Ventisette! Ventisette è il voto che sta sul mio libretto di fianco alla dicitura “Elettronica AB” e a una firma che assomiglia molto di più a una croce che a un “Paolo Ciampolini”
Stento ancora a crederci! Ma dopo un anno di pena, anche questa battaglia è vinta!


Stasera comunque mi son visto “Alì”, film sul mito di Cassius Clay, meglio conosciuto come Muhammad Alì, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi.
Al di là del fatto che la boxe è uno sport che non apprezzo e che anzi disprezzo (e poi diciamo ai Romani, con le lotte tra gladiatori), il film non mi è piaciuto poi tanto. Will Smith è un ottimo attore, e devo dire che l’han conciato in modo tale che alla fine a Muhammad Alì gli assomigliava davvero (magia!); e al suo fianco compaiono certe bellezze del cinema innanzi alle quali è difficile restare indifferenti; tuttavia gli incontri di boxe hanno un ritmo lento e abbastanza noioso; gli aspetti pacifisti e rivoluzionari del pensiero di Alì vengono liquidati quasi come si trattasse di ignoranza; i suoi numerosi amori vengono passati in rassegna con una certa fretta; i grandi personaggi storici che fanno da contorno alla vicenda (Malcom X in primis) non incidono minimamente nello spirito dell’opera. Malcom X, dopo il suo assassinio, viene presto dimenticato, e non si farà più alcun accenno a lui e al suo lavoro.
Insomma, alla fin fine di quel film resta poco. E per un film di oltre due ore e venti direi che non è proprio un complimento.


Piuttosto, resta molto di più, e fa guardare con occhio molto diverso il mondo della boxe, una canzone scritta tanti anni fa da uno come Paul Simon, e cantata in duetto con l’inseparabile Art Garfunkel. Non la conoscevo, fino a pochi giorni fa; o per lo meno non m’ero mai fermato ad ascoltarla. Ma poi, vedendo il DVD di Concert in Central Park, me ne sono letteralmente innamorato, e quindi ve ne ripropongo il testo:


Simon & Garfunkel – The boxer


I am just a poor boy
Though my story’s seldom told
I have squandered my resistance
For a pocket full of mumbles such are promises
All lies and jests
Still a man hears what he wants to hear
And disregards the rest
When I left my home and my family
I was no more than a boy
In the company of strangers
In the quiet of the railway station running scared
Laying low, seeking out the poorer quarters
Where the ragged people go
Looking for the places only they would know
Lie la lie …


Asking only workman’s wages
I come looking for a job
But I get no offers,
Just a come-on from the whores on Seventh Avenue
I do declare, there were times when I was so lonesome
I took some comfort there
Lie la lie …


Then I’m laying out my winter clothes
And wishing I was gone
Going home
Where the New York City winters aren’t bleeding me
Bleeding me, going home
In the clearing stands a boxer
And a fighter by his trade
And he carries the reminders
Of ev’ry glove that layed him down
Or cut him till he cried out
In his anger and his shame
“I am leaving, I am leaving”
But the fighter still remains
Lie la lie …

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