Il Governo Berlusconi sta per infliggere un danno enorme – tra tutti gli altri che già ci ha inflitto – al patrimonio artistico italiano.
Forse non tutti sanno che la nuova legge finanziaria, che sta per essere approvata in Parlamento, prevede un articolo di poche righe, che riguarda l’ennesimo Condono di questa legislatura. Solo che stavolta, se possibile, si tratta di un condono ancora più assurdo e abominevole del solito. Detieni in casa illegalmente un’opera d’arte o un bene archeologico rubato, scavato di straforo, comprato al mercato nero? Nessun problema! Paga allo Stato il 5% del suo valore, e te lo potrai tenere senza nessun problema, e nessuno potrà mai più arrestarti e farti passare quello che ti meriti.
Avete una vaga idea di quante opere d’arte, di quanti beni archeologici ogni anno vengano rubati e venduti sul mercato nero? Avete una vaga idea del giro di soldi che la mafia ne ricava? E avete, soprattutto, una vaga idea del danno che tale traffico genera a tutti noi, privando la collettività di una serie infinita di oggetti dal valore economico, ma soprattutto storico e sociale, inestimabile?
Avete idea di quanto in più si potrebbe sapere su chi ci ha preceduti su questo nostro territorio, se tutti i beni che sono stati trafugati e nascosti in tanti secoli potessero essere a disposizione degli studiosi?
Pensate agli sforzi che la Guardia di Finanza ogni giorno compie per cercare di recuperare questi beni illegittimamente sottratti alla collettività. Anni ed anni di appostamenti, intercettazioni, indagini buttati al vento, per colpa di un idiota che vuole abbassare le tasse, e, per incamerare nuovi soldi, probabilmente darà origine a una delle più grandi catastrofi per la Cultura di questo Paese.
Ah, per chi non lo sapesse: la Corte Costituzionale dovrà esprimersi in merito, visto che l’Art. 9 della nostra Costituzione sancisce che lo Stato ha il compito di difendere il patrimonio artistico e culturale nazionale. Se avessi una connessione Internet più veloce, e più tempo a disposizione, vi farei volentieri un copia-incolla dell’Art. 9 della Costituzione; e comunque non è detto che non lo faccia più avanti. Occhio agli aggiornamenti, dunque!

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