Un altro film ispirerà questo mio post.
Si tratta di The deamers di Bertolucci.
Film per certi versi sconvolgente, per altri illuminante, ma mai noioso, sempre interessante e coinvolgente.
Molti hanno detto che si tratta di un film sul Sessantotto. Trovo che non sia affatto così. Gli avvenimenti del Sessantotto francese, i cortei, le manifestazioni, le lotte rimangono sempre assolutamente estranei dalla vita dei tre protagonisti, che vivono in una casa senza TV, senza giornali e senza contatti col resto del mondo. Giungono solo vaghe notizie di quello che succede nel mondo, ma sono notizie che non coinvolgono i nostri tre. Solo alla fine, come all’inizio, vediamo una scena di rivolta, un corteo in piazza che finisce con una carica della polizia, ma è anche quello un periodo tragico, in cui si capisce che i due gemelli commettono un errore, fanno la scelta sbagliata, e il trio si scioglie, inevitabilmente.
Si tratta, a mio avviso, di un film molto profondo, in cui la ricerca psicologica prevale su quella sociale, ed è più importante analizzare la mente di tre adolescenti piuttosto “particolari”, piuttosto che i fatti storici che fanno da cornice alla vicenda.
Tuttavia questa ricerca è impostata con naturalezza e scioltezza, senza mai appesantire la narrazione, senza mai far addormentare lo spettatore. Il film è ricco di colpi di scena, di evidenze che si rivelano solo apparenze, di mutamenti di prospettiva e di modo di pensare.
Un capolavoro, ne sono certo.

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