Oggi sono andato a Milano, con la Pubblica, per portare una signora a fare una visita oculistica in un centro specializzato. Viaggio estenuante, parlare per cinque ore con una persona sconosciuta – per quanto simpatica – per tentare di distrarla dal viaggio, e di distrarre anche te stesso, è massacrante. Tra l’altro l’aria condizionata dell’ambulanza m’ha fatto venire un mal di gola che vi raccomando.
E io e il mio autista (che poi è il Comandante in persona!) abbiamo pure appurato che i baristi di Milano sono degli stronzi. O per lo meno quello che ha servito noi non ci ha nemmeno cagati, ci ha serviti di malavoglia, ha buttato per terra dietro al bancone (no, non nel cestino! Per terra!) le nostre lattine vuote dopo averne vuotato il contenuto in bicchieri non tanto puliti e di dubbio gusto estetico, e quando ce ne siamo andati non ci ha nemmeno guardati. E non è che avesse molto altro da fare, visto che il bar era deserto.
L’esatto opposto di Autogrill di Guccini.
Poi, rientrato in sede, mi accingo a riprendere possesso della macchina. Salgo, infilo la chiave, accendo… e mi fermo dopo meno di dieci metri: lo sterzo è durissimo, non riesco a voltare da nessuna parte. Eccheccazzo. Scendo e faccio un giro intorno alla macchina. La gomma anteriore destra è completamente a terra, con un lungo bullone piantato dentro fino alla capocchia.
No, nessun atto di vandalismo verso la mia persona, di questo son certo. Sabato sera, nel rincasare, ad una delle tante rotonde che devo percorrere per raggiungere la mia cara abitazione, ho sentito uno strano casino; poi la macchina ha cominciato a produrre uno strano, forte rumore periodico proveniente dalla ruota anteriore destra. Mi sono fermato due o tre volte a controllare, ma, al buio, non ho visto proprio nulla di strano, e le gomme, al tatto, sembravano tutte ancora gonfie.
Ieri poi non ho usato la macchina, e me ne sono completamente dimenticato. E stamattina, quando l’ho presa, non mi sono accorto di nulla, se non di una leggera difficoltà a sterzare. Ma, e ho provato più volte, la macchina, se lasciavo il volante, non “tirava” da nessuna parte, e non si sentivano particolari rumori, e così non mi sono preoccupato più di tanto, anche perché ero in ritardo.
Ovviamente poi dovevo scoprire proprio stasera cos’era successo… E quei simpaticoni dei miei colleghi che, nell’uscire dallo stradello della Pubblica, mi vedevano inginocchiato per terra, sudato ed accaldato, e sozzo di morchia e di polvere, mica si fermavano ad aiutarmi: mi guardavano ridendo e tiravano dritto.


Comunque stasera è andata meglio: arrivato a casa ho trovato tutta la famiglia che guardava About a boy, film piuttosto divertente, che avevo già visto tempo fa, ma che ho riguardato volentieri; e mio padre ha comprato in edicola Il mago di Oz, nella versione stupenda di Vincent Minelli, quella in cui una fenomenale Judy Garland canta la magnifica Somewhere over the rainbow. Lo so, non si dovrebbe mai esagerare con i superlativi, però…

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