Poi qualcuno mi spiegherà perché su Sky Cinema non c’è mai NULLA di bello, tranne che quando devo ASSOLUTAMENTE studiare per degli esami importantissimi che avrò il giorno dopo.
Lunedì pomeriggio c’era quel film meraviglioso che è Alien – Lo scontro finale (che poi in realtà è solo il secondo di quattro episodi!). Penso che non ci sia bisogno di alcun commento: è il film, a mio avviso, meglio riuscito della serie, e merita un’autentica adorazione. Il miglior film thriller-fantascientifico della storia del cinema, a mio avviso. Certo, 2001 Odissea nello spazio rimane insuperabile e insuperato, ma non è nemmeno paragonabile… Tornando alla saga degli Alien, il primo episodio è molto bello, ma deve troppo – a mio parere – ad alcuni film di Mario Bava: molti punti sembrano addirittura scopiazzature, più che citazioni. Il secondo rimane il migliore, il più azzeccato, sia come ambientazioni, sia come trama. Il terzo è carino, ma sembra un tantino forzato, ed è chiara la volontà di continuare a far soldi contando sul successo degli altri due. Il quarto è addirittura inguardabile ed ingestibile. Per fortuna ora Sigourney Weaver è troppo vecchia per essere ancora credibile come cacciatrice di alieni (a meno di straordinarie quanto improbabili idee e di straordinaria bravura di regista, sceneggiatore, costumisti, ecc. ecc.), quindi presumibilmente la serie non andrà mai avanti, e lo spero bene.
Ieri mattina, poi, Sky ha trasmesso Marciando nel buio, film italiano del 1995, del regista Massimo Spano. Tra gli interpreti, Jean Marc Barr, Massimo Dapporto, Thomas Kretschmann, Roberto Citran, Mariella Valentini, Flavio Albanese.
Cercando su Internet qualche informazione sul film, mi ha colpito il fatto che la critica sembri piuttosto divisa. A qualcuno è piaciuto molto, a qualcuno non è piaciuto per nulla. C’è da dire che in effetti il film perde presto buona parte della sua carica drammatica per sfociare in un melodramma che ha addirittura qualche tratto grottesco, ma l’intenzione del regista è senz’altro buona, e la recitazione degli attori, tutti indistintamente, è, a parer mio, di ottimo livello.
La trama è piuttosto semplice: Saro è un ragazzo di vent’anni, solare e ingenuo. Sta facendo il servizio militare in un battaglione di fanteria, e diventa molto amico del suo sergente istruttore Gianni Tricarico. E’ l’inizio di una discesa agli inferi, di cui sono responsabili anche altri commilitoni. Saro sperimenterà sulla sua pelle la violenza sessuale da parte di un superiore e le difficoltà tremende per ottenere giustizia. Aiutato dall’amico Tricarico, segretamente innamorato di lui, Saro porterà in tribunale il suo violentatore, in un processo che porterà alla luce giochi di potere, abusi, atrocità.
La parte sentimentale del film è un po’ troppo esagerata, ma la parte di denuncia sociale, riguardante i meccanismi di poteri, ricatti, omertà, violenza presenti nell’Esercito è piuttosto fedele e realistica, e fa pensare ai tanti episodi di cronaca registrati negli ultimi anni dai nostri giornali.
Ne consiglio a tutti la visione, è un documento senz’altro interessante. Certo non è del tutto entusiasmante, soprattutto nel filnale, ma non mancano gli spunti interessanti. Il voto è un otto di incoraggiamento (!!!).
Oltre ai film di Sky, mi sono sorbito (sì, invece di studiare!) anche un paio di DVD che mi ha prestato l’ottimo Phemt. Il primo è stato Le invasioni barbariche, film franco-canadese del 2003. Il regista è Denys Arcand, e tra gli interpreti troviamo Remy Girard, Stéphane Rousseau, Dorothee Berryman, Louise Portal, Dominique Michel. Dalla copertina: "Rèmy dalla vita ha avuto tutto: belle donne, arte, cultura, buon cibo e vino raffinato…"
Poi arriva la malattia, incurabile ed inesorabile, e con essa arrivano una serie di riflessioni sulla vita che coninvolgono l’ex moglie, i figli e una serie di amici e colleghi. L’intera comitiva si ritrova al capezzale del malato per assisterlo nei suoi ultimi giorni e nelle sue ultime volontà. Eutanasia, cura del dolore, divorzio, sessualità, religione sono alcuni dei temi affrontati, ma non mancano anche spunti filosofici e storici piuttosto interessanti. Film commovente e divertente, anche se a volte da l’impressione di essere un po’ troppo "costruito", e anche qui a volte si scade nel grottesco. Inoltre alcuni dei temi trattati sono lasciati, a mio avviso, un po’ troppo in sospeso: vi si accenna, ma senza sviluppare il tema, e  – come spesso mi accade – l’impressione che ne ricavo è di una serie di ottime occasioni perdute per dire qualcosa di veramente importante. Ne ho parlato via SMS con Phemt, ma lui non è dell’idea: dovremo avere un confronto a quattr’occhi per chiarire le reciproche posizioni . Comunque anche a questo film do un bell’otto, anche se all’inizio il voto a cui pensavo era più alto. Poi ci ho pensato su. Ne consiglio comunque – ovviamente – la visione.
L’ultimo film di cui parlerò stasera è Swimming Pool, ottimo thriller francese di François Ozon, con una divina Charlotte Rampling e una stupenda (e spesso nuda) Ludivine Sagnier. Non si tratta certo di uno di quei thriller ad alta tensione alla Hannibal, ma un film ben più delicato, di gusto Hitchckiano, come recita giustamente la copertina del DVD. "In una solitaria villa della campagna francese, la crisi creativa di una scrittrice di gialli alle prese con le spregiudicate provocazioni di una lolita tutta broncio e bikini". Nella pellicola "si mescolano omicidi, sesso e insospettate perversioni. Da non perdere. Una conturbante e spregiudicata Ludivine Sagnier, nuova giovanissima icona sexy del cinema francese".
Il film è godibilissimo, la suspence non manca mai, fino alla fine, anche se il ritmo è abbastanza lento e privo di particolari momenti di panico: forse sta proprio in questo la chiave del successo del film. L’aspetto psicologico domina sull’azione, fino all’immancabile rivelazione finale, che non vi svelo certo.
Questo si merita un bel nove, e ovviamente le mie vive raccomandazioni.

Annunci