Addio Hotel Alfa.
La nostra gloriosa eliambulanza, tra un paio di giorni, andrà in pensione, dopo nove anni di valoroso servizio, e il suo posto verrà preso da un nuovo mezzo più avanzato, il cui nome in codice, udite udite, sarà Bravo Zulu.
Ora, per chi non lo sapesse, i nomi degli elicotteri vengono assegnati in base alla sigla che portano sulla carlinga, letta secondo l’alfabeto fonetico internazionale. Il vecchio mezzo aveva “HA”, mentre il nuovo ha “BZ”. Il nome, per quanto ridicolo, ne viene di conseguenza. Del resto poteva andarci peggio: BM sarebbe stato Bravo Mike (chiara dedica a Mike Buongiorno, che ha pure le stesse iniziali), oppure HI sarebbe stato Hotel India (in fondo, un buon posto per passarci le vacanze…).


A parte questa considerazione di gusto un tantino amarcord, ieri ho avuto la fortuna di gustarmi due DVD veramente molto belli: Simon & Garfunkel con il Concert in Central Park, e Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek.
Il primo è, per me, il vero paradigma del concerto: niente effetti speciali, niente fuoco e fiamme, nessuna spettacolarizzazione inutile. Paul e Art salgono sul palco vestiti in modo piuttosto semplice. Non ballano, non saltano, non fanno capriole. Cantano e suonano. E bastano le prime tre note di Mrs. Robinson a mandare in visibilio il pubblico. E poi ho conosciuto una canzone che prima non conoscevo, e che mi ha sconvolto e commosso: The boxer.
Poi invece mi sono letteralmente messo a piangere davanti a Le fate ignoranti. Mi sono riconosciuto in diverse parti di quel film, dal gruppo che frequento alle idee sull’amore espresse da Ernesto, il ragazzo malato di AIDS, che si è ammalato apposta, perché voleva avere tutto quello che aveva il suo ragazzo, anche la malattia. E poi, purtroppo, anche il nome del protagonista, Michele, mi evoca ricordi piuttosto controversi. Insomma, per una volta la finzione non mi è sembrata poi tanto discosta dalla realtà.

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