Ieri sera ho finalmente visto Camminando sull’acqua. Per fortuna è arrivato anche a Parma, anche se è passato tra l’indifferenza generale: il cinema, già piccolissimo, era praticamente deserto. Del resto, chi vuoi che vada a vedere un film israeliano che parla di nazismo, omosessualità e problemi tra israeliani e palestinesi?
Forse però è proprio l’eccesso di temi trattati che ha fatto sì che alla fin fine quel film sia stato anche per me una delusione.
Non è un brutto film, intendiamoci. Ma non è certo un film memorabile. Ma in poco meno di due ore il regista ha voluto concentrare una miriade di tematiche e di spunti che vanno oltre l’umana possibilità. Forse un regista più esperto sarebbe riuscito meglio, ma sicuramente il vedere certi ottimi spunti soltanto accennati, senza alcuno sviluppo ulteriore, lascia un po’ di amaro in bocca.
La storia è forse un po’ “scontata”, o meglio, la fa un po’ facile. Troppe coincidenze portano alla soluzione finale, che forse arriva un po’ troppo affrettata, senza meditazioni o spiegazioni.
C’è però da dire che gli attori si comportano decisamente bene, impersonando a dovere la propria parte, e rendendo il tutto un po’ più credibile. E certe scene, certi dialoghi (come quello nel pub di Berlino, a proposito di omosessualità e sesso) sono davvero azzeccati.
Come voto, mi sentirei di dare un sette d’incoraggiamento. Forse non del tutto meritato, ma prendetelo come un premio all’intenzione.

Annunci