Alla fine è andato tutto come temevo.
Berlusconi ha perso, sì, ma non abbastanza (si parla di un -5%), e la sua perdita è stata altamente compensata dall’ascesa di Alleanza Nazionale e della Lega. In pratica, la destra si è estremizzata.
Per quanto riguarda la sinistra, invece, il partitone “Uniti per l’Ulivo” è andato bene, ma non tanto quanto ci si aspettava, e anche lì ci siamo lasciati per strada un paio di punti percentuali rispetto alle somme dei voti nelle elezioni precedenti. Certo, anche qui i partiti più “estremisti” hanno guadagnato qualcosa, ma il tragico è che in sostanza non è cambiato proprio nulla di quelle che erano le proporzioni alle ultime europee.
E, come ovvio, l’assenteismo l’ha fatta ancora da padrone, con il 30% dei nostri connazionali che ha preferito stare a casa a guardare la TV, piuttosto che perdere dieci minuti del proprio tempo a fare tre crocette. Certo, c’è chi sta peggio di noi: Germania, Francia e tutti i paesi dell’Est Europeo hanno avuto un tasso di assenteismo superiore addirittura al 50%, in alcuni casi superiore anche al 60%. Ma questo non significa che l’Italia sia un paese politicamente sano. Tutt’altro.

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