Altro articolo che vi chiedo di leggere e commentare. Questo è tratto dal sito dell’Unità, e riguarda le esternazioni di quell’emerito figlio di puttana chiamato Calderoli. Clicca qui per leggere.
Che dire? Non riesco a restare indifferente davanti a cose del genere. Ventotto persone, poveri disperati, sono morte in modo atroce. Mi vengono i brividi solo a provare ad immaginare le sofferenze che hanno provato, prima e durante quel viaggio. Quando vedo le foto di quella tragedia mi viene da piangere, e vorrei davvero poter fare qualcosa. Vorrei prendermi una pausa dal volontariato che faccio qui da noi ed avere il coraggio di andare a fare il volontario in uno di quei campi di prima accoglienza, o direttamente là, in Africa, in Albania.
Poi sento gente (volevo dire “persone”, ma è una parola troppo grossa per loro) come Calderoli che invitano a ributtare a mare tutti questi “pezzenti”, a rispedirli al mittente senza nemmeno prestare loro aiuto. Ma come si fa? Ma ci rendiamo conto di quello che diciamo? Ma se ci fossimo noi su una di quelle carrette? O nostro padre, nostro fratello, nostro figlio, nostra moglie…

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