Nelle ultime settimane non ho avuto nemmeno il tempo di respirare. Tra la pubblica, gli esami e gli amici, il tempo e la voglia di aggiornare il blog non sono mai stati particolarmente abbondanti. Anzi.
Ricordo i tempi in cui gli aggiornamenti erano quasi giornalieri. Poi sono passato ai giorni alterni, quindi al post ogni settimana, e ora va già bene se ne faccio uno al mese.
Gli argomenti di cui parlare non mancherebbero, in effetti, ma il problema è, più che altro, come già detto, la voglia.
Tuttavia ci sono certe cose che non possono essere taciute.
Ultimamente è venuto a mancare (e non vi nascondo che la cosa non riesce a dispiacermi nemmeno un po’) don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, ovvero il maggior gruppo di fondamentalisti cattolici attualmente a piede libero in occidente.
Non conosco la persona di don Giussani, ma conosco fin troppo bene molti ciellini, a partire dalla mia vecchia professoressa di religione delle superiori. Persone dalla mentalità aperta ("gli omosessuali sono uno scherzo della natura", "i gay dovrebbero suicidarsi" e altre amenità simili) e dall’indiscussa voglia di aiutare il prossimo ("chi si droga rifiuta la vita, e quindi non è degno di essere salvato"). Tutto ciò in nome di quel Cristo che ha riassunto tutti i comandamenti di Dio in uno solo: ama il prossimo tuo come te stesso. Non vedete il nesso? Nemmeno io, in effetti.
Navigando sul sito dell’AGeDO (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali), mi ha colpito molto un link in prima pagina. Non riporto l’articolo per intero, ma vi invito a leggerlo. In sostanza, comunque, l’AGeDO ha denunciato gli autori del libro Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, edito a Bologna per volontà del cardinale Alfonso Lopez Trujillo, a causa dei contenuti decisamente criminali dello stesso. Vi si legge infatti – e cito l’articolo dell’AGeDO:
Nel libro in questione si equipara l’omosessualità alla pedofilia, si sostiene che le coppie gay chiederebbero di potere adottare per potersi "allevare in casa" i possibili oggetti di future attenzioni sessuali; si sostiene che gli omosessuali non possono esigere o richiedere diritti e che l’omofobia è soltanto un’invenzione "tattica" degli omosessuali stessi.
Dire che sono schifato è poco. Il Vaticano che si permette di dire certe cose, non so perché, ma riesce ancora a stupirmi e indignarmi.

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