Oggi sono andato a votare.
Sono altamente fiducioso, ma allo stesso tempo tremendamente sfiduciato, su quello che sarà il risultato di queste elezioni.
Berlusconi in questi ultimi anni si è comportato talmente male, ha preso per il culo la gente in modo talmente lampante, che mi sembra impossibile che la gente lo voti ancora. Poi leggo il Televideo: e vedo che solo il 34% degli aventi diritto s’è recato alle urne, fino a mezzogiorno. E penso che sarà difficile che, ad andare a sera, la percentuale cresca poi tanto.
E allora capisto che non è poi tanto importante chi vincerà queste elezioni; o meglio, è importante che non vinca ancora la destra, ma tanto in ogni caso avremo perso tutti, perché avremo avuto un’altra prova che all’Italia non glie ne sbatte un emerito cazzo di chi sta lassù a governare: destra o sinistra, lo stato ci deve essere quando ho bisogno di soldi, e non ci deve essere quando si tratta di pagare le tasse. Del resto, chi se ne frega?
Tutti – le nuove generazioni come le vecchie – continuano a dire: “io non vado a votare, tanto mi fanno tutti schifo!”, oppure: “io non voglio avere nulla a che fare con la politica, che ci pensino gli altri”. Già, perché è più facile far scegliere agli altri che informarsi e pensare con la propria testa, e scegliere noi. Perché ci piace dire e far vedere di essere liberi ed autonomi, ma in realtà vogliamo fortemente che ci sia qualcuno che stabilisce e pensa per noi. E finché andremo avanti così, non ci sarà speranza per un mondo nuovo.
Spero solo i rusultati di affluenza alle urne di stasera mi smentiscano. Vincesse anche Berlusconi con una maggioranza schiacciante, ma con un’affluenza alle urne superiore all’80%, cavolo, mi sentirei felice nella disperazione, perché almeno avrei la prova che l’Italia ha deciso di uccidersi con le proprie mani, volontariamente e coscientemente; se invece, come temo, l’affluenza si arresterà attorno al 60-70%, probabilmente molto meno, anche se vincerà la Sinistra, sarà un’enorme sconfitta.

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