Il mio post precedente ha suscitato qualche domanda, alla quale rispondo con estremo piacere. Riporto le domande di TheZar, e le mie risposte.


1) in Italia sarebbe tecnicamente possibile installare quei tipi di generatori di energia? (Parlo dei mulini che hai visto) Pensavo ci volessero requisiti ambientali particolari.
La risposta è sì: in Italia sarebbe assolutamente possibile. Le zone di mare sono tutte soggette a forti brezze, che alimenterebbero quasi costantemente questi generatori. E anche le zone di collina (come i nostri pre-appennini, per esempio) sarebbero adattissime all’uopo. L’impatto ambientale è tutto dal punto di vista paesaggistico: qualcuno potrebbe obbiettare che una serie infinita di mulini a vento potrebbe rompere un po’ i nostri meravigliosi paesaggi; ma con i grattacieli e le altre schifezze che già costruiamo… Basta scegliere le zone con cognizione.


2) Tutti parlano dell’idrogeno. Ma è davvero così conveniente?
L’idrogeno è *perfetto* come combustibile perché la sua reazione di combustione è fortemente esotermica, produce una marea di energia, e inoltre gli scarti di produzione, in caso di combustione perfetta, sono nient’altro che anidride carbonica e acqua. Certo, forse aumenteremmo un po’ l’umidità ambientale, ma non credo poi nemmeno troppo. Il problema dell’idrogeno è che si tratta di una materia prima piuttosto dispendiosa da produrre (nell’elettrolisi si spende più energia di quella che poi si ottiene bruciandolo, e l’alternativa è quella di usare dei catalizzatori che sono molto più velenosi della benzina) e altamente infiammabile, quindi di difficile trasporto. Ma più che il problema della sicurezza, resta da risolvere il problema della produzione: trovare catalizzatori non velenosi e non troppo costosi.


3) E se tutti mettessimo sui nostri tetti dei pannelli solari? Quanta energia forniscono i pannelli solari?
Per quanto riguarda i pannelli solari, bisogna fare una distinzione. I “pannelli solari” veri e propri sono semplicemente delle strutture che contengono tubi per riscaldare l’acqua con l’energia solare. Se pensiamo a quanta energia elettrica, a quanto gas o gasolio sprechiamo ogni anno in riscaldamento, ci possiamo rendere conto di quanto possa essere utile una cosa del genere. Resta il problema dell’impiego durante l’inverno o in condizioni climatiche particolari, però sarebbero già un passo avanti considerevoli. I “pannelli solari” a cui invece probabilmente ti riferivi tu sono le cosiddette celle fotovoltaiche, che consentono, tramite un processo fotochimico, di produrre energia elettrica dalla luce solare. Il loro rendimento dipende da vari fattori, tra i quali la latitudine a cui ci si trova, le condizioni climatiche (cielo coperto, sereno, ecc) e l’estensione dei pannelli. Se però calcoliamo che in Svizzera quasi tutte le case hanno le celle fotovoltaiche sul tetto, e la Svizzera è più a nord di noi… Tra l’altro, là da loro la cosa funziona così: il contatore è un contatore a due vie. Di giorno l’energia che produci in eccesso tramite i pannelli fotovoltaici viene acquistata dal gestore della rete di distribuzione, e ti viene ovviamente detratta dalla bolletta; di notte, invece, sei tu a comprare energia dal gestore, e sulla bolletta queste voci finiscono in positivo. Il risultato è che poi dipende da te se ci guadagni o se spendi: dipende da quanto usi la luce, e quanti pannelli hai a disposizione. Ma pensate che si riuscirà mai a fare una cosa del genere in Italia, con il monopolio che abbiamo?


Purtroppo non possiedo dati tecnici precisi (che invece avevo nel caso del post precedente) con i quali argomentare le mie risposte (a parte, ovviamente, la prima), ma voglio compiere una ricerca su Internet.
A presto con gli aggiornamenti sulla situazione.

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