Se non è fatto proprio così, il Paradiso, poco ci manca.
Mi trovo a Dolceacqua, paesino nell’immediato entroterra ligure, a due passi da Ventimiglia e dal confine francese.
Sono comodamente appollaiato su un sasso sporgente sul dirupo della collina antistante l’abitato moderno, e sovrasto con lo sguardo i ruderi di un imponente castello, proprio sotto di me, e, più giù, il magnifico ponte a schiena d’asino.
È bello, qui. Ho una lieve sensazione di vertigine, data forse dal fatto che, invece di guardare giù, sotto di me, sto digitando sulla tastiera del mio povero cellulare (aka barattolone).
Proprio ora il sole morente è sbucato da dietro una pesante coltre di nuvole, e mi scalda con la delicatezza dei suoi raggi, intanto che una brezza fresca mi accarezza la schiena, facendomi rabbrividire.
Ho passato la giornata a fotografare fiori e paesaggi, a respirare aria di mare, forse non così pulita, ma certo un toccasana per lo spirito.
So che quando, domani sera, tornerò a casa, tutto l’incanto sarà sparito, e la nenia triste dei giorni sempre uguali ricomincerà come prima.
Ma questa malinconia non fa che esaltare i momenti di piacere e di appagamento dei sensi che sto vivendo, hic et nunc, qui e ora. Al domani penserò domani.

Annunci