C’è qualcosa che sta cambiando, in questo nostro mondo. O forse è soltanto un’illusione.
A Cannes uno dei premi più prestigiosi è andato a Michael Moore, fiero oppositore del governo Bush, della guerra, della diffusione delle armi, e quant’altro. E in questi due giorni, in cui il presidente George Dàbliu (sic) Bush è venuto a rompere i coglioni a noi, in Italia (scusate, ma quanto c’è costata tutta l’operazione? Dai due aerei uguali fatti atterrare per depistare eventuali attentatori, alle migliaia di uomini armati di scorta, fino alle quaranta – QUARANTA – auto inviate per il corteo, e poi pranzi, cene, regali…), su Sky Cinema 3 hanno trasmesso in versione integrale “Bowling a Columbine” (del suddetto Moore), lucido documentario su quanto sia deleteria la facilità con cui, in America, chiunque si può impossessare di armi e fare una strage.
In particolare, di quel documentario, una scena lascia una spanna di pelle d’oca: è una lunga sequenza senza parole, in cui sul video scorrono le immagini dei crimini di guerra commessi dagli stati uniti negli ultimi cinquant’anni, dall’assassinio di Allende (cui è seguita l’instaurazione, da parte degli USA, del dittatore Pinochet), fino ai tre miliardi di dollari che la CIA ha versato nelle tasche di Bin Laden per finanziare la sua battaglia contro i Russi, per non parlare delle armi fornite a Saddam contro gli Iraniani, e poi delle armi fornite agli Iraniani contro Saddam. Per un elenco dettagliato di tali atrocità, leggete questo post di TheZar. Nessuna voce commenta le immagini. Solo, i sottotitoli spiegano dove e quando sono accaduti i fatti mostrati, e quanti civili sono morti. A dire il vero, una voce di commento c’è, ed è quella, calda e un po’ roca, di Louis Armstrong, che canta What a wonderful world. Colonna sonora azzeccatissima.

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