunicazione di massa, ma solo il passaparola. Duemila anni di storia quanto sono, rispetto alla vita dell’uomo? Un nulla! E allora perché noi dobbiamo arrogarci il diritto di conoscere la Verità assoluta, senza ammettere che qualcuno dopo di noi potrebbe farci vedere cose che finora abbiamo ignorato del tutto? Perché dobbiamo fossilizzarci su idee e concetti vecchi di duemila anni, senza ammettere alcuna possibilità di progresso – o comunque di cambiamento – psicologico e sociologico, ma anche teologico?

Insomma, il Vangelo non parla di omosessualità; la Bibbia in generale ne parla in un solo punto, all’interno di un libro che nessuno più, oggi, si sognerebbe mai di prendere alla lettera. Eppure abbiamo alle spalle duemila anni di persone che pretendono di leggere in quel libro cose che assolutamente non ci sono, non ci sono mai state né mai ci saranno. Su quel libro sono stati costruiti altari, castelli, palazzi, intere città e continenti di concetti. Ma proviamo a scavare un po’ in profondità, proviamo a discernere i pensieri originali da quelli artefatti, costruiti a posteriori, a tavolino. E vedremo che tutti quei castelli scompariranno, lasciando la nostra testa nuda sotto il cielo.

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