Ieri mattina ho potuto assistere ad una trasmissione TV molto istruttiva.
Non tutti la conoscono, anche a causa del fatto che va in onda su Rai 3, proprio mentre sulle altre reti va in onda il telegiornale, tuttavia mi sento di consigliarla a chiunque. Si tratta di Cominciamo bene "Le storie", condotta da Corrado Augias.
Solitamente questa trasmissione ospita personaggi illustri della televisione italiana, ne ripropone le piéces più interessanti, e offre diversi spunti di riflessione.
Ieri l’ospite era Marcello Veneziani, consigliere di amministrazione della RAI.
Augias, accogliendolo, lo ha salutato auspicando una chiacchierata tra uomini liberi, su temi anche molto delicati. Poi ha sparato la prima domanda. Dopo aver mandato in onda un filmato di un minuto circa, contenente alcuni dei momenti più orrorifici della TV spazzatura odierna (da Domenica In a Il ristorante, passando per reality show, Porta a porta, e trasmissioni sulla vita di coppia), a bruciapelo: "visto il livello che abbiamo toccato con la TV odierna, voi consiglieri d’amministrazione, in Rai, cosa ci state a fare?".
Che risposta ci si potrebbe aspettare a una domanda del genere? Ce ne sono tante, tutte orrende. E Veneziani, ovviamente, non ne ha trascurata nemmeno una.
Ha cominciato con un: "in effetti sì, noi stiamo cercando di porre un freno a questo andazzo [e come? promuovendo programmi come Le tre scimmiette? NdInsj], ma se guardiamo il livello delle altre TV europee o americane, persino questa TV, comparata a quelle altre, può essere per noi un vanto".
Al che, una gentile signora del pubblico s’è fatta portare un microfono e ha fatto cortesemente notare che non è molto giusto né corretto sostenere che la nostra TV è migliore delle altre: dal momento che è spazzatura, dovremmo cercare di migliorarla, anziché dire che gli altri sono peggio.
E ovviamente la risposta, questa volta, quale poteva essere? Ma è ovvio: "alla gente piace tutto questo, e la TV pubblica deve soddisfare le richieste dei telespettatori".
Io dico: se quando accendo la TV non trovo altro che fiction o realty show, è ovvio che mi metterò a guardare quelli (che poi non è vero, perché personalmente preferisco spegnerla, la TV, piuttosto che guardare quella roba). Ma se invece mi trovo programmi di intrattenimento culturale (come per esempio quelli di Piero Angela, Fabio Fazio o Renzo Arbore), è ovvio che i reality show non li cago manco di striscio. Se ci nascondiamo dietro al luogo comune "il pubblico vuole questo", in realtà non facciamo altro che peggiorare le cose, perché il pubblico finirà per assuefarsi a quella merda, e non sarà nemmeno più in grado di capire un programma più serio. Se invece cerchiamo di alzare il livello generale della qualità della nostra televisione, il pubblico tornerà ad apprezzare quelle cose che ora scarta come troppo cervellotiche, per il semplice motivo che non troverà nient’altro da guardare. La concorrenza dovrebbe essere qualcosa che spinga il produttore a migliorare continuamente la propria offerta. Invece, per quanto riguarda la televisione, essa si riduce esclusivamente ad un gioco al ribasso.
Ovviamente ciò è anche dovuto al fatto che un pubblico più stupido è molto meno pericoloso – dal punto di vista politico e della gestione del potere e dell’economia – di un pubblico di persone che ragionano con la propria testa. E quindi l’andazzo odierno, con il governo che ci ritroviamo, è quello di cercare di stordire le masse per distoglierle dai problemi reali che ci circondano. Quindi sicuramente le cose non cambieranno.
Comunque, per tornare alla trasmissione, Augias, dimostrandosi una persona con le palle, ha tirato fuori il Contratto RAI e ne ha lette diverse parti, mettendo in luce il fatto che la televisione pubblica dovrebbe promuovere la cultura, l’uso corretto della lingua, la decenza e un corretto senso civico e morale. Tutte cose che, ovviamente, la nostra televisione assolutamente non fa.
Veneziani si è difeso sostenendo che, per ogni ora di TV spazzatura, la RAI, come a scontare la propria pena, manda in onda un’ora di TV di qualità. Io, personalmente, non so proprio da dove vengano queste statistiche. Non penso che quelli di Antonella Clerici o Paolo Bonolis possano essere definiti programmi culturalmente avanzati. Come non può essere definito tale nemmeno un programma di Bruno Vespa. E allora cosa ci rimane? Ve lo dico io. Piero Angela: in onda una volta o due al mese. L’unico in prima serata. Poi Fabio Fazio: venerdì, sabato e domenica, per quaranta minti circa, proprio durante il TG1. Poi Renzo Arbore: in onda al sabato notte, dall’una in poi! Poi c’è qualche trasmissione culturale su Rai 3, che è l’unica rete che si salva.
Tutto il resto è spazzatura.

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