Questa sera avevo voglia di buttare un altro po’ del mio tempo, e mi sentivo piuttosto ispirato. Così ho deciso di guardarmi un paio di film.
L’idea era di guardarmene uno solo, ma poi… Beh, andiamo con ordine.
Ieri mi sono arrivati tre film nuovi, e così, malgrado nessuno dei tre mi ispirasse più di tanto, ho deciso di guardarmi il primo titolo: Non aprite quella porta. Thriller pessimamente riuscito, con cattivi attori e cattiva trama, e tra l’altro non ho ancora capito che cavolo c’entri il titolo con la trama. Mi vien quasi da pensare che m’abbian dato il CD sbagliato. Ma so che non è così.
Non c’è storia, il film non ha senso, è talmente poco credibile che più che un horror lo si definirebbe un film comico. Tremenda la scena iniziale, in cui la povera pazza raccolta sul ciglio della strada si fa saltare le cervella con una pistola estratta da un punto imprecisato sotto la gonna (non voglio sapere!): il regista si compiace di inquadrare gli altri occupanti del furgoncino che urlano e piangono, poi lo zoom della camera ci fa capire che l’inquadratura avviene attraverso un buco, anzi, diversi buchi: la camera è piazzata fuori dal finestrino posteriore, bucato dal proiettile, e i poveri ragazzi sconvolti sono inquadrati attraverso il foro, anzi, la caverna aperta dalla pallottola nel cranio della ragazza. Quando la telecamera ha finito di zoomare, la testa – o quel che ne resta – della ragazza cade all’indietro liberando del tutto i bordi della scena. Pazzesco!
Ero talmente disgustato dalla pessima qualità del film – che tra l’altro non riesce nemmeno a trasmettere un minimo di brivido: qualcosa può far paura se ha un briciolo di alone realistico, e quel film proprio non ne ha – ho deciso di provare a rifarmi la bocca con un titolo un po’ diverso: A mia madre piacciono le donne.
E devo dire che il risultato è stato molto ma molto diverso! Gli attori – o meglio, le attrici, perché le protagoniste son quasi tutte donne – sono veramente superbe, e la tematica omosessuale è trattata con tatto e gusto, senza scadere in inutili retoriche, né in facili pornografie. I personaggi sono delineati con la giusta profondità caratteriale, e la storia è intessuta in modo da essere allo stesso tempo credibile e incredibile, ovvia e straordinaria, scontata e imprevedibile. Se ci pensi dopo, tutta la trama appare semplicissima, quasi banale; però poi capisci che il regista ci gioca su, e vuole che tu te ne accorga, per farti vedere quanto in realtà quella banalità possa essere simpatica e originale. Un bel film, ne consiglio a chiunque la visione.

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