Bene, oggi in pubblica sono sul secondo equipaggio urgenze. Ciò significa che, data la mole quasi nulla di lavoro che si fa in questi paraggi, e dato che stamattina han fatto un codice 4, per la legge dei grandi numeri e per le teorie delle probabilità, molto probabilmente oggi non farò nu cazz’.
Tanto meglio. O tanto peggio, dal momento che non ci sarà nulla a distrarmi da altre due occupazioni ben meno piacevoli: la formattazione del PC “Ristoro”, che è quello a disposizione di tutti i militi (e che viene costantemente riempito di dialers, banner porno, virus e quant’altro), e il completamento dei turni della settimana prossima. Visto che siamo già a sabato pomeriggio, e mi manca ancora un sacco di gente, non so proprio come farò, anche perché il mio capo/supervisore in ufficio comando ha deciso di prendersi le ferie proprio nella nostra settimana, e l’altro mio collaboratore è in montagna con la famiglia da un mese. Risultato: temo che farò il gioco dell’impiccato con i turni. Tutte le volte che qualcuno al telefono mi dirà “No, mi dispiace, non posso venire!”, io aggiungerò un pezzo al patibolo. Al mio patibolo.


Pubblica a parte, dovrei commentare un sacco di film che ho visto ultimamente. I primi quattro li ho visti tutti il giorno prima di partire per le vacanze: non sapevo cosa fare, e così… Il quinto l’ho visto mentre ero in Norvegia (chiaramente in italiano, me l’ero portato da casa!). Gli altri li ho visti tutti più di recente, qualcuno da solo, qualcuno con TheZar, Eka, Phemt e Minerva. Ah, sì, c’era anche Sinistar, ma lui non ha un blog, quindi spesso me lo dimentico .
Mouse hunt – Un topolino sotto sfratto: mi ispirava, mi avevano detto che era un film divertente. Invece l’ho trovato penoso. Due fratelli scapestrati ereditano dall’originale padre una fabbrica di spago (un mondo senza spago è il caos), e una vecchia casa infestata da un topo super intelligente. Le gag sono scontate, la trama ancora di più, e il finale è addirittura melenso.
AI – Intelligenza Artificiale: mi è piaciuto. La moderna favola di Pinocchio, solo più melensa (parola che mi piace, e che userò spesso, anche a sproposito). Nel senso che qui non è il robotino a volersene andare di casa, ma viene scacciato dalla famiglia, che non lo vuole distruggere, però non lo può più tenere. Me l’aspettavo molto diverso, ma mi è piaciuto lo stesso.
Ringu: ovvero, l’originale giapponese di The ring. Mi è piaciuto più del remake, e, per essere la prima volta che vedo un film sul giappone moderno (La tigre e il dragone non ha un’ambientazione proprio attuale, ed evito di parlare di Kill Bill perché non propone la vita quotidiana giapponese), mi ha sfatato molti miti, e mi ha fatto cadere molti pregiudizi.
In linea con l’assassino: ottima prova di come si possa fare un film di poco più di un’oretta girandolo tutto con un’unica scenografia: una cabina telefonica e la strada circostante, senza mai annoiare lo spettatore. Anzi, il film prende molto, gli attori recitano molto bene, e la trama è avvincente. Mi sento di consigliarlo. Volevo vederlo al cinema, quando è uscito, ma non ho trovato nessuno che avesse voglia di accompagnarmi. Certo, sul grande schermo avrebbe reso di più. Comunque complimenti al regista e allo sceneggiatore. La trama: un giovane agente pubblicitario pieno di boria e di soldi viene “imprigionato” in una cabina telefonica da un misterioso cecchino, che lo costringerà ad ammettere tutti gli errori della sua vita. Molto ben fatto anche dal punto di vista psicologico.
Frida: l’ho visto in Norvegia, e mi è piaciuto molto. Anche perché, prima di vedere il film, conoscevo l’opera della pittrice solo per sentito dire. E invece ora m’è venuta una gran voglia di documentarmi e di saperne di più. Il film racconta in modo a tratti divertente, a tratti commovente, la vita di Frida, talentuosa pittrice messicana dalla vita piena di colpi di scena. Solo, devo ancora capire quali fossero i tratti romanzati e quali fossero quelli reali, a cominciare dalla presenza di Troszky, che mi risultava fosse morto in modo molto diverso: non ucciso mentre scriveva (quello era Marat!), ma mentre faceva giardinaggio. Indagherò!
American Psycho: bello, molto bello. Il classico ragazzo di buona famiglia (o figlio di papà che dir si voglia) americano, colto, elegante, ricco, con un posto di vice presidente in un’importante azienda, è colto da un improvviso raptus omicida e ammazza centinaia di persone. Ma poi… La suspence non manca, e anche il finale a sorpresa è molto azzeccato. Sarebbe stato degno di un David Lynch.
Il pianeta delle scimmie: ovviamente ho visto il remake, non l’originale. E devo dire che non mi è piaciuto poi tantissimo. Mi ha lasciato un po’ perplesso in molti punti; molte soluzioni a situazioni disperate mi sono sembrate un po’ scontate (come quella di accendere i motori del rottame spaziale per stendere l’esercito di scimmie-fanti), e la fine di alcuni personaggi mi è sembrata un po’ frettolosa (ricordate l’ex generale in pensione, che muore combattendo con il suo ex migliore amico?). Sarà che ormai da certe scene di battaglia mi aspetto qualcosa di più epico. Anche tutta la questione della tempesta elettromagnetica e dello scimpanzè che piove dallo spazio proprio al momento giusto, deus ex machina, mi sembrano un tantino ridicole. Forse avevo aspettative troppo alte. Però il finale mi ha un po’ rivalutato l’intera storia .
Balle spaziali: capolavoro assoluto. Purtroppo non ho visto tutta la serie di Star Wars, quindi non ho potuto cogliere tutte le citazioni; però ho riso come un bambino dall’inizio alla fine. Anche perché TheZar (che ha riso molto più di me) ha un modo di ridere che è veramente contagioso…
Per oggi credo che basti così. Ce ne saranno altri cinque o sei che devo ancora menzionare, ma non ho intenzione di allungare oltre questo post… E’ giusto che i miei due lettori (gli altri son tutti in vacanza, e comunque non credo che arrivino mai a cinque ) trovino un po’ di pace, se saranno riusciti a leggere tutto questo!

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